La Grande Bellezza e il problema del senso della vita

La Grande Bellezza e il problema del senso della vita

La Grande BellezzaLa Grande Bellezza

Vi è piaciuta la Grande Bellezza?

Vi ha attratto?

Vi ha fatto addormentare?

Vi ha fatto riflettere un po’ sulla vita e sulla morte?

Sulla droga, il sesso, la Chiesa, la malattia, la depressione, la donna, la madre, il matrimonio, la coppia, il primo amore?

Sull’amore eterno?

Sullo stesso concetto di eternità. Ma soprattutto sulla domanda fondamentale: cosa è la vita?

La ricerca dell’effimero?

Il Successo di un libro, di una recitazione, di una continua battaglia contro la morte?

E soprattutto la grande bellezza è al di là o è già qua, il cercare la grande bellezza è la grande bellezza?

Il vedere trascorrere la vita senza rispondere ad alcun perché è vivere già la Grande Bellezza?

E il libro mai scritto non è il libro stesso della vita che si scrive vivendo?

In effetti il film di carne sul fuoco ne mette molta e il ritmo del film è tale che o si entra dentro il film oppure l’attenzione cala subito e con essa il pericolo di addormentarsi si corre seriamente … Se succede non c’è problema, si rivede di nuovo il film, con una mente più riposata, preparata e attenta ai messaggi, alle immagini del sublime delle bellezze romane, dell’inesistente terrazza davanti al Colosseo (quella che costò una poltrona al ministro Scajola), della panchina intagliata a regola d’arte, alle immagini del fiume che trascorre in mezzo alla città Eterna, passando, quasi indifferente perché abituato a vederle.

Bellezze antiche come Castel Sant’Angelo, così intrise di storia, di umanità. 

I temi che il film tocca sono davvero tanti, forse troppi, mentre Roma appare, prima che il luogo dove viene girato il film, l’assoluta protagonista della vicenda.

Vedi Napoli e poi muori dice un vecchio proverbio che qui diventa “vedi Roma e poi muori” e che ti da subito una chiave di lettura possibile del film: Roma è la grande bellezza.

Per essa si muore, contemplando le sue bellezze, vivendo le sue ambiguità, come l’incapacità di dare veramente una spiritualità a chi la chiede, perché chi la dovrebbe dare è più mondano ( il cardinale amante delle ricette di cucina che sa solo benedire chi cerca il vero coprendosi però di oscurità) di chi cerca qualcosa oltre la mondanità che pur vissuta con la massima intensità, annoia.  

Ma non è solo Roma la grande bellezza, la grande bellezza è cercare e scoprire il senso della vita che c’è per esempio in chi ti ha amato una vita senza che tu nemmeno lo potessi immaginare e i cui pensieri segreti non puoi più afferrare perché irrimediabilmente persi  insieme alle carte che li custodivano.

Non importa però sapere come e cosa, l’amore c’è, ha provato a manifestarsi mostrando i suoi seni senza che tu riuscissi a capire che lei e te dovevate recitare un cantico e forse lo avete recitato pur essendo tu scomparso alla vista di lei  che ha vissuto per te ogni suo istante di quotidianità.

Insomma tante chiavi di letture ognuno da la propria in base alle proprie esperienze e la propria sensibilità.

Tra le tante domande una che ho fatta con un twitter nella foto qui sotto, provate a rispondere.

Claudio Pace Blogger Terni 6 Marzo 2014 

twitter sulla grande bellezza

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