Armonizzare l'atmosfera

Boanarges, Anteprima libro sui Figli del Tuono Assisi 19 9 2015

PRESENTAZIONE

di Claudio Pace, promotore culturale incontri Scienza e Fede

Si dice che Galileo Galilei abbia capito prima dei suoi contemporanei la vera natura della luna, un satellite fatto di rocce esattamente come di roccia è fatta la terra e gli altri pianeti del sistema solare. Questo il suo «Sidereus Nuncius», questo il risultato delle sue osservazioni al cannocchiale appena inventato.

Una prospettiva radicalmente diversa da chi, influenzato anche dall’iconografia mariana dell’epoca, pensava alla luna come una grossa pietra preziosa.

Decisiva dunque la sua predisposizione culturale, il suo background come si usa dire oggi, un background fatto di matematica e architettura, di persona abituata a osservare e misurare, capire e discernere senza fermarsi alle apparenze o a quello che gli altri hanno d etto e visto, ma passando oltre, apportando qualcosa di nuovo.

Osservare come Galilei

Leggendo gli scritti del teologo Francesco Bindella, e in particolare leggendo quest’ultima opera «Boanargés, Figli del Tuono», si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un osservatore delle S. Scritture dotato di uno spirito di osservazione molto simile a quello utilizzato dall’illustre scienziato che diventò celebre facendo una scoperta che oggi appare scontata e che invece, allora, fu rivoluzionaria: la luna è fatta di pietre e assume il suo splendore perché riflette la luce del sole non perché sia composta di alabastro o di chissà di quali esotiche pietre.

Come già accaduto con le opere precedenti, la lettura di quest’opera di Francesco Bindella ci fa scoprire nei testi biblici, specialmente nei Vangeli, aspetti nuovi e inattesi che avevamo sempre ignorato dando per scontato letture piuttosto prevedibili e qualche volta un pò superficiali.

Boanarges

Ad esempio, come giustificare l’imposizione di un nome nuovo – «Boanergés, Figli del tuono» – da parte di Gesù ai fratelli Giacomo e Giovanni, dopo che già a Simone, Gesù ugualmente aveva imposto un nome nuovo ossia Pietro?

Sarà davvero in ragione di un “carattere focoso, irruento e impulsivo” dei due fratelli, come proposto dai commentari biblici in genere?

Se questa fosse la ragione, che si dovrebbe dire allora di Pietro e del suo carattere notoriamente ben più focoso e irruente, che giunse al punto di “mozzare l’orecchio” (Gv 18,10) ad un presunto nemico?

E’ così che il nostro autore, disponendosi a condurci entro l’ambiente biblico, ci aiuta a spogliarci progressivamente delle categorie e dei luoghi comuni della nostra logica per assumere quelle più proprie di una logica biblica che si rende sempre più attraente e sorprendente nella misura in cui ci si addentra in essa.

Tuono

Il concetto di tuono, per esempio: scopriremo quali intimi legami presenta con il concetto di Voce e con il tema del Nome (l’IO SONO!). Come questo risulta evidente, nel caso del Salmo 29, il Salmo della Voce di Tuono di Dio o nella teofania di Gv 12,28-29, ove il tuono viene avvertito come “Voce del Padre,” a conferma della preghiera di Gesù di glorificazione del suo Nome. Siamo qui ben lontani da un concetto di tuono che volesse significare un improbabile … “caratteraccio” dei due fratelli.

Procedendo in questo itinerario di riflessione, un itinerario che si muove rigorosamente dentro i binari delle categorie e dell’ambiente biblico, comprenderemo, non solo il perché di questo nome nuovo dato ai due apostoli fratelli, ma anche l’attualità, dopo millenni di storia umana, di questa azione profetica di Gesù.

A lato di un evidente riconoscimento e enfasi data al nome e al ruolo di Cefas in tutto il percorso storico che giunge sino a noi, si potrà al tempo stesso riconoscere quale minore peso sia stato dato al valore di questa imposizione di nome, che presenta un valore significativo e profetico analogo.

Auguri

Auguro dunque a Francesco Bindella che quest’opera possa diventare davvero un «Sidereus Nuncius» in quell’universo che, come insegna Galilei, è il mondo della fede, alimentato dalle S. Scritture.

Un «Sidereus Nuncius» animato dalla galileiana intuizione, in tal caso di fede, che,dietro il cambio di nome dei Boanargés, c’è un cammino ecclesiale tutto da percorrere.

Un cammino che potrebbe spiegare anche il perché di quella apparentemente oscura profezia di Gesù rivolta a Pietro che si interessava di Giovanni:
”Se voglio che rimanga finché io torni, che importa a te?”.

Claudio Pace, Terni 31.07.2015 anteprima presentazione libro “Boanarges, <<Figli del Tuono MC 3,17>> La questione biblica di una fondazione Giacomo-Giovannea”.

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Il Saluto delle macchine d’epoca, di Don Livio, Di  Francesco Celani, di Marcello Betti e di Carlo Piccioli.

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7 thoughts on Boanarges, Anteprima libro sui Figli del Tuono Assisi 19 9 2015

  1. Gent. Sig. Pace,
    Vorrei tanto poter essere con Voi in Assisi il 19 c.m. Nulla è impossibile a Dio!
    Speravo di poter fare di più, da anni ormai, sia per Voi che, in MC, per gli Universitari anche di CL et http://www.universitas2000.org in te e, con Francesco, in ogni sito che vi sia di comunanza.
    Per Alone sas ecc. spero in note pie e di ascolto che, pure per mamma Cornado, sia!
    Mandi e di cur ogni ben. (cur:cuore in fvg)

    1. Franca ripeteva spesso che se uno non può fare nulla può almeno pregare. Pregare, offrire le proprie sofferenze, grandi o piccole che siano, talvolta è più meritevole di chi fa e che magari solo in Paradiso capirà che dietro il suo fare, tante anime hanno pregato e offerto le loro per lui. Non è un caso che Papa Fracnesco chiede sempre a tutti di pregare per lui. Coraggio dunque non abbatterti mai, prega e confida in Dio che moltiplica il valore delle nostre preghiere e quando ci da il privilegio di essere chiamati alla vigna, del nostro lavoro.

  2. Chiedo cortesemente informazioni sull’ Oasi Betania, chi si occupa della struttura? C’è ancora sr Annamaria oppure si deve fare riferimento a qcun altro? Grazie per le informazioni che mi potrà dare.

  3. Caro Claudio,
    Bonarges è sicuramente un buon libro, ma alla gente serve il risveglio, l’argomento del risveglio spirituale deve essere individuale, perché come si sà la Chiesa ha fallito essendo espressione di potere ha precluso “certi insegnamenti” che erano noti già primi della fondazione della Chiesa cattolica apostolica romana. I rotoli di Nagammati, di cui la stessa ne misconosce la propria importanza avallando i testi canonici, la dice lunga. Le masse “devono essere gregge sottomesso ad una religione”, non ad una “spiritualità” che porterebbe all’illuminazione ed al risveglio come dicevo.
    Gesù personalmente io lo vedo come un uomo, un illuminato, uno che frequentava il circolo degli Esseni, e che ha potuto apprendere certe conoscenze e usarle e soprattutto guidare i suoi devoti e compiere miracoli, la storiografia Cattolica lo ha descritto come “Dio fatto uomo” (vedasi il Credo). Ovviamente non è mia intenzione di fare un esegesi, questo è ciò che credo.
    Ciao Claudio

    1. Alla fine degli anni duemila, non c’era facebook ma i newsgroup, un’area tematica comune dove si inviavano delle mail che tutti i membri del gruppo potevano leggere. C’è ne erano due in particolare che frequentava it.cultura.cattolica e it.cultura.religioni ed ho avuto tante discussioni con persone che esponevano le tue idee, alle quali però mancavano fondamenti storici e scientifici. Una volta fu fatto uno scherzo molto significativo ad uno di questi, dandogli la notizia del ritrovamento delle ossa di Gesù o del codice Q non ricordo bene, abboccò come un pesce, perché abituato ad andare dietro le cose senza verificarle. Io sinceramente mi sono stancato di fare discussioni del genere, ammetto la mia di fede, in Gesù vero uomo e vero Dio, una fede che però affonda le sue radici sul razionale, sulla storia. Lo gnosticismo che ha elaborato i vangeli anche in tempi relativamente vicini alla sua venuta sulla terra, aliena la cultura ebraica dove i vangeli, cosiddetti canonici, sono radicati. Vangeli che hanno conservato numerose contraddizioni che paradossalmente confermano la fedeltà al testo che non è stato ripulito in modo che i racconti combaciassero alla lettera.

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