Rocca restaurata Riappare una rara immagine di San Bavone

Rocca restaurata Riappare una rara immagine di San Bavone

Rocca Restaurata

Rocca Restaurata San BavoneSan Bavone di Gand  è un santo molto onorato nei paesi bassi e nelle Fiandre da dove proveniva e del quale sono scarse le notizie storiche.

Di famiglia molto ricca, forse anche nobile,  come il più conosciuto Francesco di Assisi figlio di Pietro Bernardone, diede tutte le sue ricchezze ai poveri per ritirarsi prima in un convento e poi in una cella dove visse in modo esemplare …  

Viene spesso rappresentato in questo suo gesto liberatorio di dare i suoi beni ai poveri oppure come un  giovane nobile dotato di bastone e falcone, con tutto ciò che questo binomio, paragonabile a quello corpo-anima, materia-spirito, implica.

Come e perché qualcuno abbia voluto, come ex voto, raffigurare San Bavone nella chiesa di San Giovanni alla Rocca San Zenone di Terni, non è dato sapere.  

Certo è che allora come oggi la popolazione del posto ama la caccia, ben rappresentata dal falcone in mano al giovane santo, e che la Rocca, come testimonia anche la presenza di tre antiche torri, era un punto di passaggio per i viaggiatori fin dal tempo dei romani, che seguivano forse l’itinerario della vecchia strada consolare Flaminia, le cui tracce si trovano ancora oggi a Carsulae.

Che qualche nobile europeo mitteleuropeo abbia voluto, per grazia ricevuta, lasciare una traccia della sua devozione a San Bavone durante un suo passaggio in Val Serra, come pellegrino verso Roma o come mercante in cerca di affari nella zona non possiamo proprio saperlo. 

Fatto sta che San Bavone dopo tanti anni ricompare, a pochi mesi dall’apertura del grande anno santo della Misericordia voluto da Papa Francesco, a pochi chilometri tra Roma e Assisi … e non è un santo che si veda molto rappresentato in giro. 

Rocca Restaurata San Giovanni Battista e San Rocco

Rocca Restaurata San Giovanni Battista e San Rocco nell’Abside principale della Chiesa di epoca più recente rispetto ai dipinti votivi della parete destra

Che ci abbiano impiegato una decina d’anni poi per rimettere a posto i dipinti ritrovati nella chiesa di San Giovanni Battista alla Rocca San Zenone di Terni, ieri l’altro inaugurati ufficialmente, è segno di quanta cura e dedizione ci vuole per restaurare. 

Restaurare è molto più difficile che fare una cosa nuova perfino per  Dio (non è un caso che l’attributo più importante di Dio è la Misericordia ) figuriamoci per gli uomini.

Ma quei dipinti che a stento si vedevano nella parete laterale della chiesa, valeva proprio la pena che fossero messi a posto, e per questo credo che la comunità locale dovrebbe ringraziare tutti quelli che si sono interessati per farlo.

Dalle istituzioni civili ed ecclesiali, alla Fondazione Carit e alla Soprintendenza, al parroco di prima che è rimasto nel cuore di tutti i roccani, Don Luciano, al parroco di adesso, con la ventata di allegria e di antica spiritualità che porta dal nuovo mondo insieme alla comunità della divina provvidenza, ai tanti che in qualche modo hanno contribuito a che, questo piccolo gioiello dell’arte Umbria fosse di nuovo visibile, con tutto ciò che esso trasmette di valori e di storia.

Un gioiello artistico paragonabile a quello che si è conservato a Terni nella chiesa del Monumento, oggi annessa al cimitero cittadino, e nella chiesa di San D’Alò assai vicina alla Cattedrale.

La chiesa di San Giovanni sempre di proprietà della diocesi,  potrebbe essere stata addirittura usata dai vescovi di Terni come rifugio ‘materiale’, data la posizione sicura e fortificata all’inizio dell’incantevole Val di Serra,  quella che ancora  oggi collega mediante la ferrovia la Conca Ternana con la Valle Spoletina e che tutti coloro che usano e hanno usato il treno per raggiungere Assisi da Roma, compresi  i Papi Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Secondo e Papa Benedetto XVI, hanno dovuto attraversare.  

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2 Comments

  1. Silvio Sorcini 28/03/2016

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