Creato e Magnificat Alzare la voce per il rispetto del Creato

Creato e Magnificat Alzare la voce per il rispetto del Creato

Creato

Creato.
L’Io sono è venuto dal grembo di Maria, per poi portare tutti i ‘figli adottati’ nel suo seno immenso come il cielo.

Eccoci di nuovo qui a pochissimi giorni dal mistero del Natale, un Natale che almeno qui da noi in Italia ci vede in piena crisi, e meditare sul Natale sui misteri di gioia, non deve farci dimenticare tutti i fatti che ogni giorno ci raggiungono attraverso l’esperienza personale, i giornali, la rete e quelli che non ci raggiungono affatto o ci raggiungono assai raramente, perché preferiamo interessarci dell’ultimo falso amore dell’ultima diva di turno, piuttosto che sentire parlare di problemi di cui non si vede, nemmeno all’orizzonte, la speranza di una soluzione o la cui soluzione appare davvero lontana.

Tra questi problemi, uno dovrebbe starci molto a cuore, la sorte del creato, si mi piace chiamare così il pianeta terra, che non si trova per caso in questo istante dello spazio e del tempo, cosi come si trova, ed è all’uomo che è stato affidato in custodia, anche se quest’uomo ha messo da parte il Dio “Dio”, venuto al mondo per renderlo simile a Sé, per deificarlo, e ha messo al suo posto il dio “denaro”, il dio “benessere materiale”, il dio “io”. Eppure viviamo nel creato, redento dal prezioso sangue di Cristo che non solo per l’uomo ma anche per il Creato, si è fatto carne.

Ogni uomo contemplandolo, dovrebbe esclamare: Cristo Risorto E Ancora Ti Ospita!

Quanti suicidi quest’anno, già dimenticati dai media, quanta gente morta di sete nel deserto o nelle gelide onde del mare, con la speranza di un futuro migliore che la terra resa arida dall’avanzare progressivo ed inesorabile del  deserto non gli può più garantire. Quanta gente è scesa in piazza per protestare, e la protesta va sempre ascoltata,  ne va capita la ragione, ma quanta gente è indifferente ad ogni cosa che non sia il proprio tornaconto personale, la propria fetta di potere acquisita, la propria tranquillità.

Cosi se per produrre energia si devono bruciare le risorse del pianeta, rubare spazio alla produzione di cibo nei campi, inquinare, scaricare, distruggere, che cosa importa? Che si faccia ovunque, giammai nel mio giardino. Cosa mi importa delle generazioni che adesso già sono e che non hanno il minimo per sussistere, per mangiare e per bere. Che cosa mi interessa se le generazioni che verranno troveranno un pianeta trasformato in una grande discarica se non qualche parte riservata a chi possiede più ricchezze degli altri e le tiene ben strette e costruisce armi, non solo per difendersi e offendere, ma per darle, ricavandone  lauti profitti, ai più poveri, per arricchirsi e perché questi si facciano male tra di loro. Problemi di Etica, che riguardano tutte le forme di energia comprese le energie rinnovabili, che dobbiamo sviluppare e ricercare per fare energia nel rispetto dell’Uomo e dell’Ambiente seguendo le orme di persone come Chiara e Francesco che per primo intuì il suo essere creatura in un creato meraviglioso, che la sua cecità gli impediva di contemplare esteriormente ma non interiormente come dimostrano le parole del suo universale cantico delle creature.

Ma alla non etica degli uomini del nostro tempo si oppone la voce della Madre di Dio, le forti parole, dense e profonde, che la Madre di Dio ha proclamato in un cantico, di lode a Dio e di ammonimento ai ricchi, ai superbi e ai potenti di questo mondo: il Magnificat. In esso si promette il dispiegamento del potente braccio di Dio, un braccio capace di disperdere i superbi nei pensieri del loro cuore, di rovesciare i potenti dai troni (oggi diremmo dalle poltrone) e rimandare i ricchi a mani vuote. Per lei che portava in grembo il Dio fatto uomo non ci fu posto nemmeno nel pur piccolo albergo di Betlemme, e di questa sua maternità non ebbe alcun privilegio se non quello di vedere morire il Figlio sulla croce, senza potergli dire “scendi”, perché se lo avesse fatto, Gesù sarebbe sceso dalla croce, ma il suo seno sarebbe rimasto vuoto, sterile. Ora invece il seno di Maria, martirizzato dal martirio del Figlio, è enormemente dilatato e accoglie tutti coloro che non dal sangue ne dalla carne ma dal Volere di Dio sono stati generati come figli.

Chi disprezza e maltratta il Creato, disprezza Dio e non può essere accolto nel seno di Maria. Qualunque cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avete fatto a Me, dice Gesù nel Vangelo, per questo se rendiamo sterile la terra affamando milioni e milioni di persone, è un male che abbiamo fatto a Dio stesso, la difesa del creato è più che un dovere per ogni cristiano e per ogni uomo, è un atto di amore!  

Buon Natale

Claudio Pace Blogger 21 Dicembre 2013    

Leave a Reply