Testimonianza su Carlo Acutis nella cattedrale di Terni

Testimonianza su Carlo Acutis nella cattedrale di Terni

Testimonianza su Carlo Acutis

Nella cattedrale di Terni, è custodita una reliquia, del Preziosissimo Sangue, autenticata carismaticamente da San Giuseppe da Copertino e utilizzata circa quattro secoli fa dal cardinale Francesco Angelo Rapaccioli allora vescovo di Terni per impetrare la grazie della liberazione di Terni dalla piaga della peste.

In onore della preziosa reliquia ogni anno nella cattedrale di Terni si celebra una Festa, che quest’anno ha avuto un momento molto toccante ed emozionante nella testimonianza su Carlo Acutis resa dalla mamma Antonia Salzano, che nel suo parlare, venerdì scorso 27 Settembre, si è rivolto alle molte donne presenti nella affollata cattedrale.

Tra esse alcune catechiste, molte mamme e tra loro alcune mamme colpite come lei dal dolore di avere perso il loro figlio in giovane età.

A loro si è rivolta, ricordando come questo dolore deve essere superato dalla gioia di sapere il proprio figlio in Cielo, che questo figlio è li che ci aspetta e che quando sarà la nostra ora sarà tra quelli che ci accoglierà nella patria celeste.

Carlo Acutis

Conosco bene, almeno credevo di conoscere bene, la storia di Carlo Acutis un ‘geek’ di Milano, nato a Londra nel 1991, dove i suoi genitori si trovavano per ragioni di lavoro, e morto a Monza il 12 Ottobre del 2006 a seguito di una leucemia fulminante, ma ogni volta che sento parlare la mamma di Carlo, la signora Antonia Salzano, scopro sempre qualcosa di nuovo e riconosco anche una parte del cammino di fede che il Signore fa percorrere a molte persone, per esempio nel proposito di andare a Messa ogni giorno, e che talvolta fa pensare cosa saremmo di peggio di quanto siamo se non si  cercasse di corrispondere a questa immensa grazia che è il nutrirsi dell’eucarestia quotidianamente.

Molto bello il paragone di Carlo della nostra vita Mongolfiera che non si eleva in volo se non si tolgono le zavorre (che sono i nostri peccati) mediante il sacramento della confessione, nelle parole di Carlo la spiritualità della Chiesa si semplifica senza perderne la profondità e l’autenticità, la ‘Buona Notizia’ si comprende meglio e l’amplificazione che dà la mamma di questa spiritualità, del suo ‘sempre’ giovane figlio aiuta giovani e meno giovani a riscoprire Dio nella propria vita. 

Gli ultimi

E molto bello è stato sentire come vivendo nella cosmopolita Milano, dei ricchi e dei barboni, la sua attenzione costante fosse quella di far avere a quel ‘clochard’ una coperta, a quell’altro una bevanda calda e con ciascuno di loro come con qualsiasi altra persona del quartiere il rapporto che stabiliva era di carattere personale, un rapporto tu-io, che nasceva in una persona abituata a vivere questo rapporto personale con Dio, e imitando Dio che si è abbassato per farsi uno con l’uomo, cosi lui viveva intensamente quello che poi divenne il suo motto ‘non io ma Dio’.

Una frase che, alla luce della sua devozione ‘eucaristica’ al discepolo amato, il discepolo che nell’ultima cena reclina il suo capo nel cuore di Gesù, si potrebbe parasafrare in ‘Non io ma “Io Sono” ‘, che è il nome Gesù usa spesso proclamare appunto nel quarto Vangelo. 

Testamento

Carlo ha lasciato un testamento, non solo alla famiglia, ma a tutto il mondo, e la mamma di Antonia, che pur si dichiara ‘non carismatica’ lo ha sentito un giorno nel cuore, ha sentito come la voce del figlio nel cuore che gli gridava: ‘Testamento’. 

E si è chiesta se per caso e cosa possa aver lasciato Carlo come testamento e mese, e dopo aver cercato tra le cose di Carlo trova un filmato dove lui annuncia di essere destinato a morire, ecco il suo testamento:

 

Cosa dire di più di fronte a queste immagini dove traspare nel ragazzo la gioia e la responsabilità di capire che stava avvicinandosi il giorno dell’incontro con Gesù?

Quel Gesù, che racconta la mamma, con uno speciale permesso di mons. Macchi, già segretario di San Paolo VI, aveva ricevuto già a sei anni…

Claudio Pace Terni 30 09 2019 

Seguono le foto dell’incontro e della serata conclusiva di Sabato 28 Settembre che ha avuto per protagonisti l’attore Stefano De Majo, il maestro Francesco Morettini e la chitarrista Marialuna Cipolla, il  piccolo coro dei bambini dell’Istituto “Leonino”, Mogol e altri campioni dello sport ternano. e che si è conclusa con l’ostensione della Santa Reliquia, la preghiera e la benedizione del vescovo mons. Giuseppe Piemontese.

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