Armonizzare l'atmosfera

Silvio Berlusconi Sic Transit Gloria Mundi

Silvio Berlusconi

Nel giorno della sua morte, un ricordo personale di un incontro casuale con il protagonista indiscusso di una nuova fase politica della non lunga storia della repubblica Italiana,

quella della cosiddetta seconda repubblica. Questa ebbe inizio con la sua discesa in campo, con un partito nuovo, non solo nel nome ma nell’organizzazione: il primo partito del leader.

Partito completamente diverso da quelli della prima repubblica, organizzati, in segreterie, direzioni, sezioni, congressi etc. e che finirono con la stagione di mani pulite agli inizi degli anni 90…

https://youtu.be/U-qC4OfN1FU

Una domanda alla Conferenza stampa di Silvio Berlusconi

Era il 7 luglio del 2011, allora ero un semplice consigliere della non piccola circoscrizione di Terni Est,

che ricopriva circa metà del vasto territorio del comune di Terni ed aveva circa un terzo dei suoi abitanti (circa 30.000)

ma seguivo con attenzione e partecipazione le vicende della politica locale e nazionale.

Così, invitato a Roma ad una conferenza stampa del primo ministro in carica, onorevole Silvio Berlusconi,

presentandomi come blogger, fui introdotto tra i giornalisti della sala mappamondo della camera dei deputati…

Credo di essere stato il primo blogger freelancer ad avere avuto l’onore di porre una domanda al presidente del consiglio in carica,

durante una conferenza stampa trasmessa in diretta Rai dalla sala mappondo della camera dei deputati.

C’era un clima particolarmente ostile a Berlusconi, alcune domande prima della mia

furono sui soliti argomenti forse poco pertinenti con le questioni politiche più importanti del momento.

La domanda sulle preferenze

Mi feci coraggio e premetti il pulsante per chiedere la parola e mi fu concessa.

Mi presentai come blogger, e chiesi al presidente se intendeva cambiare la legge elettorale che non permetteva, ieri come oggi,

di indicare le preferenze del candidato che si intendeva mandare in parlamento, con il risultato di avere un parlamento di nominati

dalle segreterie del partito piuttosto che di eletti, scelti, con il sistema delle preferenze dal popolo.

Dalla mia domanda era ovvio che fossi per il ripristino delle preferenze.

Berlusconi come si vede dal filmato, che riporta la mia domanda e la prima parte della risposta che durò circa due minuti e mezzo, ci tenne a dichiarare,

che gli altri leader dei partiti di opposizione con cui aveva parlato dell’argomento, l’ultimo era stato Fassino del partito democratico,

erano d’accordo con lui, nel nominare i rappresentati del parlamento, spiegando che questa nomina poteva permettere loro

di scegliere personaggi esperti in diverse specialità dando più ricchezza e varietà alla composizione del parlamento.

Apriti cielo, la risposta fu riportata da tutta la stampa italiana, insieme alle dichiarazioni di Fassino che negava la cosa,

e a quella di Di Pietro e Parisi che cominciarono a raccogliere le firme per un referendum abrogativo del porcellum

che però non fu approvato dalla corte costituzionale. Insomma avevo scelto proprio l’argomento giusto.

Il partito

Al termine della conferenza, come si vede dalla foto, salutai il presidente Silvio Berlusconi e mi congratulai per la sua nomina di un segretario,

invitandolo a fare altrettando in tutte le province d’Italia, considerando il gesto,  l’istituzione di una segreteria come un passo verso un partito,

come erano nella prima repubblica, a cui lui ogni tanto pensava, anche se poi preferiva rimanere nelle sue.

In un partito tradizionale, SilvioBerlusconi avrebbe perso la guida,

che mantenne fino alla fine con il suo partito del leader, Forza Italia,

non permettendo al polo delle libertà di diventare il partito delle libertà.

Di fatto Forza Italia, nelal sua seconda edizione, si ridusse ad un partito ad una cifra perercentuale

con la quale però Berlusconi continuò ad influire nel corso delle vicende politiche italiane,

esprimendo diverse volte dei propri rappresentanti come ministri dei vari governi nazionali, fino a quello degli Esteri con il governo Meloni.

Cambio opinione

La cosa curiosa fu che lo sentii parlare, sempre a Roma, qualche mese dopo, poco prima delle dimissioni che fu costretto a dare, dando il via libera al governo Monti,

e gli sentii dire le cose opposte di quelle che aveva pubblicamente dichiarato e cioè che era favorevole al ritorno delle preferenze nella legge elettorale,

cosa che forse avrebbe fatto se gli avessero dato la possibilità di continuare a governare il paese.

Anche in quella occasione mi feci avanti e mentre usciva con la sua scorta, rallentando leggermente il passo, rispose alla mia richiesta di chiarimento.

Gli chiesi infatti se si ricordava di quello che mi aveva pubblicamente dichiarato qualche mese prima alla sala mappondo,

mi rispose di sì ma che bisognava dire quello che la gente si aspetta che gli si dica!

Frase da non intendere solo nell’accezione negativa, quella di una filosofia cinica applicata alla RealPolitik,

ma anche alla necessità della politica di rispondere ai bisogni della gente mediando tra la realtà delle cose e i desideri, talvolta sogni delle persone stesse.

Libia

Dopo la mia domanda al presidente, in quella famosa conferenza stampa, vennero fuori finalmente delle domande interessanti,

tra le quali non potrò dimenticare quella relativa alla crisi libica, in cui l’Italia dovette intervenire accanto alla Francia,

l’Inghilterra e gli Stati Uniti contro Gheddafi con il quale pochi anni prima Berlusconi aveva firmato il trattato di Bengasi

in cui si paventava una collaborazione bilaterale anche sul delicato tema della difesa.

Berlusconi giustificò l’intervento contro Gheddafi che non avrebbe mai voluto fare,

con l’atteggiamento del presidente della Repubblica e delle opposizioni assai favorevoli all’intervento armato

ma di fatto come gli ricordarono anche i suoi avversari politici storici come Romano Prodi

la gestione dei rapporti bilaterali con la Libia non fu proprio ottimale…

Sic transit gloria mundi

Alla morte di Gheddaffi non potendo commentare più di tanto, Berlusconi citò quella famosa frase latina ‘Sic transit gloria mundi’

che va bene ogni qual volta muore una persona importante per la storia degli uomini come lui Silvio Berlusconi è stato.

Normale che oggi venga elogiato anche da chi lo ha combattuto politicamente tutta la vita,

approffitando anche del fatto che avere un nemico comune

compatta le persone, e mette in secondo piano le proprie incapacità di fare discorsi veramente politici

e soddisfacenti i bisogni e gli interessi della gente.

Da credente non posso che offrire le mie piccole povere preghiere anche per lui, che si definiva credente cristiano,

anche se nella sua vita pubblica non sempre si è mostrato coerente con questo credere, ma quanti,

anche tra quelli che lo giudicano e lo hanno giudicato lo sono più di lui?

Godeva della simpatia delle persone anziane, come la mia mamma per esempio,

delle quali aveva conquistato l’affetto con il suo modo di fare, rivolgendosi a loro come si rivolgeva alla sua mamma a cui era molto affezionato.

Leader non sempre politicamente corretto

Politicamente parlando credo, che la sua ostinazione a volere essere il leader del partito di un partito del leader

abbia contribuito a cambiare tutti i partiti in partiti del leader, cinque stelle comprese, nella gestione Grillo-DiMaio prima e Conte adesso,

indebolendo la forza stessa dei partiti che è quella di rappresentare le parti, cioè la gente comune come in Italia fu solo durante la prima repubblica e poco prima del fascismo.

Da elogiare il suo dire sempre la sua opinione, giusta o sbagliata che sia stata,

come nel caso della sua recente critica alla politica estera di Meloni sulla questione Ucraina,

cosa che è stato il tratto più caratteristico del suo modo di fare politica,

meglio fare qualche gaffe in più che creare sempre un clima di ossequio conforme al potente di turno, locale o internazionale che sia.

Claudio Pace 12 giugno 2023

 

 

 

 


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