Padre Giampiero Cornado una lettera ad un amico da poco nato al cielo

Padre Giampiero Cornado una lettera ad un amico da poco nato al cielo

Padre Giampiero

Caro Joao Pedro,

ho potuto sentirti qualche tempo fa via Skype, eri in Amazzonia e dal modo come parlavi e raccontavi le tue si capiva che davvero non avevi più tempo per te, nemmeno per rilassarti un po’.

Intuendolo ti parlavo del calcio, della nazionale brasiliana, in modo da cercare di distrarti un po’, ma era difficile distrarti per te esistevano solo gli altri, le persone, le comunità, i gruppi da seguire, in un mondo così diverso dal nostro che io non ho mai visitato ma di cui ho sentito parlare come di un paese giovane dove la gente ha ancora tanto entusiasmo di vita, mentre da noi la popolazione si invecchia, i giovani non trovano lavoro, non fanno famiglie, al massimo convivono così per provare, e per fare un figlio aspettano tanto se poi lo fanno davvero.

Un amico mi ha fatto sapere la notizia, triste per un verso, quella della scomparsa di una persona cara, lontana, ma cara come sei stata tu.

Notizia non completamente triste, perché tu caro padre Giampiero sei salito al cielo con le mani piene, piene di opere quelle che come dice  la lettera di Giacomo dimostrano la tua fede.

E allora vengono alla mente i ricordi, di quando con la Tua Mamma accettasti il mio invito a casa mia a Palermo, eravamo molto più giovani, io ancora studente universitario, sembra ieri quasi ma sono passati davvero decine e decine di anni.

Come tanti ne sono passati quando con la chitarra ci insegnavi a San Bernardino quella melodia semplice “Pai eu te adoro , eu te ofereço a minha vida porque eu te amo” che si ripeteva per ogni persona della Santissima Trinità e che a me nella traduzione italiana piaceva leggerrmente modificare cantando al posto del ‘perché io ti amo’ in ‘perché Tu mi ami’, volendo risaltare il fatto che è Lui che ci ama per primo, noi siamo solo una eco del suo amore, come tu lo sei stato in Brasile per tutti questi lunghi anni.

E quante cose ancora da raccontare, ma la cosa più bella di te sempre a San Bernardino nel Chiostro, erano gli occhi lucidi della tua mamma, che quando gli cantavamo questa trilogia semplice di adorazione, si commoveva e non ce la faceva più e ti chiamava ‘Giampiero, Giampiero’ … e noi allora smettevamo di suonare proprio quella canzone.

Ora finalmente siete insieme lassù, ricordatevi di noi che siamo rimasti ancora qui, ricordati dell’Opera che il Signore il Signore volle far fondare alla tua mamma , e che ha messo nelle mani degli uomini …

A presto Padre Giampiero, dovrei essere triste, e invece sono felice, sono sicuro che Gesù accogliendoti ti ha detto come nel Vangelo: Vieni Servo Buono e Fedele

Il Signore regna caro Padre Giampiero rallegriamoci che Egli Viene.

Ciao Claudio  lettera a Pe. João Pedro Cornado SJ per noi sempre Padre Giampiero

Terni 5 3 2016

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