Intra Tupino e l’acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo

Intra Tupino e l’acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo

Intra Tupino

Sperando di fare cosa gradita riporto  a seguire il testo scritto del mio intervento introduttivo dell’incontro che abbiamo tenuto a Santa Maria degli Angeli, lo scorso 17 Giugno sul tema dell’Acqua Viva che aveva come pre-titolo un verso  tratto dal Paradiso di Dante (Par XI,43).

Si tratta dell’incipit del panegirico di San Francesco che Dante fa fare al domenicano San Tommaso d’Aquino:

Intra Tupino e l’acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo.

La mia introduzione analizzando il brano dantesco vuole offrire degli indizi per una ermeneutica del Cantico di Frate Sole, come cantico sponsale alla stregua del Cantico dei Cantici.

D’altra parte è a tutti noto che lo stesso cantico di frate sole si ispira con molta probabilità al Salmo 148 e al Cantico dei Tre Fanciulli di Daniele  (Dn 3,58-ss).

Due brani biblici che applicano il principio maschile-femminile che guida il racconto della creazione di genesi che culmina nella creazione dell’uomo come coppia maschio-femmina:

Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. (Gen 1,27)

Claudio Pace 21.06.2017 Intra Tupino

Non dica Ascesi

Subito un ricordo, e un ringraziamento a Francesco Bindella che il 29 agosto del 1990, nel ventitreesimo anniversario della fondazione del Movimento Carismatico di Assisi (quest’anno ricorre il cinquantesimo), alla presenza del fondatore, la terziaria francescana Franca Cornado (+Brescia 1993), sapendo della mia passione per Dante Alighieri, mi fece tenere una conferenza a Villa Santa Tecla (Palazzo Assisi), proprio su questo brano del Paradiso di Dante.

Fu un’esperienza molto bella, parlare con Dante dei luoghi di Francesco nella terra di Francesco, esperienza che oggi mi è concesso di ripetere.

Di essa recentemente è stata ritrovata una registrazione che ho messo subito nel mio blog  su una pagina molto cliccata, dal titolo ‘Non dica Ascesi che direbbe corto, ma Oriente

Oggi solo qualche breve cenno a mo’ di introduzione alla giornata dedicata all’Acqua Viva … Luoghi, simboli, valori e spiritualità

Par XI,43-54

Intra Tupino e l’acqua che …

Tupino e Chiascio due corsi d’acqua, relativamente piccoli, non famosi, non lunghi …

Vengono posti da Dante all’inizio della descrizione del cammino francescano proprio per dare l’idea dell’Umiltà, dell’Acqua Viva dello Spirito presente in Francesco   e di come le cose grandi sorgono sempre da cose piccole.

Ezechiele 47

E forse anche con un richiamo biblico al brano profetico di Ezechiele  47:

[1] Mi condusse poi all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente.
Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare.
[2] Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno fino alla porta esterna che guarda a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
[3] Quell’uomo avanzò verso oriente e con una cordicella in mano misurò mille cubiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva alla caviglia.
[4] Misurò altri mille cubiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva al ginocchio.
Misurò altri mille cubiti, poi mi fece attraversare l’acqua: mi giungeva ai fianchi.
[5] Ne misurò altri mille: era un fiume che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute, erano acque navigabili, un fiume da non potersi passare a guado. […]

Intra Tupino indizi

Par XI, 55-57

Stiamo parlando di Francesco e madonna povertà, certamente, o no?

Già i versi 61-63 potrebbero applicarsi tout court a Francesco e Chiara, al loro mistico sponsale:

e dinanzi a la sua spirital corte
et coram patre le si fece unito;
poscia di dì in dì l’amò più forte.

Dante non parla mai di Santa Chiara, che, nota bene, ebbe da papa Gregorio IX il privilegio della povertà (il 17/9/1228).

Par XI,73-78

I versi 73-75 Confermano, sono Francesco e Madonna Povertà!

Ma perch’ io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Povertà per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.

Ma i versi 76-78 insinuano il dubbio:

La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi; 

Si possono applicare al mistico sponsale tra Francesco e Chiara senza cambiare una parola.

Forse c’è un riferimento ad un episodio dei Fioretti (cap. XV) ambientato qui a Santa Maria degli Angeli dove … Si narra di come Santa Chiara mangio con Santo Francesco e i suoi frati con tanto fuoco d’amore che fu scambiato dagli abitanti del posto per un grande  e pericoloso incendio!

Fecondazione mistica

Par XI,79-84

I figli di questo sponsale mistico sono coloro che seguono il loro stesso ideale di povertà.

tanto che ’l venerabile Bernardo
si scalzò prima, e dietro a tanta pace
corse e, correndo, li parve esser tardo. 

Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
dietro a lo sposo, sì la sposa piace. 

Vengono menzionati, non a caso, Bernardo, Egidio e Silvestro in modo triadico, ricordando le triadi evangeliche, «Pietro, Giovanni e Giacomo» o le tre donne che vanno alla tomba vuota del Cristo risorto, tomba echeggiante del Nome Divino:

«IO SONO … la resurrezione e la vita!».

Par XI,109-115

Intra Tupino

Quando a colui ch’a tanto ben sortillo
piacque di trarlo suso a la mercede
ch’el meritò nel suo farsi pusillo, 

a’ frati suoi, sì com’ a giuste rede,
raccomandò la donna sua più cara,
e comandò che l’amassero a fede;

e del suo grembo l’anima preclara
mover si volle, tornando al suo regno,

e al suo corpo non volle altra bara. 

Nei  versi 115-117 un altro indizio, il termine ‘preclara’ molto simile al termine ‘clarite’ utilizzato nel cantico delle creature.

Il verso nasconde forse un omaggio a Chiara e alle dame che vivono a San Damiano nella casa costruita con le sue mani, in quel luogo dove, il ‘mancato cavaliere’, si sentì dire: «Francesco, va’, ripara la mia casa che come vedi è tutta in rovina».

Dante come è noto curava termine per termine senza mai lasciare al caso nemmeno una parola delle sue, e il termine preclara, fa proprio pensare che si sia ispirato al termine molto simile usato nel Cantico di frate Sole, omaggio forse per Clara e le sue sorelle: Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Il Sole Sposo

Non dimentichiamo che siamo nel cielo del Sole che nel Salmo18(19) viene definito come lo sposo che esce dal talamo nuziale(5a).

I salmi come il cantico dei cantici e hanno attinto a pieno mani dai canti di amore egiziani (molto ben studiati dal qui presente frate Alviero Niccacci)

Il Cantico delle Creature  che ha per nome anche Cantico di frate SOLE, è un canto sponsale come il Cantico dei Cantici?

Cantici che prefigurano lo sposalizio tra creatura e creatura messe insieme da Dio (connubio mistico), tra Dio e Creatura (connubio divino), tra Dio e Creato (increazione).

Dio amore è il protagonista di questo amore che fa sentire Dio più Dio.

Intra Tupino

«I buoni mi fanno sentire ‘Padre’,    i santi mi fanno sentire ‘Re’,  i nuclei trinitari mi fanno sentire … ‘DIO’». (Dalla Spiritualità della Terziaria Francescana Franca Cornado).

Dio, che è Amore, è in mezzo a questo amore sponsale che trasforma la coppia da Lui scelta  in un nucleo trinitario:

(lui, Dio, lei).

E Dio si compiace di esso!

Intra Tupino conclusione dell’introduzione

Ritornando all’inizio, ma giusto per concludere, si noti che il Chiascio non è citato esplicitamente per nome.

Esso viene indicato con una perifrasi “e l’acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo” ricca di benedizioni e di cose sacre: colle, eletto, beato.

Un ulteriore indizio per far capire che Dante parlerà in modo non esplicito di Chiara che sta a Francesco come Beatrice sta a lui, Dante?

Il pozzo a Te mi ha unita,  il pozzo in Te mi ha fatta entrare.  Altro non v’era tra noi  che il suo splendore profondo, vibrante come chiara pupilla  nell’orbita di pietre. Il pozzo mi ha introdotta nei suoi occhi,  in essi mi ha chiusa. San Giovanni Paolo II uno dei santi più santi che ci sono stati sulla terra che ho incontrato nel Febbraio del 1993

Ermeneutica

Con queste precedenti abbiamo brevemente esposto una ermeneutica dei versi del Paradiso di Dante su San Francesco.

Versi che partono proprio dall’Acqua.

Nelle prossime approfondiremo l’Acqua, l’Acqua Viva, come simbolo e valore spirituale, dal punto di vista biblico

Ma approfondiremo anche i luoghi della valle descritta da Dante e vissuta da Francesco: la Valle Mea Spoletana.

Non ometteremo di parlare dell’acqua anche come fonte di energia pulita e rinnovabile, che di più nel secolo scorso, ma ancora oggi in Umbria, viene utilizzata per produrre energia elettrica rispettando l’ambiente.

La poesia di San Giovanni Paolo II anticipa gli archetipi della fonte e del pozzo oggetto della relazione di Francesco Bindella.

Intra Tupino la cascata delle Marmore

I Mistici Sponsali detti Nucleo Trinitario per la Trinità in lui e la Trinità in lei e la Trinità che Sono Io che li avvolge. Così vorrei la mia Chiesa del futuro: Nucleo Trinitario più Nucleo Trinitario (quelli che saranno all’avanguardia della spiritualità). L’amore dei Mistici Sponsali è talmente elevato che è come l’acqua tramutata in schiuma… possiamo dire che la schiuma non è più acqua? Dalla Spiritualità della terziaria francescana Franca Cornado ( Brescia 28.4.70)

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