Armonizzare l'atmosfera

Ultime dalla stazione Tiburtina

Ultime dalla stazione Tiburtina

Ultime dalla stazione TiburtinUltime dalla stazione Tiburtinaa, un titolo da corrispondente di guerra; non deve stupire, purtroppo. La vita del pendolare è una guerra continua. Una guerra contro chi dovrebbe facilitare e rendere possibile la tua vita, la vita di chi, per esigenze di ogni genere, ha deciso di vivere lontano dal proprio posto di lavoro. Sappiamo che quasi sempre non è una scelta quella di essere pendolari ma un qualcosa imposto dalle circostanze che siano questioni familiari oppure economiche oppure entrambe. E più che una guerra è un continuo difendersi e trincerarsi, cercando di barcamenarsi e trovare rimedio ai continui attacchi alla propria esistenza e al proprio tempo libero operati da chi invece dovrebbe mettere a disposizione un servizio adeguato ed efficiente, proprio per permettere ai 3,5 milioni di Italiani che usano quotidianamente il treno di raggiungere il posto di lavoro in modo sereno e tranquillo. I continui attacchi alla nostra esistenza già penalizzata da ore dedicate ai trasferimenti sono operati in continuo.

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Scalini come sala di attesa per la rianimazione dell’Ospedale di Terni

Scalini come sala di attesa per la rianimazione dell’Ospedale di Terni

Scalini Sala attesa rianimazione terni
Scalini con persone che attendono notizie dei loro amici e parenti ricoverati nel reparto

scalini rianimazione Corriere Umbria 4 Febbraio 2014Scalini
Dopo la pagina sul guano in cui ho denunciato la presenza dei fastidiosi escrementi, riportata anche nella stampa locale, nessuna risposta da diretta da parte degli amministratori dell’azienda ospedaliera ternana. In un articolo apparso il giorno dopo sulla stampa locale una dichiarazione di tanto ottimismo da parte dell’amministratore Casciari perché in futuro … insieme ad una polemica sempre su argomenti ‘caldi’, i pannoloni degli anziani, da parte del consigliere di Forza Itala Raffaele Nevi, polemica che condivido anche se come è noto sono fortemente contrario al nuovo ospedale unico di Narni e Amelia, che lui caldeggia e che ritengo un investimento sbagliato che non si comprende proprio e non si vede come si potrà reggere in futuro (senza che pregiudichi la qualità del servizi) per diverse motivazioni non ultima quella di distrarre soldi di oggi e di domani proprio dall’Ospedale di Terni che è a pochissimi chilometri da Narni e da Amelia e che con la recente apertura della galleria Marmore comincia a trovarsi su una posizione meno disagiata dal punto di vista della grande viabilità anche per Rieti …

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Telfer foto di un flashmob fotografico presso Papigno Terni

Telfer foto di un flashmob fotografico presso Papigno TerniTelfer foto

Telfer foto. Come raccontare un flashmob fotografico fatto con la speranza di non fotografare per l’ultima volta la nota passerella della Telfer di cui più volte abbiamo parlato anche in questo blog? La risposta è semplice, con delle foto e con un piccolo filmato che potete vedere in fondo a questa pagina. Nel filmato la foto di un anziano signore, figlio di un operaio della Telfer che raccontava con molta semplicità, “Su quella passerella mio papà ci ha lavorato quarant’anni”, e che ha voluto esserci in mezzo a quello strano gruppo di persone che armato di macchinette fotografiche, ha voluto scattare quelle che, a causa della deprecabile determinazione dell’attuale giunta comunale, potrebbero essere le ultime foto della storica passerella. Questa e attraversa la strada, proprio in prossimità della stazione del Tram di Papigno, rimasta intatta nonostante qualche scritta vandalica grazie alla custodia del gruppo di volontari sportivi della canoe di Terni, che è anche lei un pezzo di memoria perfino nei tubi metallici che sorreggono la tettoietta marchiati con una scritta ‘Bosco Terni’. A parte altre iniziative che saranno prese nelle sedi istituzionali per cercare di evitare l’abbattimento della passerella, il flashmob continua …

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Rocco Rindone un salesiano di Ballarò con lo stile di papa Francesco

Rocco Rindone un salesiano di Ballarò con lo stile di papa Francesco

Rocco Rindone
Rocco Rindone Qui un gruppo di Facebook dedicato a lui per incontrare gli amici di quei tempi

Con gli auguri di Natale, ho ricevuto qualche giorno fa una interessante biografia di Don Rocco Rindone, un salesiano siciliano nato a Pietraperzia il 10 11 1939 e morto a Messina il 30 3 1988. 

L’ho voluta pubblicare proprio oggi , giorno di fine anno, perché Don Rocco Rindone per me rappresenta uno dei periodi più belli della mia vita, la mia adolescenza, che ho potuto trascorrere con lui e con un gruppo nutrito di ragazzi e di ragazze, e non con un pizzico di nostalgia pensando a lui mi tornano alla mente tanti ricordi.

Tra questi il primo incontro che ebbi con lui, nel vecchio oratorio, proprio a due passi dal famoso mercato di Ballarò, dove mi accolse con quel sorriso compiaciuto e ironico allo stesso tempo, e con quel suo accarezzarsi la barba, tormentone tipico del suo modo di fare …

Chissà cosa avrà pensato di quel ragazzotto sbarbatello che veniva dalla Palermo bene, che frequentava il liceo di villa Ranchibile e che da quelle parti era proprio come un pesce fuor d’acqua. 

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Schumi Khan – E’ ancora troppo presto per diventare un mito

Schumi Khan – E’ ancora troppo presto per diventare un mito

Schumi Khan
Schumi Khan

Khan è un titolo nobiliare in uso nel centro Asia e che dovrebbe equivalere più o meno al nostro re.  E la figura del primo re dei temutissimi mongoli, Gengis Khan, mi è venuta subita in mente, dopo aver ascoltato il tam tam di notizie sull’incidente occorso al campione perché secondo la leggenda, più o meno supportata da fonti storiche certe, vuole che la morte dell’imperatore mongolo sia avvenuta per una banale caduta da cavallo.

Schumi Khan significherebbe Schumi re, un titolo guadagnato non sui campi di battaglia, ma sulle piste di gara, dove Michael Schumacher correndo per i colori della Benetton e della Ferrari, ha conquistato ben sette titoli mondiali di Formula uno. Uno sport dove si guadagnano molti soldi ma dove si rischia la vita, nonostante le misure di sicurezza sempre più evolute e i regolamenti sempre più restrittivi. Ed è forse questo rischiare la vita con degli autentici gioielli tecnologici, bolidi, come li chiamiamo nella nostra variegata lingua italiana, che attira l’attenzione di molti spettatori, tifosi, fan che ritrovano nel loro campione un qualcosa che evidentemente nella propria vita di tutti i giorni non hanno o forse inconsapevolmente hanno, perché la vita è sempre un continuo misurarsi con la morte che può venire quando meno te lo aspetti …

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