Cristo impopolare il male, la fede amorosa e la Misericordia

Cristo impopolare il male, la fede amorosa e la Misericordia

Cristo impopolare

Il nuovo millennio è venuto e con esso il suo fardello di guerre, di disgrazie, di morti, un fardello di   notizie che ci interrogano sul mistero del male, sulla vita e sulla morte, sulla vita oltre la vita, sul perché il dolore, perché la gioia, e come si fa a vivere il carisma della gioia, che ogni cristiano ha ricevuto in dono, nonostante tutto il male che c’è nella terra.

Sono talmente tanti i fatti di sangue ecalatanti, di risonanza mondiale che se ne perde facilmente la memoria, tra i più recenti e significativi la caduta delle Twin Towers, lo Tsunami di Santo Stefano nell’Oceano Indiano, l’incidente alla centrale di Fukushima in Giappone,  Utoya … Germanwings. E non contiamo le vittime delle guerre, quella dell’Iraq e della Siria, Yemen, Sudan, Somalia, Libia, Ucraina, … le vittime dei fondamentalisti come Boko Haram e Isis.

Quanti focolai di guerra, quante vittime, aggiungiamoci le malattie, le morti per denutrizione, la piaga dell’aborto, il traffico di organi, la tratta degli schiavi, …

Cristo impopolare

Cristo impopolare, si dice che che l’immagine del Cristo pantocrate del duomo di Monreale mostri uno sguardo più misericordioso a seconda se si guarda dalla sua destra o dalla sua sinistra

Come le onde del mare, il male sembra non fermarsi mai, anche se non oltrepassa il limite della spiaggia, se non in qualche occasione.

Papa Francesco, che ha dimostrato una sensibilità particolare per l’umanità ferita da queste calamità naturali o umane, non da spiegazione né ricette, solo la Misericordia di Dio può più che spiegare, perché non c’è nulla da spiegare, essa solo può far comprendere il mistero di una paternità di Dio, che pur permette che accadano tutte queste cose che accadono.

Seguendo un consiglio frequente di Papa Francesco, leggendo il Vangelo, ritroviamo lo stesso tema del male proposto a Gesù dai suoi contemporanei, in un dialogo che potrebbe essere testuale, nel senso che potrebbero essere le testuali parole che disse Gesù ai suoi interlocutori, visto i riferimenti ai fatti di cronaca dello stesso  tempo di Gesù a cui le sue parole si riferiscono.

Come l’uomo di oggi così quello di ieri, al Rabbì, che ha parole di vita eterna, chiede spiegazioni, un chiedere che non sempre manifesta una fede amorosa, la quale, ritenendo Dio come ciò di più sacro, ben se ne guarda di attribuire a Lui il mancato intervento nelle circostanze incomprensibili, nel dolore soffocante;  ma tutto ritiene, (la fede amorosa), sotto il suo vigile sguardo.

La risposta di Gesù non é quella che si potrebbe definire ‘politicamente corretta’, una generica frase consolatoria per le vittime della disgrazia o di vendetta divina nei confronti degli assassini.

Gesù invita a guardare tutti questi fatti con un occhio rivolto a se stessi, all’unica cosa che conta veramente, il proprio rapporto con Dio, la conversione a Dio, perché passa la scena di questo mondo e davanti al giudizio di Dio, prima o dopo arriveremo tutti

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.
Prendendo la parola, Gesù rispose:
Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo
“. Luca cap. 13 (1-5)

In pratica la nostra vita è o è una vita nella Misericordia di Dio o è non vita, o capiamo la dimensione della Misericordia di Dio o non capiremo mai nulla di quello che accade all’intorno e rimarremo privi di fede, e senza la fede cercheremo consolazioni effimeri al male, ignorandolo o peggio divenendone in qualche modo complici, anche solo vivendo di quel tira a campà  che non ha un fondamento evangelico.

Non è vero che non possiamo fare nulla di fronte a tanto male, ogni anima può fare qualcosa, talvolta può fare anche più di qualcosa, ma il minimo che può fare è pregare, e pregare lo possono tutti, tutti possono chiudere la porta della propria stanza e pregare Dio che vede nel segreto.

La pericope politicamente scorretta o di Cristo impopolare, che non pronunzia nemmeno una parola di condanna nei confronti del barbaro e pagano Pilato, che sarà anche il giudice che gli darà la sentenza di morte,  prosegue così:
Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.  Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno?  Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai“. Lc  13,6-9

Ecco il senso profondo della vita, essere come degli alberi che non portano frutto e che invece devono portare frutto, per questo vengono alimentati e curati.

Consola sapere che il vignaiolo, a differenza del padrone ha, vuole un rapporto affettivo con l’albero che ha piantato, prima di reciderlo perché improduttivo vuole che sia fatto il possibile, fino all’ultimo, nella speranza che l’albero, finalmente cominci a produrre i frutti che avrebbe dovuto produrre.

Non è lecito scambiare la Misericordia di Dio con il buonismo, quella del Rabbi galileo non è una religiosità di tipo naturale, vagamente ispirata alla tradizione farisea della Torah e dei Profeti.

Cristo impopolare o no, non esita a chiedere, agli interlocutori del suo tempo, a tutti quelli a cui arriverà il suo Vangelo, non una vendetta sui nemici ma una riflessione profonda, un deciso cambiamento di passo, ogni persona è importante per lui!

Cristo impopolare aiuta a capire perché tra i suoi santi, ce ne sono di burberi o di apparentemente burberi, come fu padre Pio, che non esitava a maltrattare e cacciare via dal suo confessionale quelle persone che venivano da lui, attirati dalla sua fama di santità, ma non sinceramente desiderosi di convertirsi, di chiedere veramente perdono per i peccati commessi, che padre  Pio, avendo avuto il carisma del discernimento degli spiriti, vedeva stampati come un libro aperto, … una croce sulla croce per Padre Pio vedere le miserie e le ostinazioni degli uomini …

Cristo impopolare, Padre Pio suo perfetto imitatore e di conseguenza altro Cristo impopolare, anche se amatissimo dal popolo, ed altri santi ed esempi di santi ci aiutino non solo a capire cosa è veramente la Misericordia di Dio, ma ad abbracciarla con fede, con una fede almeno amorosa, che piano ci trasforma in collaboratori della Misericordia, per essere di aiuto alle anime che la Misericordia stessa usa per dimorare nel cuore degli uomini.

Terni 30 Marzo 2015 Claudio Pace Blogger su Cristo impopolare

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