Ettore Majorana il mistero, la pace e il teorema di Fermat

Ettore Majorana il mistero, la pace e il teorema di Fermat

Ettore Majorana

Ci sarebbe tutto il materiale per fare la sceneggiatura di un film, che  inizi proprio  a Roma, la città della grande bellezza, sui gradini della fontana di Trevi, con un primo piano su un clochard, uno dei tanti che per ragioni tanto diverse e con storie tante diverse, puoi incontrare nelle strade della capitale.

Questi  dialogando con un operatore caritas, mentre riceve da lui  un po’ di cibo o una coperta o solo un po’ di attenzione, a Roma di questi  eroici volontari ce ne sono tanti, riceve dal Clochard la rivelazione del  suo nome, Ettore Majorana,  e la rivelazione di un segreto:  nella fontana di Trevi che avevano davanti c’era il modo di arrivare alla dimostrazione del teorema di Fermat.

Purtroppo dall’intervista pubblicata in rete dall’Ansa, in cui tutto questo è raccontato come un fatto  veramente capitato diversi anni fa, non ci sono gli elementi sufficienti a capire se si tratta di una bufala o se  il fatto è accaduto veramente.

In effetti  la fontana di Trevi, anche per colpa di Totò,  è la regina delle Bufale …

 

Se si trattasse di un fatto reale però si aprirebbero degli scenari davvero interessanti quanto misteriosi: come mai il teorema di Fermat e cosa c’entra la soluzione del teorema di Fermat con la fontana di Trevi?

Ettore Majorana e la fontana di Trevi

Ettore Majorana avrebbe indicato nella fontana di Trevi la possibilità di trovare il segreto per dimostrare il teorema di Fermat

Sintetizzando al massimo, per i profani,  la questione del teorema di Fermat nasce da un appunto birichino del matematico francese del diciassettesimo secolo, il quale scrisse una nota in un libro di un matematico greco, in cui affermò di avere una dimostrazione, una dimostrazione meravigliosa, del fatto che non esistono soluzioni positive all’espressione matematica in cui si eguaglia ad un intero elevato ad una potenza n  la somma di due interi elevati con la stessa potenza n, per n maggiore di due.

Per n=2 infatti esistono infinite soluzioni (le terne pitagoriche es. 3-4-5).

Un  appunto, scritto forse per se stesso, per ricordarsi poi di approfondire la cosa, che scatenò la fantasia e l’ingegno di matematici di tutte le epoche successive a quella di Fermat, arrivando fino al secolo scorso in cui fu addirittura messo un cospicuo premio a disposizione di chiunque fosse riuscito a dimostrare quella che fino a quel momento era la congettura di Fermat, congettura e non teorema perché appunto non era ancora nota la dimostrazione.

Il premio fu vinto nel 1994 dal matematico britannico Andrew Wiles che ,insieme ai soldi, ottenne la gloria di aver risolto, sia pure con tecniche che Fermat non poteva utilizzare, la celebre sfida lanciata, forse involontariamente, dal matematico Francese.

Sfida ancora aperta però, perché la congiuntura è diventata teorema ma la meravigliosa dimostrazione che avrebbe trovato il Fermat  non è stata ancora trovata o forse è stata trovata proprio da Majorana, ma non è stata certamente comunicata.

Questo si desumerebbe dalle parole dette dall’operatore Caritas all’Ansa,  appurato che né lui né l’intervistatore abbiano bufalato e che nemmeno Fermat abbia bufalato dicendo di aver trovato una dimostrazione meravigliosa che non hai mai esposto.

Non si capisce perché, in caso di bufala, giornalista e operatore caritas avrebbero aggiunto il collegamento fatto dal clochard sedicente Ettore Majorana tra fontana di Trevi e il segreto del Teorema di Fermat,  alla storia, per altro simile a quella teorizzata in un piccolo saggio dallo scrittore siciliano Leonardo Sciascia, di un suo rifugiarsi in un convento per essere al corrente di segreti militari.

Un dramma comune a molti scienziati dell’epoca  vedi il caso di Don Carlo Borghi un sacerdote e fisico amico di Alcide DeGasperi, tornato alla ribalta perché i suoi studi ed esperimenti sarebbero di fondamentale importanza per il mondo della ricerca Lenr e che fu molto turbato dalle notizie dell’uso della bomba atomica fatto ad Hiroshima e Nagasaki.

Facendo anche solo una scansione visiva dalla fontana ed una mentale del percorso di Wiles e Katz che hanno sfruttato  anche le teorie di Taniyama-Shimura (con storie giapponesi di amori e di suicidi che si possono leggere nel libro di  Sigh Simon)  sulle curve ellittiche e le forme modulari , l’unico collegamento che viene alla mente tra ultimo teorema di Fermat e la fontana di Trevi ,è quello della forma vagamente ellittica del bordo della vasca della fontana che forma quasi una semiellisse.

Già l’Elisse, in un primo tempo rifiutata dal Galilei che le preferiva il cerchio come traiettoria delle orbite dei pianeti rivelategli da Keplero,  e utilizzata anche a Piazza San Pietro dove l’esperienza matematica può essere vissuta da ogni pellegrino o turista che sia , il quale mettendosi in uno dei fuochi della piazza, ben indicati sul pavimento,  all’improvviso del colonnato della piazza vede una sola fila,

Essendo ormai  avvenuta la morte di Ettore Majorana ( ammesso che non abbia trovato l’elisir di lunga vita oggi avrebbe 108 anni)  i conventi dove lui sarebbe stato ospite potrebbero essere ricercati magari sfruttando qualche trasmissione televisiva che si occupa talvolta anche di storie assai datate, e che potrebbe ricercare e intervistare alcune persone che furono collaboratori o amici di mons. Di Liegro e ai quali lo stesso Di Liegro avrebbe potuto fare qualche confidenza su Ettore Majorana o che comunque potrebbero indicare in quali conventi potrebbe essere stato ospitato un clochard sebbene Ettore Majorana sarebbe stato comunque un clochard eccellente.

L’obbiettivo sarebbe individuare i luoghi dove lui potrebbe essere stato ospitato e dove per qualche scherzo del destino si potrebbe trovare ancora qualche suo libro con qualche suo scarabocchio o qualche foglio persino sul teorema di Fermat, magari già preso in consegna da qualcuno che sapeva chi era veramente ma che non si è reso conto l’importanza di ciò che ha per le mani. Ricerca che potrebbe essere estesa anche in Venezuela se fosse vero che insegnò per qualche anno fisica con il falso cognome di Bini ipotesi recentemente ripresa dai media.

Comunque sia, sarebbe già tanto sapere finalmente qualcosa in più sui luoghi dove visse  questo misterioso e affascinante personaggio del novecento, ma si faccia molto attenzione, in questa riscoperta del caso Ettore Majorana,  a non cadere vittime degli scherzi, come quello del Modì di Livorno in cui dei burloni fecero trovare nel fiume le statue del Modigliani che molti cercavano, ingannando scienziati e critici d’Arte del tempo.

Insomma per amore della scienza, chi sa parli, chissà non si scopra, quasi per caso, la meravigliosa dimostrazione del teorema di Fermat che solo un genio come Majorana potrebbe aver ricostruito.

Claudio Pace Terni 6 Febbraio 2015 su Ettore Majorana

Ettore Majorana il mistero, la pace e il teorema di Fermat sotto la foto della fontana di Trevi come si vede in questi giorni con le statue impacchettate per i lavoro di restauro. 

Ettore Majorana e la fontana di Trevi 2

Leave a Reply