Franca Cornado L’UT UNUM SINT nella fondatrice del MC

Franca Cornado L’UT UNUM SINT nella spiritualità della Fondatrice del Movimento Carismatico

Franca

Relazione all’incontro teologico sui Carismi e l’unità della Chiesa del 29 8 2015 Valledacqua (AP) 

Clicca QUI invece per pdf relazione sulla spiritualità dell’Acqua in Franca Cornado e QUI invece per una lectio sull’attributo della Misericordia per il quale Iddio si è fatto uomo. E ancora QUI per alcune pagine che contengono riferimenti a Franca Cornado

Introduzione


Vorrei iniziare la mia relazione che ha per titolo “L’UT UNUM SINT nella spiritualità di Franca Cornado fondatrice del Movimento Carismatico” con una delle sue preghiere più belle, che si intona molto bene con il luogo dove ci troviamo, l’Abbazia di San Benedetto a Valledacqua, dove per il solstizio di estate la gente del posto si raduna in preghiera per salutare il primo raggio di luce che colpisce la vetrata della Chiesa e ringraziare il Signore per il magnifico dono della luce materiale che ricorda la sua essenza: 

Dio è Luce! 

Franca

O Intensa Luce del Mio Dio, vieni in mio aiuto! Insegnami a parlare aiutami a tacere dirigimi nel camminare. Arrestami per sostare presso di Te affinché ogni parola detta o taciuta, ogni passo fatto o respinto, tutto sia nella perfetta volontà di Dio. Tutti i tuoi caldi raggi, o Luce Divina, mi diano l’equilibrio dei santi.

Vincenzo Salmeri, il gruppo di Palermo e il mio incontro con Franca

Chi è Franca Cornado e chi sono io per parlarne?

Posso dire di essere stato un suo figlio spirituale e di avere conosciuto, la sua spiritualità, i suoi scritti per la prima volta, ancora giovane studente universitario, a Palermo nella casa di Vincenzo Salmeri.

Il giudice Vincenzo Salmeri era molto conosciuto in Italia a quel tempo per avere compiuto il suo dovere di giudice, per il suo zelo per la difesa della moralità e del buon costume come da incarico ricevuto.

Zelo che gli costò il dileggio dei media nazionali (dal comico Pino Caruso che gli dette del psicopatico a Maurizio Costanzo che lo invitò nel suo salotto televisivo facendogli trovare ‘a sua insaputa’ la pornostar Cicciolina) dandogli un immagine di impresentabile bigotto.

Ma le persone che lo conoscevano veramente sapevano di avere davanti un uomo di fede, un vero devoto della Madonna e amico di tutte le realtà ecclesiali che operavano in città.

Tra queste il Movimento Carismatico fondato da Franca Cornado a cui dedicò gli ultimissimi anni della sua vita, nonostante le precarie condizioni di salute.

Morì l’undici Febbraio (Festa della Madonna di Lourdes a cui era molto devoto) del 1981 alle ore 12 ad un anno esatto dall’intervento chirurgo che fece a San Giovanni Rotondo.

Il suo funerale fu animato dai canti dell’allora gruppo giovani di Palermo tra i quali il violista Santo Bono e il pianista Cesare Mascellino fondatore insieme alla moglie Benedetta del gruppo del MC “Arpa di Sion” di Carini.

Valorizzate la sofferenza

Ecco il passo che fu letto a casa di Vincenzo Salmeri da un giovane, che allora abitava all’Oasi di San Bernardino a Montefranco(TR), Eligio Zaminato:

Franca Cornado Ut Unum Sint

Franca: “Signore, Tu sei Onnipotente e vedi quanta sofferenza c’è sulla terra … Perché Tu che tutto puoi, non estirpi in una sola volta tutto il male?”. “Vedi Franca, è vero, Io sono Onnipotente e se volessi, in un batter d’occhio il male sarebbe distrutto sulla terra. Gli uomini allora diventerebbero Angeli. Ma io non ho bisogno di Angeli: ne ho miriadi in Cielo. Io ho invece bisogno / di Dei! Solo gli uomini lo possono diventare se, dopo la caduta, sanno attraversare la sofferenza. Valorizzate la sofferenza!”

Francateologia

Mi procurai il libro da cui era tratto questa scritto di sopra che risale al 3 Febbraio del 1973, la Francateologia ( prima edizione del 30 7 1975) curata da Francesco Bindella.

Il libro che ottenne l’ approvazione ecclesiastica dell’allora Vescovo di Termoli, Pietro Santoro.

Lo lessi tutto, posso dire ‘divorai’, con molto interesse.

Il passo sulla sofferenza e la deificazione, fu per me una vera e propria chiamata, una specie di “Tolle Lege”.

Il convegno alla Domus Pacis di Roma

Nel Giugno del 1980 decisi di andare a Roma, al convegno nazionale del MC, per incontrare di persona questa signora Franca Cornado e visitare poi la sede del Movimento Carismatico di allora, l’Oasi di San Bernardino a Montefranco (Terni ma diocesi di Spoleto).

Era il 21 Giugno del 1980, ricordo molto bene la data perché era Sabato e si festeggiava con qualche giorno di anticipo il patrono del vicino comune di Arrone, San Giovanni Battista.

Mi accolse un sacerdote friulano, don Luigi Meroi, uno dei primi sacerdoti che accolse l’invito carismatico’ “Beato chi si trasferirà in Umbria” e che sarebbe poi stato anche parroco della vicina parrocchia di Torre Orsina una frazione di Terni famosa per avere dato i natali al grande scultore Aurelio De Felice.

Anch’io accolsi questo invito, e subito dopo la laurea (laurea in matematica) insieme con mia moglie, appena sposati, ci trasferimmo prima a Montefranco (1982), per qualche mese proprio nell’Oasi di San Bernardino, e poi ad Arrone (dal Marzo del 1983) e a Terni (Maggio 1989) dove ancora risiedo e lavoro.

Note Biografiche relative alla prima parte della vita di Franca Cornado

Ma facciamo un passo indietro, con qualche breve cenno biografico concernente la signora Franca Dal Ri Cornado.

Franca, nasce il 13 Aprile del 1924 in via Villa Glori n.6 a Brescia (era la domenica delle Palme) e riceve il sacramento del battesimo il 21 aprile, nella chiesa parrocchiale del quartiere di Fiumicello. suo padrino lo zio Francesco di Novara.

Ad un anno e mezzo cade dal balcone di casa e viene miracolosamente salvata ritrovandosi tra le braccia di un vicino che era intento a leggere il giornale.

Il 26 settembre del 1925 nasce suo fratello Giovanni, e nel 1930 incomincia i suoi primi studi nella scuola elementare di Brescia di via Villa Glori.

Il 15 Maggio del 1932 riceve la cresima insieme la prima comunione a Fiumicello come era nell’uso di allora.

Nel 1933 la famiglia Dal Ri riceve in dono un altro figlio, Luigi, che il Signore prende subito con se l’11 febbraio.

Nel 1936 inizia a frequentare la scuola media a Brescia ma nel 1936 nella famiglia Dal Ri accade un grave evento luttuoso muore il padre di Franca.  Un durissimo colpo per la famiglia Dal Ri e per Franca!

La danza e la musica

Franca infatti si sentiva molto portata per la danza e per la musica, arti che vista la nuova situazione familiare, poté subito smettere di sognarne la pratica.

Proprio per poter assecondare la sua tendenza infatti gli era stato comprato un pianoforte che alla morte del padre, mutata anche la situazione economica, gli fu subito tolto.

Qualche volta le capitava di ascoltare le note del suo illustre concittadino Arturo Benedetti Michelangeli, ma la strada di Franca, segnata dal Signore, non era quella di diventare un’artista ma un profeta.

Ascoltiamolo questo brano di questo grande musicista, pensando un po’ alla Brescia del secolo scorso alle note del suo pianoforte che si udivano dalla sua casa incantando anche i passanti. Tra questi forse anche Franca che quando raccontava le sue esperienze di ragazza o incontrava dei musicisti parlava spesso di lui e dei suoi sogni di gioventù
 (Chopin Valzer Op 69 N 1 Clip che durata 4.36)

Questi episodi un po’ tristi sono stati significativi e importanti nella vita di una ragazza che però non si chiude in se né si piange addosso, pur se costretta a rinunciare ai suoi sogni e a vivere, orfana di padre, le difficoltà dell’esistenza nell’Italia che si approssimava a conoscere la tragedia della seconda guerra mondiale.

Questo amore verso la danza traspare tra le righe di una delle preghiere più belle allo Spirito Santo ( del (3/11/79) della sua spiritualità, che mi sono stampata e appesa nella parete dell’ufficio dove lavoro e che vi ripropongo oggi: 

Franca Cornado CAM00030

Spirito Santo, irrorazione del Mio Dio, vivifica interamente in me le Tue Spettanze. Spirito Santo, rafforza in me l’azione e con la Tua Potenza fa di me una danza.

La famiglia

Nel 1939 il Signore le fa conoscere a Roma il suo futuro marito, Giovanni Cornado (+9.8.1983), un giovane soldato di Pantelleria, galeotto fu il chiedergli da che parte si trovasse San Pietro.Nel 1936 la vedova Dal Ri, di nome Maria (+28.3.1989), madre di Franca, decide di trasferirsi a Belinzago Novarese suo paese di origine, paese vicino a Novara dove Franca riesce a prendere la licenza commerciale, che insieme alla sua capacità di dattilografare gli permette di avere i primi lavori a Brescia tra i quali, e siamo nel 1939, uno presso la compagnia telefonica Lombarda Stipel.

Con lui che sposò il 25 luglio nella Chiesa dei Santi Faustino e Giovita di Brescia ebbe quattro figli (Giampiero , Beatrice, Fernando e Daniela).

Di quel periodo un evento luttuoso, la morte del fratello Gianni nel 1944 e uno gioioso, l’incontro con Padre Giustino Carpin ofmConv. (1952) che diverrà poi il suo tanto ambito “Direttore Spirituale” essendo lei, tra l’altro, divenuta terziaria francescana (25 1 1959).

L’influsso del Movimento dei Focolari nella vita di Franca Cornado

Ut unum sint Normadelfia Foto della Relazione su Franca Cornado

“È per amore che mi son mosso, è perché cerco l’amore che cammino, è per amore che mi aggrappo alla fede e alla speranza” Carlo Carretto Ut Unum Sint è anche il simbolo di diverse realtà ecclesiale, questa foto è del centro Normadelfia di Roma.

In seguito divenne anche simpatizzante del movimento dei focolari che aveva già come scopo l’Ut Unum Sint e come mezzo per raggiungerlo il dialogo interreligioso.

Chiara Lubich,  la fondatrice del movimento dei focolari,  predicava l’abbattimento dei ponti culturali e delle barriere tra i popoli.

Lei e le persone che avevano condiviso il suo stesso cammino fin dagli inizi, avevano visto e vedevano con i loro occhi le conseguenze devastanti delle ideologie totalitarie che, come in tempi moderni quelle fondamentaliste, trovavano nelle religioni, in particolare quella cristiana, un nemico da abbattere in tutti modi, anche con lo sterminio e il genocidio sistematico.

Il loro diffondere il pensiero che invece si dovesse ricercare l’unità tra i popoli, che questa veniva generata da uomini nuovi, appariva e appare, rivoluzionario.

 (Chiara Lubich in particolare dal minuto 11 ).

Le due prove richieste dal padre spirituale

Padre Giustino sarà protagonista di un episodio decisivo del cammino di Franca con il chiedergli una prima prova, legata ad un’altra carismatica Pierina Gilli a cui faceva direzione spirituale a alla quale la Madonna era apparsa da piccola, facendole la promessa di riapparirle di nuovo.

Padre Giustino senza spiegare chi e cosa chiede a Franca questa prima prova, che passerà essendo la Madonna apparsa di nuovo, il 17 Aprile 1966, a Pierina in località Montichiari Brescia dove è sorto un santuario, molto frequentato, dedicato a Maria Rosa Mistica … Santuario in cui la Diocesi di Brescia permette che vi sia solo un culto Mariano e dove ancora oggi non si può celebrare l’Eucarestia.

Di seguito una della preghiere (del 30/7/78) della Spiritualità di Franca Cornado, molto semplice, dedicata alla Vergine Maria, invocata con il titolo di Rosa: 

rosa mistica

Vergine Maria, del misticismo ‘Rosa’ prendi a cuore questo mio cuore Fammi essere del misticismo ‘Sposa’!”.

La prima prova non fu sufficiente, Padre Giustino la definì soggettiva, ne chiese un’altra che fosse oggettiva, che avesse delle prove ed evidenze che non potessero essere discusse e la seconda prova vi fu e la pagò di persona Franca stessa che improvvisamente si ammalò di un male incurabile, un grave tumore osseo, con aspetto a Palizzata, localizzato nella spina dorsale e dal quale fu guarita il 26 Aprile 1967 mediante l’esercizio di un carisma di un figlio spirituale di Padre Pio proveniente da Terni, Giovanni Leonardi.

Avuta la prova oggettiva, Padre Giustino, chiese a Franca di chiedere cosa volesse il Signore da lei, per quale motivo l’avesse dotata di tali carismi, e Franca si sentì rispondere che voleva la fondazione del Movimento Carismatico ad Assisi, perché Assisi, ripeteva spesso la stessa Franca con un acrostico vuol dire: 

Amerai Sempre Sinceramente ISignore Iddio

Padre Giustino però, che nel frattempo fu trasferito a Milano, non volle dare corso a questa richiesta e il Signore con Franca dovette fare da solo.Dalla prima fiammella ad Assisi alla morte a Brescia

Franca che ogni tanto andava a trovare la sua Mamma per qualche giorno a Bellinzago Novarese, in piena stazione centrale di Milano si sente dire di andare ad Assisi anziché a Bellinzago e va, come San Giuseppe che obbedisce alla voce dell’angelo che lo fa andare via da Betlemme senza dargli nemmeno il tempo di rifletterci su.

Ad Assisi incontra prima una signora della Pro Civitate di Don Giovanni Rossi, che gli fa subito conoscere un sacerdote ‘carismatico’, il canonico penitenziere della Basilica di San Ruffino, mons. Filippo Rauco, che divenne sacerdote proprio attraverso una chiamata molto speciale.

In fin di vita dopo essere stato colpito da una pallottola durante il primo conflitto mondiale, il giovane soldato Rauco riceve l’ordine dal suo superiore di morire con onore contento di aver servito la Patria, e l’unica cosa che sa rispondere, pur con un filo di voce, ormai moribondo, è ‘Signorsì’.

Poi invece, durante la notte, gli appare, la Madonna che gli rivela che non è giunta la sua ora e che invece diventerà sacerdote.

E lui, con le sue poche forze alla Madonna risponde:’Signorsì Signora Madonna’.

La Prima fiammella del MC

Era davvero il sacerdote adatto, preparato dal Signore, che l’ascoltò pazientemente e che la invitò a venire la mattina presto del giorno seguente nella cappella del Santissimo della Cattedrale di San Ruffino, il giorno dopo. Cappella dove Don Filippo Rauco avrebbe celebrato la Santa Messa per l’intenzione che il Signore aveva messo nel cuore di Franca.

Era il 29 Agosto del 1967 il giorno in cui possiamo dire che si accese la prima fiammella del Movimento Carismatico.

Per completare la sua breve nota biografica segnalo due viaggi in Brasile (1971 e1982), e un incidente d’auto nel 1978 in cui fa l’esperienza della Pre Morte alla guida il padre sacramentino Giovanni Maniero.

Franca morirà a Brescia nella sua casa di via Cesare Arici 12, il pomeriggio di Domenica 10 Gennaio del 1993, erano i vespri della solennità del Battesimo del Signore. I suoi funerali saranno celebrati nella vicina chiesa del Sacro Cuore a Brescia il successivo13 Gennaio, tra i celebranti Don Pietro Urbani, che Franca stessa aveva nominato come Direttore responsabile del Movimento Carismatico.

Il Movimento Carismatico

Il Movimento Carismatico che ha mosso i suoi primi passi ad Assisi presso casa S. Carlo, spostò la sua sede nella diocesi di Spoleto dove fin dal 1978 il Vescovo Mons. Alberti gli affidò l’Oasi di San Bernardino a Montefranco (provincia di Terni), sede da qualche anno ripresa dalla Diocesi di Spoleto e affidata a delle suore di Clausura dell’ordine delle Clarisse.

Nell’ultima parte della sua vita, sempre guidata dalle sue mozioni interiori, Franca sviluppò e diffuse (facendolo conoscere meglio anche a me) una devozione verso il fondatore dell’Opus Dei, l’allora beato, oggi santo, Josemaria Escrivà, la cui opera, l’Opus Dei, vedeva come speculare a quella che il Signore fondò tramite lei, fino al punto di poter provare a fare una proporzione matematica: l’Opus Dei sta ai carismi ordinari, come il Movimento Carismatico sta ai Carismi straordinari.

Certo il paragone tra le due opere può apparire un po’ azzardato, vista la tangibilità del lavoro fatto da Sant’JoseMaria Escrivà, il beato Don Alvaro Del Portillo e tanti altri suoi figli spirituali, specie sull’aspetto giuridico e che permette oggi di paragonare l’Opus Dei a quell’albero della parabola del granellino di Senapa (Mt 13,31-32) in cui il piccolo seme è diventato un ramo frondoso dove gli uccelli fanno il loro nido mentre la situazione del Movimento Carismatico fondato da Franca Cornado al momento attuale è molto diversa.

Esistono dei gruppi in Brasile, che fanno capo al figlio primogenito di Franca, un missionario Gesuita e dei gruppi in Italia, specie nel Triveneto che si incontrano una volta l’anno ad Assisi e che hanno dal punto di vista organizzativo una Onlus registrata, come uno dei gruppi carismatici del RNS.

Gruppi del Movimento Carismatico sono presenti anche a Carini e a Sciacca in Sicilia, che Franca visitò più volte incontrando diverse persone soprattutto a Palermo e ad Agrigento.

il Presidio

Esiste poi il Centro studi teologico e pneumatologico il Presidio, con sede a Fano, fondato da Francesco Bindella su indicazioni proprio del fondatore del Movimento Carismatico, Franca Cornado, da cui trae ispirazione per l’approfondimento della teologia e della pneumatologia.

Gli scritti di Francesco Bindella, ivi compreso il testo di prossima pubblicazione sui “Boanhrge,j,j Figli del Tuono” e la fondazione Giacomo-Giovannea, sono, in un certo senso, la traduzione teologica della spiritualità di Franca Cornado, una specie di vestito senza il quale la spiritualità di Franca rischierebbe di essere una delle tante che poco d’incisivo e di nuovo avrebbero da dire alla Chiesa.

L’unità nell’Opus Dei al cui fondatore Franca era assai devota.

Tornando ai membri della prelatura apostolica dell’Opus Dei, numerari e soprannumerari, essi sono soliti recitare tutte le mattine, appena alzati le preces, una serie di preghiere, in lingua latina mediante le quali, recitandole con il cuore e la mente, si stabilisce, dopo il riposo notturno, una specie di comunione con il mondo celeste, a partire dalla Santissima Trinità, passando per Maria, Giuseppe, gli angeli custodi e il fondatore dell’Opus Dei S.JoseMaria Escrivà, e con il mondo terreno dove si trova la Chiesa ‘militante’ in cui, sia pure indegnamente, ci si sente parte attiva.

Dopo aver pregato per il sommo pontefice e il Vescovo locale vi è una prece dove si prega proprio per l’unità: 

V. / Orémus pro unitáte apostolátus.
R/ . Ut omnes unum sint, sicut tu Pater in me et ego in te:ut sint unum, sicut et nos unum sumus.
V. / Omne regnum divísum contra se, desolábitur.
R/ . Et omnis cívitas vel domus divísa contra se non stabit.

Così i fedeli della prelatura dell’Opera vivono l’unità nel rispetto dei ruoli e dell’autorità, facendo apostolato con lo spirito evangelico dei servi inutili ma al contempo consapevoli di essere ‘figli di Dio’ e fanno unità santificando il lavoro, compiendo bene le piccole grandi cose che appartengono alla quotidianità, a cui danno un sapore soprannaturale.

Una preghiera che insegna tantissime cose e che fa proprio il cuore del cuore dell’ultima preghiera-testamento pronunciata da Gesù e riportata nel Vangelo di Giovanni al capitolo 17, Che Tutti Siano Uno e che ogni opera, ogni movimento, ogni tipo di comunità di credenti, autenticamente cristiana, deve sentire accesa in se e vivere secondo il suo peculiare carisma.

Seguono un piano di vita personalizzato che è fatto di cose importanti come la Santa Messa, il Rosario, l’orazione e altro perché la vita troppo attiva leva l’onda contemplativa e non si può santificare il lavoro senza dare spazio alla contemplazione che non è materia solo dei religiosi ma anche dei laici che riescono a diventare santi con il lavoro ordinario perché alimentano con la preghiera la loro consapevolezza di essere figli di Dio.

Senza un’autentica vita di preghiera il lavoro, l’apostolato s’inaridiscono e si seccano portando l’anima verso la tiepidezza.

Facendo un rapidissimo cenno alla figura del fondatore dell’Opus Dei, è importante rilevare che ci troviamo di fronte ad un uomo di grande riservatezza, specie quando è costretto a parlare delle sue cose più intime.

Le locuzioni interiori in San JoseMaria

A stento abbiamo saputo dell’episodio della rosa di Rialp, un segno soprannaturale concessogli da Maria, Rosa Mistica, durante uno dei periodi più difficili della vita del Padre, quello della dura traversata dei Pirenei fatta per mettere in salvo alcuni suoi figli in pericolo di vita e riprendere le redini dell’Opus Dei senza dovere rischiare di morire per il solo fatto di essere sacerdote come capitò ad un grande numero di sacerdoti spagnoli durante la guerra civile.

Il suo modo di capire che quello che sentiva dentro aveva un non so che di soprannaturale oserei dire straordinario è quando la citazione latina della Bibbia che conosceva a memoria gli veniva ‘forte’ nella mente e talvolta con qualche leggera modifica che era di valore ermeneutico alla comprensione profetica di un fatto, di un percorso spirituale, di una mozione dello spirito, il nome utilizzato per queste ispirazione è: Locuzioni.

Ut Unum Sint in Franca terziaria francescana e la ricostruzione di Sion

Nella spiritualità Francescana, l’unità nasce dall’umiltà di sapersi creature nel creato, come insegnano gli scritti di Francesco di Assisi a partire dal Cantico delle Creature, di saper considerare la nostra vita come un intervallo finito di tempo dove però, tra Misericordia di Dio e libero arbitrio ci si gioca l’infinito, la possibilità di evitare la seconda morte tramite la propria collocazione personale di creatura in mezzo alle Creature che serve il Creatore servendo il Creato e le creature.

Franca, terziaria Francescana, figlia spirituale di un frate minore conventuale, esprime con questa bellissima preghiera (del 15/4/77) questo servire Dio con grande umiltà: 

Franca Cornado Sole e Luna

Fammi obbediente come il sole e la luna. Fammi roteare d’amore intorno a te! Il tuo comando sia sacro per me, affinché con te, porti sulla terra … il fuoco.

Carismi Straordinari per l’Ut Unum Sint

La peculiarità di Franca era ed è legata ai doni, ai carismi straordinari, carismi che vanno usati per realizzare quello che gli apostoli avevano chiesto a Gesù poco prima che fosse sollevato al Cielo, sul monte dell’Ascensione: la ricostruzione del regno di Israele ( At 1, 6).

Veniamo alle peculiarità dell’Ut Unum Sint di Franca Cornado, che ha vissuto come terziaria la caratteristica francescana di sentirsi creatura tra le creature a servizio del Creatore nelle creature, che ha provato come focolarina l’amore per l’unità, la fratellanza universale e il dialogo tra i popoli predicato da Chiara Lubich per diffondere il fuoco dell’amore divino tra gli uomini nuovi, uniti già sulla terra e che conosciuto al termine del suo cammino terreno anche il modo proprio dei membri dell’Opus Dei di sentirsi figli di Dio e di contribuire con la santificazione del proprio lavoro quotidiano alla realizzazione del regno di Dio già sulla terra.

La ricostruzione di Sion

E, in effetti, se guardiamo con attenzione l’episodio biblico, la risposta che Gesù ha dato agli apostoli, non è stata per disapprovare la sensatezza della domanda fatta (“Quando ricostruirai il regno di Sion?”) anche se è rimasta piuttosto sul vago, probabilmente perché questa ricostruzione del Regno, questo volere divino richiede la libera adesione dell’uomo e se questa tarda a venire i termini slittano …

La ricostruzione di Sion, il vero Ut Unum Sint ci sarà soltanto quando radunati tutti i carismatici del mondo, diranno e testimonieranno le stesse cose, ecco la caratteristica dell’Ut Unum Sint di Franca Cornado, quando si parla di Ut Unum Sint e di ricostruzione di Sion si parla della stessa cosa, e per farlo, per realizzare l’unità occorre radunare i carismatici, di tutto il mondo per fargli dire e testimoniare le stesse cose su qualsiasi genere di problemi essi possano essere interrogati.

Si tratta dunque di avere il coraggio di dare ai confidenti di Gesù e della sua Madre Celeste la possibilità di essere vagliati da ‘vivi’ senza aspettare che passino un bel po’ di anni dopo la loro morte, anni che possono rendere il messaggio meno attuale ed efficace.

Ma su che base questo vaglio?

Certo l’ortodossia è importante, e pertanto è fondamentale il ruolo della Gerarchia, ma è importante anche la concordanza con altre voci profetiche, passate e attuali, è importante dare spazio a quella parte profetica nella chiesa che è, fin dalle sue origini, sottomessa a quella apostolica ma distinta da essa.

E d’altra parte sono le stesse Scritture che parlano di vaglio delle ispirazioni dei  profeti da parte degli stessi profeti (vedi ICor14,32) Parola che non esautora l’alta gerarchia del suo ruolo di guida e di vaglio, ma semplicemente la esortata ad utilizzare gli stessi profeti valorizzandone i loro carismi, ivi compreso quello del discernimento.

È Vero lo Spirito ci ha donato dei papi santi, come Giovanni Paolo Secondo, ma non per questo dobbiamo appiattire lo Spirito identificando tout court l’apostolo con il profeta, rischiando di annullare il ruolo del profeta che non è apostolo.

Il ruolo del profeta

Ma chi è il profeta? Qual è il suo ruolo?

Nel libro di Amos, uno dei profeti detti ‘minori’, chissà poi con quale criterio, c’è una sentenza che credo migliore di ogni altra definisce il ruolo del profeta con riferimento proprio ad Adonai:

”In verità Adonai non fa cosa alcuna senza aver rivelato le sue intenzioni ai suoi ministri i profeti” (Am 3,7)

Credo che sia la sintesi più felice di moltissimi passi biblici del Vecchio e del Nuovo Testamento, che non posso che citare velocissimamente, a partire dall’apparizione dei tre uomini-angeli ad Abramo alle querce di Mamre (Gen 18) in cui Dio confida ad Abramo la sua intenzione di distruggere Sodoma e Gomorra, a finire con lo sconosciuto profeta Agabo che viene dalla Giudea a Cesarea per annunciare a Paolo, ma sostanzialmente alla comunità dei credenti, la Chiesa, il suo prossimo destino di prigioniero del Signore. “[Agabo] Presa la cintura di Paolo”, leggiamo al capitolo 21 degli Atti al versetti 10 e 1 (At 21,10-11)  si legò i piedi e le mani e disse: “Questo dice lo Spirito Santo: l’uomo a cui appartiene questa cintura sarà legato così dai Giudei a Gerusalemme e verrà quindi consegnato nelle mani dei pagani”.

Il profeta, confidente di Adonai, non è solo chi scrive i messaggi che può ricevere durante la preghiera o nel bel mezzo delle sue occupazioni quotidiane, le voci che sente nel suo cuore, ma è anche un annunciatore e, pertanto diviene, talvolta anche contro il suo stesso volere, un predicatore, un oratore.

Se si sente, deve essere capace di parlare in pubblico nei circoli, nei teatri, nei chiostri, nelle parrocchie, nei social media o nei media tradizionali.

In fondo è Dio che parla al profeta e il profeta riferisce, annuncia ciò che ha sentito, ma può anche parlare in nome di Dio, a seconda le luci interiori che riceve e riferisce le esatte parole di Dio, il profeta non può sbagliare. Se invece è lui che parla in nome di Dio secondo le luci che ha, può, talvolta, sbagliare perchè può farsi influenzare da fattori affettivi o da cose da lui già conosciute o dalla sua visione ideologica.

E’ un problema di esperienza e di coscienza del profeta determinare, in questo caso, ciò che Dio dice e ciò che lui si sente di dire in nome di Dio.

Il profeta poi è in un certo senso costretto a muoversi, a seguire le mozioni dello Spirito o com’è raccontato anche in varie parti della Bibbia, a muoversi trasportato dallo spirito o da un angelo, penso al diacono Filippo nel libro degli Atti o al profeta che viene trasportato nella fornace nel libro di Daniele.

Il profeta deve avere fiducia nel fatto che se Dio dice di andare, dà anche la possibilità e i mezzi per andare e da tempo necessario e mezzi, per adempiere l’obbedienza.

Il modello Giona

Viene alla mente oltre il caso già raccontato di Franca che va ad Assisi, quello del profeta Giona che cerca invano di andare dalla parte opposta a quella indicata da Dio e che invece attraverso un pesce, nel cui ventre viene ospitato per tre giorni e tre notti, viene risputato nella spiaggia e finalmente si decide a partire per la sua missione pericolosa, quella di predicare a Ninive.

Penso anche a fra Rufino, uno dei primissimi compagni di San Francesco, riluttante ad andare a predicare ad Assisi dove ci sono i suoi parenti e gli amici di un tempo e che è costretto da Francesco ad andare a predicare nudo, per santa obbedienza. Santa obbedienza che Francesco pentito impone anche a se stesso facendo compagnia al suo fratello assisano come del resto anche lui.

La carità è come attesta l’inno dei Corinzi (ICor13) , è il più grande dei carismi perche in esso si esercita l’armonia dell’amore che rimane per sempre, che è l’essenza costituiva dello stesso Dio, Dio è amore, mentre le profezie sono destinate a sparire, perché legate alla contingenza del cammino escatologico, ma la profezia è egualmente grande e meritoria per l’umiltà che deve avere il profeta nell’accettarla, per i rischi che ogni volta corre nell’esercitarlo, rischi che il profeta supera solo esercitando la sua fede: il carisma straordinario è un continuo mettere alla prova la fede.

Padre Pio

Padre Pio da Pietralcina, San Pio, un esempio abbastanza recente di profeta dei nostri tempi, qualche volta accostava la Carità che glorifica con l’Umiltà che santifica

Sii amante e praticante della semplicità e dell’umiltà, non curarti dei giudizi del mondo, perché se questo mondo non avesse qualcosa da dire contro di te, non saresti veramente servo di Dio.

L’umiltà e la carità vanno di pari passo. L’una glorifica mentre l’altra santifica. L’umiltà e la purezza dei costumi sono ali che elevano fino a Dio e quasi divinizzano. Perciò sii sempre e in tutto umile, serbando sempre gelosamente la purezza del tuo corpo e del tuo cuore. ASN 43 (ASN=ANGELA SERRITELLI, Notizie su Padre Pio)

In particolare in una lettera indirizzata a p. Benedetto (29/4/1919) scrive:

[…] sforzandovi sempre più col divino aiuto di mantenere sempre salda in voi l’umiltà e la carità che sono le corde maestre di tutto il grande edificio, e tutte le altre sono dipendenti da esse. Mantenetevi bene in queste. L’una è la più bassa, l’altra è la più alta. La conservazione di tutto l’edificio dipende dalle fondamenta e dal tetto; se si tiene sempre il cuore indirizzato all’esercizio di queste, non si incontrano poi difficoltà nelle altre.

Queste sono le madri delle virtù, quelle le seguono come fanno i piccoli pulcini nel seguir le loro madri. (Epist. I, 1139) (parole significativamente ripetute letteralmente dalla parola “l’umiltà” in poi nella sua lettera alle sue figlie spirituali di San Marco la Catola del 1 maggio 1918 punto 5 )

Profezia ed umiltà

Insomma fare il profeta per il Signore, con il Signore è difficile perché il carisma del profeta non toglie la natura umana con tutti i suoi limiti e difetti a essa connessi, ma in essa, nella sua vita ordinaria il profeta deve imparare ad avere una fiducia illimitata in Dio e nelle profezie che Dio stesso gli da con tutto il peso che esse comportano.

Quanto lunga è l’attesa per vedere il verificarsi o meno delle parole profetate e preannunciate!

Certo quando il profeta conserva la sua fede ed esercita la sua umiltà, quest’attesa, questo suo patema sono a suo merito e inoltre il profeta è consapevole che, se Dio non opera, lui, come creatura, non può realizzare nulla.

Senza di Me non potete fare nulla, sta scritto nel Vangelo di Giovanni (Gv 15,5), una sentenza perentoria che non da spazio ad alcuna attività che il profeta può fare al posto di Dio, anzi il sostituirsi a Dio è la tentazione più grave che può avere.

Se non ha ispirazione, se non sente alcun messaggio, deve umilmente tacere fosse anche il papa stesso a consultarlo e deve accettare e vivere i periodi di aridità che sono un dono di Dio anch’essi, che servono alla creatura ad imparare ad amare Dio veramente a non mettere i doni ricevuti al posto di Dio.

Fraintendere la Parola

Senza considerare i fraintendimenti poi delle cose che si dicono, delle stesse profezie.

Per tornare a Franca, e a degli episodi di carattere personale, che credo siano più interessanti da raccontare, aggiungo qualche particolare in più a quello che ho già raccontato della morte, morte santa, del giudice Vincenzo Salmeri.

L’operazione di cui dicevo sopra, alla quale il giudice si sottopose, era disperata.

Franca ‘garantì’ al giudice che sarebbe sopravvissuto perché avrebbe dovuto ancora fare molto per il Movimento Carismatico a Palermo, cosa che Salmeri, in effetti, fece e raccontando anche di quello che per lui fu un miracolo e lo fu, continuando a vivere.

La mattina dell’11 Febbraio un amico mi chiamò per avvisarmi che il giudice Salmeri, con cui avevo stretto un’amicizia molto forte, proprio per le cose del Movimento Carismatico, stava per morire.

Lo ringraziai per essere stato avvisato, ma lui si sfogò con me dicendomi: “ma la Franca aveva detto che sarebbe dovuto stare a lungo con noi”.

Ma in realtà la Franca non aveva dato a nessuno degli intervalli temporali, aveva solo detto che sarebbe sopravvissuto dopo quella difficile operazione e che Vincenzo avrebbe lavorato per il Movimento Carismatico proprio a Palermo.

E, infatti, per un anno intero Vincenzo lo fece, nonostante la malattia.

Per esempio, partecipando attivamente al ritiro che in pieno inverno organizzammo a Poggio San Francesco nella diocesi di Monreale.

Mi sembra ieri quando andai a trovarlo nella sua casa di Palermo per invitarlo a venire e lui che felice, come un bambino, mi ringraziava per questo invito e per le forze che sentiva recuperare nonostante la grave malattia.

La sua venuta a Poggio San Francesco, fu una testimonianza che la gente capì bene solo dopo la sua morte.

Ricompensa del profeta

Il fraintendimento che in quel caso non diede luogo a malintesi o ad equivoci, che non mancarono però in altre occasioni.

È una delle croci della vita di tutti i profeti che vanno accolti come profeti, anche per avere la ricompensa del profeta come è scritto nei vangeli (Mt 10,41).

Ricompensa che non spetta però a chi li accoglie solo per morbosa curiosità o per il puro gusto di deridere e di mettere in difficoltà alla più piccola occasione.

Spetta invece a chi li accoglie con fede e rispetto rigettando anche quell’atteggiamento che rasenta la superstizione e che papa Francesco ha stigmatizzato non condannando i profeti e il profetismo ma la superficialità con cui alle volte ci si accosta ad essi.

L’aridità

Franca qualche volta faceva un esempio per fare capire i periodi di aridità di un’anima carismatica, paragonando il profeta a un quadro da cui il pittore si allontana per vedere se sta venendo bene, e finiva con l’invocazione Dipingimi Signore!

Già questo Adonai che pennella il cielo, i fiori, gli uccelli, i pesci ci abbiamo mai pensato che pennella anche la nostra anima?

La nostra anima che, se in grazia, diviene un contenitore di un Dio in espansione, uno dei cieli dove il Padre inabita:

“Padre Nostro che sei nei cieli” (Mt 6,9)

Tutti coloro che tendono a farsi santi ogni tanto dovrebbero dirGli ‘Dipingimi, o Signore’, certi di essere ascoltati, consapevoli che le pennellate di Dio sono alle volte quei dolori, quelle croci che con tanta difficoltà appena riusciamo a sopportare.

E nelle aridità, nei periodi più difficili della sua vita che Franca sentiva più vicina la figura di Maria Addolorata, la madre di Gesù Abbandonato, ma comunque regina che pregava e insegnava a pregare così:

Franca Cornado Santa Maria Goleto

Madre, Regina dell’amore, tu che di Dio te ne intendi, prendimi per mano, soprattutto in queste ore, e, sulla mia aridità, stendi almeno il tuo calore.

 

Ut Unum Sint come primo motivo dell’esistenza del Movimento Carismatico

Il primo motivo dell’esistenza del Movimento Carismatico fondato da Franca, mi pare ormai abbastanza chiaro è l’Ut Unum Sint!

Da realizzare appunto con le voci profetiche dei veri carismatici, voci che corrispondono all’unisono e di cui la Chiesa Gerarchica deve servirsi esattamente, come abbiamo visto, accadeva nelle prime comunità dei credenti.

Per far questo però bisogna radunate i carismatici studiarli e distinguerli in primo luogo nelle categorie dei veri carismatici e dei cosiddetti carri-asmatici che fanno solo danni.

Ci sono degli strumenti ai quali il Signore ha dato esplicitamente questo dono del discernimento ecco perché è necessario scrivere ai carismatici perché non si sentano più così abbandonati e soli, raccogliere tutti gli scritti dei carismatici vivi e dei carismatici defunti, essi sono materiale per nuovi libri che possono dare un contributo anche allo studio teologico.

I veri carismatici possono essere poi distinti in diverse categorie:

Veggenti, Profeti, Esorcisti, Guaritori, Scrutatori di cuori, persone in possesso dei doni delle lingue e tanti altri ancora.

A questo punto effettuato il vaglio dei profeti con i profeti ma sempre sotto il controllo dell’Alta Gerarchia, i doni si possono cominciare a usare, ed è qui che ci si volge verso l’Ut Unum Sint cui Franca immolò la sua vita.

Il Padre Nostro e i carisimi

L’uso dei carismi straordinari diventerebbe la miglior preghiera per realizzare il Padre Nostro:’Venga il Tuo Regno’. Meraviglie su meraviglie che meraviglieranno il mondo e che lo porteranno al vero ‘Ut Unum Sint’! Per questo Gesù è morto, per riunire un solo gregge con un solo pastore.

Tutto questo senza dimenticare però la famosa sentenza ‘Aller Anfang ist schwer’’Courage!’ (Tutti gli inizi sono difficili, Coraggio!).

Di questo cammino verso l’unità i carismatici sono i protagonisti ma come Franca stessa e i suoi primi collaboratori hanno potuto costatare il desiderio di mettere a fattor comune il proprio carisma, di condividere i propri doni, la propria chiamata con gli altri non è proprio così sentito dai vari carismatici e dai loro direttori spirituali che pur incontra nel suo cammino.

Preghiera Comune

Alle volte danno proprio l’idea di essere “ Carismatici acerbi” esattamente come quei frutti acerbi perché hanno avuto poco sole. E in quel caso bisogna avere la forza di correggerli, sette volte sette, per un futuro Ut Unum Sint.

A Franca apparve chiaro che il Signore voleva riuniti i carismatici veri a pregare insieme perché pregando insieme si sarebbero potuti e si possono ancora ottenere miracoli dal cielo .

Un pregare insieme che tenga conto delle diverse caratteristiche di ogni singolo ma anche del fatto che nessuna apparizione, nessun carisma possono sfociare nella giusta strada, se prima non si costituisce ufficialmente una associazione come il Movimento Carismatico dove sarà possibile assaporare i messaggi, la Parola di Gesù e della sua Madre, ponendo tutto però al vaglio dell’alta Gerarchia.

Per quelli del Movimento ma anche per i Vescovi dedicarsi a un singolo carismatico perdendo di vista l’Ut Unum Sint rallenta il cammino anzi lo ferma, mentre uno studio, umile ma sistematico, potrà davvero portare ad una nuova Pentecoste.

Insomma sarebbe come mettere accanto all’ammaestramento del Vangelo con quello del Cielo, e per farlo occorre davvero essere un cuor solo e un’anima sola, specialmente durante le … prove.

Movimento Carismatico in sintesi

Ecco cosa è Il Movimento Carismatico in soli sei punti che sintetizzano bene la sua spiritualità:

  1. L’uso dei carismi straordinari;
  2. L’insieme di voci per consigliare il Papa e la Gerarchia della Chiesa;
  3. L’insieme di preghiere sincere che salgano come balsamo al mio cospetto, che implorino misericordia dal Cielo, che aprano le porte ai miracoli di Dio;
  1. È l’UT UNUM SINT finalmente in efficienza;
  2. È la confusione dei dotti per innalzare i semplici;
  3. È l’inizio della sconfitta di Satana.

Ut Unum Sint e il dialogo ecumenico 

C’è anche un aspetto fondamentale che è una parte davvero importante di questa strada carismatica all’Ut Unum Sint, è quello dell’utilizzo dei carismi nel dialogo ecumenico tra le comunità cristiane ancora oggi divise, da troppo tempo divise, e nel dialogo interreligioso tra le grandi religioni monoteistiche Cristianesimo, Islam ed Ebraismo.

Queste religioni hanno come comune denominatore il richiamo al Patriarca Abramo, padre di Isacco e di Ismaele, che prima di ogni cosa era … profeta, il primo profeta e dopo di lui vennero tutti i profeti.

Ci avete fato caso come solo nel Cristianesimo si è continuato a dar spazio ai profeti?

Profeti che anche oggi non possono che testimoniare che Gesù è il Cristo.

Se ebrei e musulmani possono temere la profezia contemporanea, questo non può avvenire per i cristiani che invece devono essere convinti che il vero Ut Unum Sint non può che avvenire tramite i profeti.

Ut Unum Sint e le preghiere di unità

Tra le tante preghiere che si trovano nella spiritualità di Franca Cornado e che sono rivolte allo Spirito Santo, la seguente è quella che più richiama all’unità, preghiera in cui s’invoca lo Spirito Santo come “Essenza Unitiva”.

colomba

Spirito Santo, essenza unitiva, posati su di me perché io sia. Spirito Santo, nettare del Padre, Amore soavissimo, penetra il mio cuore! Spirito Santo, forza misteriosa, carica possente, penetra il mio animo!

La preghiera degli attributi di Dio è per chi capisce lo spirito della vera Era Nuova.

Preghiera degli Attributi di Dio

Si noti come l’attributo dell’Unità sta ben piazzato al sesto posto preceduto dalla Pazienza come a dire non si può essere uniti se non si esercita e bene la virtù della Pazienza:

Ninfea

Dio di Misericordia / trasferisciti in noi;
Dio di Amore                                “
Dio di Sapienza                        “
Dio di Verità                            “
Dio di Pazienza                        “
Dio di Unità                           “
Dio di Pace                              “

Dio di Umiltà                           “
Dio di Carità                            “
Dio di Fortezza                        “
Dio di Salute                           “
Dio di Carismi                         “
Signore Iddio della mia giovinezza
Ringiovanisci i nostri cuori / per amarti in modo nuovo.
Ringiovanisci le nostre menti / per pensarti in modo nuovo.
Ringiovanisci le nostre forze / per servirti in modo nuovo.
Questa preghiera è per chi capisce l’Era Nuova

Conclusione

E infine, dulcis in fundo, la preghiera dell’Unità, si noti l’espressività della variazione dal termine ‘solo’ nel termine ‘unico’ e le richieste fatte tutte al plurale con la particella ‘ci’ un capolavoro!… .

franca cornado sofferenza

Signore,Tu solo santo: santificaci! Tu solo forte: fortificaci! Tu solo amore: innamoraci! Tu solo vita: vivificaci! Tu solo perfetto: perfezionaci! Tu solo pace: pacificaci! Tu solo Dio: deificaci! Tu solo Padre: ascoltaci! Tu unico Dio: unificaci!

Claudio Pace 29 Agosto 2015 Abbazia di San Benedetto a Valledacqua Acquasanta Terme (AP). UT UNUM SINT

PS Un acrostico per PACE, “Pace vuol dire: Per / Amore /Cristiano / Esultiamo!”.

Blogger Esperto in Social Media, Pubbliche Relazioni e Sistemi di Qualità, Sicurezza e Ambiente.
Promotore di iniziative culturali sui temi della scienza e della fede, in particolare della Salvaguardia del Creato.

Per leggere le relazioni teologiche dell’inconto sull’ Ut Unum Sint I carismi e l’Unità della Chiesa a Valledacqua clicca  QUI

Di seguito un raro filmato con la relazione di Don Luciano Nanni in un convegno del MC del 1990 sul Millennio

Presieduto da Francesco Bindella ogni tanto interviene brevemente Franca Cornado

6 Comments

  1. Avatar cesare mascellino 18/08/2017
    • Avatar Claudio Pace 18/08/2017
  2. Avatar Barbara Virzi' 29/01/2018
  3. Avatar Enrico 13/06/2019
    • Avatar Claudio Pace 13/06/2019

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