Compress Una istruzione per i computer degli anni 80

Compress Una istruzione per i computer degli anni 80

Compress

Certe notti,

che non hai voglia di andare a letto,

anche se gli occhi sono stanchi.

e hai ancora voglia di pensare e non ancora di sognare,

e ti piace ascoltare della musica

e interagire con chi non conosci

con i tasti di un computer

con uno schermo accesso

con  uno schermo acceso sul mondo

con uno schermo acceso che ti nasconde l’anima

che disperata vuole parlarti

e vuole dirti tante cose.

compressQuando iniziai a lavorare con i computer

una trentina di anni fa

anche loro avevano bisogno di riposare

e facevano il “compress”.

Lo facevano perché usandoli continuamente

la memoria che era a nostra disposizione,

davvero poco rispetto a quella che abbiamo oggi,

si frammentava e la paginazione era tale

che se non si faceva il compress,

se non si faceva riposare il computer

si lavora sempre più lentamente

fino al punto di doversi fermare.

È forse per questo che andiamo a dormire?

Per fare il compress dei nostri ricordi, delle nostre emozioni, delle nostre reazioni?

Per cancellare o flaggare come cancellato quello che non ci serve

e trovare lo spazio per quello che ancora ci aspetta.

Pensando al compress, al sonno e al sogno e alla nostra complessità, continuo a non capire coloro che credono che la nostra esistenza possa essere frutto del caso, di una coincidenza di circostanze che si sono verificate con il tempo nella materia e non credono ad un Dio creatore della vita e dell’uomo. Siamo troppo complicati e nello stesso tempo semplici per esserci inventati da soli.

Per i più curiosi il compress era una istruzione dei S/34 e credo anche S/36 dell’IBM ma che esisteva ed esiste tutto oggi con nomi diversi anche nei nostri iphone e che oggi facciamo con delle app più o meno sofisticate.

Buon compress, pardon Buona Notte a  Tutti

Claudio Pace Blogger Terni 29 07 2015 sul Compress

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