Orneore Metelli Dalla città che c’era a quella che verrà

Orneore Metelli Dalla città che c’era a quella che verrà

Orneore MetelliOrneore Metelli

Da molto tempo l’aspettavamo e finalmente, grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni i quadri Orneore Metelli sono in esposizione a Palazzo Montani in Corso Tacito a Terni!

Una esposizione ben curata e ben disposta che racconta non solo la città che c’era, come nell’intenzione dei curatori ma quella che ci potrebbe essere, se nel costruire e pensare il futuro della città, anche in questi tempi di crisi, si saprà dare una giusta attenzione al passato, non solo architettonico (con una vera valorizzazione dell’archeologia industriale per es.), ma anche ai valori del passato.  

Oggi non mi sono fatto scappare l’occasione di vederla, e devo dire che era piena di gente, con un Paolo Cicchini, tra i curatori anche del catalogo, visibilmente emozionato e soddisfatto, totalmente impegnato a illustrare e spiegare a chiunque gli chiedeva qualcosa.

Cicchini non è solo un critico d’arte, è un vero appassionato di storia, arte e di Terni, e quello che fa, lo fa con amore e si vede!

Basti osservare la collocazione dei quadri nella sala che appare, armonica, esaustiva e completa, ci sono persino gli strumenti musicali che finché ha avuto salute Orneore Metelli ha usato con entusiasmo, conciliando insieme l’amore per la raffigurazione e l’amore per la musica, immagine e suono, vista e udito 

Orneore Metelli BacioTornando a Orneore Metelli, dei settanta quadri esposti mi piace fare focus su di uno in cui sembra trasparire un certo amore di patria, uno spirito garibaldino quasi, che emerge prepotente  tra quelli esposti nella mostra.

Il quadro raffigura un bacio, molto simile al più famoso bacio di Hayez ma contestualizzato in un esperienza storica di guerra, della grande guerra che Orneore Metelli, vissuto tra il 1872 e il 1938, ha ben conosciuto. 

Il bacio sembra quello di un soldato che si attarda con la sua bella, prima di raggiungere i suoi commilitoni già in marcia verso il fronte.

Più che una bella, fidanzata o amante come nel quadro di Hayez, la donna sembra una sposa.  

La stanza circolare infatti sembra quella del cortile di un nobile, la figura del sacerdote sembra essere quella di un prelato a servizio della ricca famiglia di cui forse il soldato stesso è capofamiglia, vista l’assenza di un padre anziano nella scena.

C’è sola la madre anziana e i due figli, che abbandona con la sposa per amore della Patria per la quale probabilmente vedrà la morte come molti soldati videro nella prima guerra mondiale che proprio quest’anno è stata ricordata dopo cento anni a Redipuglia,  con manifestazioni pubbliche che hanno visto la presenza del presidente della repubblica e del papa.

Non solo dunque la Terni che c’era ma anche l’Italia che c’era con quel bacio e quei valori, la famiglia, la fede, la patria che i quadri di Orneore Metelli testimoniano alle generazioni che sono venute e che verranno, e non solo di Terni … 

Claudio Pace Blogger Terni 4 Ottobre 2014

Oneore Metelli la Fabbrica vista dalle colline di Pentima con in evidenza dei binari lungo la strada probabilmente quelli del Balipedio

oneore metelli la fabbrica

A seguire un documentario dell’Istituto Luce sulla visita del duce a  Terni che fa vedere dal di dentro i luoghi della Fabbrica, ivi compreso il Balipedio, e fa capire il contesto storico in cui Oneore Metelli ha vissuto gli ultimi anni della sua vita.

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