Armonizzare l'atmosfera

Saxum ovvero la pietra dell’Opus Dei Don Alvaro del Portillo

Saxum ovvero la pietra dell’Opus Dei Don Alvaro del Portillo

Saxum
Saxum. L’immagine tratta dal sito http://www.it.josemariaescriva.info/ ricorda la visita e la preghiera del Papa San Giovanni Paolo Secondo davanti alle spoglie mortali di Don Alvaro a Villa Tevere.

Saxum

Il 27 Settembre 2014, è il giorno della beatificazione del servo di Dio Alvaro del Portillo, un uomo che non ebbe solo grande influenza all’interno dell’0pera fondata da mons. Escrivà, l’Opus Dei, ma anche nel cammino della chiesa universale per il suo nascosto ed efficace lavoro nell’ambito del Concilio Vaticano Secondo.

Ben consapevole di quello che avrebbe significato il Concilio per il futuro cammino della chiesa,  s’impegno a fondo nel lavoro delle commissioni conciliari e l’impronta del suo lavoro si vede tutta nel documento forse più rivoluzionario del Concilio stesso, l’APOSTOLICAM ACTUOSITATEM, il decreto sull’apostolato dei laici, che segnò la fine di una visione piuttosto miope del Cattolicesimo e del Paradiso Cristiano, che lo vedeva popolato da papi, vescovi, sacerdoti, frati, suore e raramente molto raramente da qualche fedele laico.

Per trovare qualche laico tra i santi canonizzati dalla Chiesa, bisognava ricercare tra i primi santi e martiri cristiani, giusto Santa Monica faceva eccezione, ma perché la madre del più famoso Sant’Agostino, vescovo ed estensore di una regola molto seguita durante tutto il medioevo (Sant’Antonio da Padova e Martin Lutero furono monaci agostiniani) e ancora ben presente nell’epoca moderna … 

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Cristo vestito sulla Croce di legno a San Sepolcro

Cristo vestito sulla Croce di legno 

Cristo vestito

San Sepolcro, è una ridente cittadina posta al confine tra Umbria, Toscana ed Emilia, ed è nota in tutto il mondo per i capolavori dell’arte che essa custodisce gelosa.

Tra questi capolavori la Resurrezione di Piero della Francesca, realizzata nel periodo in cui Piero della Francesca fu costretto a rispettare un contratto, con la minaccia di uccidere un suo stretto parente, che lo impegnò a realizzare il famoso polittico della Misericordia per il quale la confraternità della Misericordia aveva pagato a caro prezzo senza vedere per lungo tempo realizzare la sua commissione.   

La resurrezione di Piero della Francesca fu l’unica resurrezione al mondo che resuscitò in se stessa, realizzata infatti nella antica sala dove si trova oggi la sede del museo civico, fu ricoperta di calce per poi venire alla luce in tempi più recenti.  

L’opera corse il rischio di avere una seconda e definitiva morte, essendo stata, San Sepolcro, inclusa, durante la seconda guerra mondiale, tra gli obbiettivi da bombardare pesantemente da parte degli alleati, in guerra contro i tedeschi che si ritiravano verso il nord dell’Italia lasciando molto lentamente la nostra penisola. 

Per una provvidenziale circostanza di fatti, la conoscenza da parte del capitano Anthony Clarke di uno scritto che tesseva le lodi dell’affresco, San Sepolcro e la sua opera d’arte furono risparmiati dai bombardamenti e sono ancora lì ….

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De Profundis Dagli abissi ho gridato a te Adonai

De Profundis Dagli abissi ho gridato a te Adonai

De Profundis

Consiglio di leggere questo salmo 129 (130) ascoltando la musica d’organo che ho preso da You Tube e linkato nella pagina qui sotto. 

E’ un brano che aiuta a comprendere il senso profondo del De Profundis, un po’ sminuito dal fatto che il De Profundis è il salmo che si recita per i defunti.

La vita è una morte continua anzi più che una morte continua è una resurrezione continua, in attesa dell’incontro con chi ci redimerà definitivamente dalle nostre colpe o del sollevamento.

Riuscire a gridare ad Adonai dai nostri abissi, dal più profondo di noi,  questo insegna il De Profundis, questo fece Gesù, il migliore cantore dei salmi di sempre, questo deve fare ciascuno di noi nella sua quotidianità …

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Terni Acciaiamente Magica, aspettando il verde al semaforo di Viale Brin

Terni Acciaiamente Magica, aspettando il verde al semaforo di Viale Brin

Terni Acciaiamente Magica
Terni Acciamente Magica, il semaforo di Viale Brin mentre la luna sorge dietro el colline di Pentima.

Terni Acciamente Magica Sul monte di Pentima, sorge puntuale la luna, sora luna, che esce come una moneta argentata dall’acqua e distrae l’attenzione dal rosso che prolunga il mio tempo di attesa per il ritorno a casa e mi immerge in un sogno-realtà, in un mare di ricordi e di esperienze.

Mentre sfrecciano le auto e le storie ignote di molti,  i miei pensieri si fermano sui luoghi del lungo viale che si intravedono da quell’incrocio tra lo stesso Viale Brin con Viale Breda e via della Pineta Centurini.  

Sulla destra la Fabbrica d’Armi, che di armi non ne produce più da tempo, ne ripara qualcuna, prolungando l’agonia di un palazzo monumentale e del suo Canale Nerino, luoghi pieni di storia, che pare non interessino più a nessuno. Sono solo un costo, che nessuno riesce a trasformare in risorsa, un costo che prima o poi verrà tagliato, un vero peccato, ma senza idee e voglia di fare, custodire la memoria è solo una voce di spesa …

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Mistico Torchio e storie di fede in un angolo della verde Umbria

Mistico Torchio e storie di fede in un angolo della verde Umbria

Mistico Torchio: Suor Maria Lanceata sepolta nel monastero della Clarisse di MontcastriliMistico Torchio

L’orario, le 21 dopo cena, non era accattivante e il luogo Montecastrilli, non proprio vicino, anche se non molto distante da Terni, ma la conferenza del prof. Sergio Bini, preceduta da una dotta relazione storica del prof, Giuseppe Maccaglia, su Suor Maria Lanceata non era proprio da perdere.    

E così ieri sera sono andato, vincendo la pigrizia sopraggiunta dopo una giornata davvero stancante in cui tra l’altro, insieme ai colleghi dell’Ast in assemblea ci siamo interrogati sul dopo Mise, scoprendo che il mese di tempo concessoci dalla controparte per discutere le sorti del sito, finisce proprio il 4 Ottobre che è la festa di San Francesco, e che a quanto pare dall’alto ci sta dando una grossa mano anche mediante il papa che porta il suo nome.  

Attraverso le parole di Sergio Bini, ho scoperto la storia di una mistica Umbra, suor Maria Lanceata Morelli, che tanto somiglia  a quella di altre mistiche umbre sue contemporanee, come Santa Veronica Giuliani, ma anche alla più famosa Teresa D’Avila con la quale ha condiviso diverse  esperienze mistiche come quella della Trasberverazionenella santa umbra ancora più evidente dato che si trattò di una lancia che arrivò a rompergli delle costole: Nomen omen …

Sergio Bini ha parlato della clarissa santa come di una persona di casa, di famiglia, con la quale si è incontrata attraverso il racconto di un sacerdote e la testimonianza delle suore che dopo tante vicissitudini storiche ( il monastero delle clarisse ha subito l’angheria di ben due soppressioni dei beni che hanno costretto agli stenti e alla fame le sue fedeli monache)  sono ancora lì a servire il prossimo con la preghiera, la testimonianza di una vita comunitaria e l’ospitalità che attraverso le inferriate danno a tutti coloro che vanno a chiedere preghiere e consigli o semplicemente hanno piacere di coltivare l’amicizia di chi isolandosi dal mondo, non disprezza il mondo ma la mondanità, e le vicende del mondo segue con costante attenzione, pregando continuamente per tutte le intenzioni del papa e dei fedeli.

Sergio Bini si lamenta giustamente che la serva di Dio, per la cui intercessione sono stati fatti centinaia di miracoli non è stata ancora riconosciuta ‘beata‘ dalla Chiesa, ma con papa Francesco c’è da aspettarsi di tutto, magari una semplice lettera  scritta con il cuore dalle suore e dai fedeli di Montecastrilli, benedetta dal vescovo di Orvieto  e condivisa della rete, al papa Francesco, può fare quello che in tanti anni non è stato fatto … 

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