StartUp Terni le donne incitano a cambiare mentalità

StartUp Terni le donne incitano a cambiare mentalità

StartUp Terni

Lavoro, lavoro, lavoro è una delle parole ormai più inflazionate che esistono in Italia, nei discorsi dei politici, in rete, nelle preoccupazioni di Papa Francesco, nei dati dell’Istat e se l’incontro di giovedì scorso presso la sala della Camera di Commercio di Terni è stato pieno di gente, con una nutrita rappresentanza istituzionale, presente il sindaco Leopoldo Di Girolamo insieme ad assessori della sua giunta, non è stato un caso.

A Terni, forse un pochino meno che in altre realtà italiane, il problema del lavoro si sente molto.

Si sente la mancanza di lavoro, la precarietà del lavoro, il problema dell’immigrazione ‘selvaggia’ per il lavoro di persone, di giovani che vengono dalle parti più povere del mondo, la realtà della nuova emigrazione dei nostri giovani, specie i più bravi e preparati che scelgono altre zone del mondo per realizzarsi nel lavoro che hanno scelto o trovato applicando spesso, e a favore di altri popoli, quel percorso di studio che hanno fatto da noi e che da noi non sono riusciti a sfruttare.

Gli inglesi per esempio, presumo per ragioni elettorali, si lamentano che gli italiani a Londra sono troppi ma intanto si godono i frutti della loro preparazione che abbiamo pagato tutti noi, famiglie e stato.  

Tra i tanti problemi del lavoro a Terni, quelli delle persone che hanno accettato l’incentivo all’Esodo proposto dall’Ast, l’Isrim, la Basell, tre situazioni diverse per certi aspetti ma con unico denominatore comune, la questione lavoro.

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L’articolo sulla NewEco tratto dalla cronaca di Terni del ‘Il Giornale dell’Umbria’ di oggi

Per l’Isrim oggi, in piena campagna elettorale, leggiamo sulla stampa di un parziale  assorbimento da parte del personale da parte di una municipalizzata, unico spiraglio che segue a tanti interventi, presunti interessamenti e proposte.

Nulla a che vedere con le parole del sottosegretario al Mise, Simona Vicari,  che ha illustrato i dati nudi e crudi sulle start up umbre e sul loro accesso ai fondi del Mise e delle banche.

Il nulla o quasi a Terni e in Umbria, nessun interessamento, nessun progetto, nulla di rilevante o quasi, eppure ci sono bandi, sgravi, fondi di garanzia, microcredito,etc. ma ci vuole chi abbia voglia di rischiare, di intraprendere e chi sappia assistere chi decida di percorrere questa strada, … L’Europa, lo stato, la regione e il comune dovrebbero essere in prima linea, ma ci sono le competenze?

C’è la mentalità? Una città abituata a vivere di lavoro nella grande fabbrica, nell’indotto e nei servizi, riesce a cambiare rapidamente la sua mentalità? Quei lavoratori della Basell che aspettavano e speravano di essere assorbiti da altre realtà locali e che non hanno voluto lasciare Terni per Ferrara, hanno mai pensato di diventare imprenditori di se stessi? E se sì sono stati aiutati a farlo? E i soldi che sono arrivati sulla città, indirettamente dagli incentivi all’esodo da parte dell’Ast, sono diventati una forma di investimento e sviluppo per il territorio?

Territorio dove si fabbricava il Moplen di Giulio Natta, come ha ricordato anche il sottosegretario Simona Vicari, citando Terni come esempio storico dell’innovazione italiana degli anni sessanta e della necessità di continuare anche a Terni questa tradizione innovativa del lavoro.

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Simona Vicari ascolta con molto interesse le parole del presidente della Camera di Commercio di Terni su Terni e le sue prospettive di sviluppo

Simona Vicari, ringraziando Ada Urbani, le altre donne presenti  al tavolo dei relatori e in sala, Giuseppe Flamini, il sindaco di Terni, ha affermato l’utilità di questi incontri che devono proseguire e a cui devono seguire interventi concreti, iniziative di imprenditorialità che aiutino a sfruttare le opportunità che in termini di incentivi, di sgravi fiscali, di garanzie che il Mise mette in campo, dando anche qualche suggerimento pratico.

Per esempio quello di non aspettare l’uscita di un bando ma guardare sempre quello dell’anno precedente per iniziare a preparare la documentazione necessaria all’accesso ai fondi.

Nel dibattito finale una testimonianza quanto mai significativa di un imprenditore di una start up che, in previsione di una prossima emergenza alimentare nel pianeta, collaborando con delle università europee sta brevettando una tipologia di carne vegana, un ossimoro naturalmente, degli alimenti vegetali che avranno il sapore, il gusto e perfino la forma fibrica della carne.

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L’imprenditore, che ha ottenuto i fondi di garanzia del Mise,  si è scontrato con ulteriori richieste di garanzia da parte delle banche facendo nome e cognome di quale,  lasciando del tutto esterefatto il sottosegretario che con sincerità ha espresso meraviglia e disgusto per certi atteggiamenti che non fanno crescere l’Italia.

Claudio Pace Terni Blogger 17 Maggio 2015 Start Up Terni

[Articolo scritto dopo lungo guasto dell’adsl di casa (Telecom Italia) … 🙁 che da quando attivato (Maggio 2011)  in via Trevi  giunge sempre al minimo dei “fino a 7 mega” per la cronaca il guasto è avvenuto in coincidenza ad un mio tentativo di passare alla Fibra Vodafone, tentativo che si è concluso con un repentino KO Tecnico per cui se voglio la fibra dovrò pagare Telecom Italia ben 44,90 euro al mese e forse anche cambiare numero a mie spese come feci nel 2011 per ottenere l’adsl]

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One Response

  1. Ada urbani 17/05/2015

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