Armonizzare l'atmosfera

Donnicidio un male che può finire se …

Donnicidio un male che può finire se …

Donnicidio santa caterina di Alessandria
Donnicidio l’immagine di Santa Caterina di Alessandria nella chiesa di San Salvatore detta del Tempio a Terni

Donnicidio

Lo chiamano tutti femminicidio, quel fenomeno non solo nostrale che vede la donna vittima di un uomo che in qualche modo è entrato nella sua vita, come marito, fidanzato, convivente o altro e in certi casi non è nemmeno entrato ne è solo venuto a contatto magari una volta sola, quella fatale.

In questo mio voglio chiamarlo donnicidio perché prima di essere femmina, che non è un aggettivo negativo anzi, ma che connota quella parte più ‘animale’ di noi, la donna è donna, è qualcosa di più di quello che la pubblicità, i media ci mostrano,  talvolta oggettivizzando il corpo al mero scopo di vendere una merce ad esso collegato.

Voglio raccontare un fattarello che mi capitò in treno, in Toscana, tanti anni fa, troppi forse, quando ero un giovane studente universitario e mi piaceva ogni tanto andare in giro per l’Italia.

Mi trovavo in treno dalle parti di Pisa, in uno di quei treni che non si vedono più con gli scomparti a sei, quasi vuoto ma ad ora di pranzo, improvvisamente si riempe di studenti pendolari.  

Sul mio scomparto entrano un ragazzo e una ragazza, questa mora, con dei capelli lunghi neri, che erano diventato oggetto di sfottò del suo compagno di viaggio, che continuamente gli ripeteva, che a causa dei capelli, sembrava una siciliana.  

Taccio per un buon quarto d’ora, dopo un po’, prendo la parola e mi rivolgo al ‘bischero’ ma con un tono molto gentile e gli dico, ‘guarda che sono siciliano’.  

Il ragazzo, che evidentemente non aveva una buona opinione dei siciliani, chissà forse aveva visto qualche film tipo ‘il padrino’, impallidì di colpo e aspettandosi qualche cazzotto, balbettò: ‘mi riferivo alle donne siciliane’.

Perché, come ho tralasciato di dire, oltre a dirle che era siciliana delle siciliane diceva il peggio possibile … 

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Mare mostrum o mare nostrum, pietismo o pietà?

Mare mostrum o mare nostrum, pietismo o pietà?

Mare mostrum Europa Fritta
Mare mostrum  l’Europa ci ha ignorato, continuerà a farlo?

Mare mostrum

Pubblico quasi integralmente, anche se non le condivido, le riflessioni del generale Aldebrano Micheli sull’operazione “Mare Nostrum“, sperando di suscitare un dibattito  sulle prospettive,  anche etiche, in considerazione del fatto che ‘l’eccesso di bene, il meglio, rischia di fare più danno del bene stesso.  

Il sapere che ci sono navi della marina militare italiana che non solo accolgono ma cercano i barconi dei disperati, ha invogliato più persone a cercare l’avventura in mare con la speranza di arrivare in quel paradiso chiamato Europa?

Creando nei fatti, oltre che costi e disagi per gli Italiani, più morti nel mar mostrum tra gli immigrati stessi? Senza considerare quelli che non arrivano perché ridotti in schiavitù, uccisi o morti per strada di cui nessuno conosce il numero.

Che gli immigrati siano potenziali terroristi poi e che siano tutti musulmani è tutto da dimostrare, certo è che il fuoco di guerra accesso nel Mar Mostrum dal Nord Iraq alla Libia, e i numerosi focolai di guerra, di terrore e fame presenti in tutta l’Africa rende questo flusso di persone continuo e la fine dell’operazione mar nostrum probabilmente non le diminuirà. 

Di fronte ad un problema così drammatico l’Europa pare smetterà di lasciarci friggere nel nostro brodo anche se  un mar nostrum by Frontex  forse non cambierà di molto le cose. 

Claudio Pace Terni 26 Agosto 2014 sul Mar Mostrum

 Seguono le riflessioni del Generale Aldebrano Micheli   ….

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Giona profeta apocalissi e distruzioni, un segno dei tempi?

Giona profeta apocalissi e distruzione un segno dei tempi?

Giona Profeta
Giona Profeta raffigurato così nella cappella sistina

Giona Profeta

Se c’è un libro nella Bibbia che da il senso dell’umorismo di  Dio, questo è il libro del profeta Giona,   un libro che, confesso, da giovane padre mi piaceva leggere ai miei figli, quando erano piccoli, anche per farli addormentare.

E’ una storia semplice e affascinante, parabola della vita di ogni uomo che illudendosi di allontanarsi da Dio si ritrova nel pericolo e si riavvicina e rinsavendo si decide a fare finalmente quello che Dio gli chiede,anche se gli costa.

Giona infatti conscio del pericolo di essere malmenato o ucciso, perché spesso questa è la sorte dei profeti che predicano la Parola di Dio e la conversione e non quello che la gente si vuole sentire dire,   scappa verso Tarsis il porto più lontano del Mediterraneo allora conosciuto, ma invano.  

Una tempesta impedisce alla nave di proseguire la sua navigazione e solo buttando a mare il profeta fuggiasco, cosa che i marinai non vogliono nemmeno  fare temendo di attirarsi la maledizione di Dio, la tempesta cessa, la nave prosegue il suo cammino, e Giona viene salvato attraverso un pesce nelle cui viscere rimane per tre giorni e tre notti.

E’ il Segno di Giona, quello che nel racconto evangelico il rabbì Gesù attribuisce a se stesso, dove il ruolo delle viscere del pesce, del ventre del pesce è sostituito dalla ‘Sua Tomba Nuova‘ che rimane vuota e diventa essa stesso segno della sua nuova identità, di un destino diverso dell’uomo e di una nuova navigazione di una nuova barca di quelli che al segno di Giona credono …

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Marò pride il generale Aldebrano Micheli scrive …

Marò pride il generale Aldebrano Micheli scrive …

Marò PrideMarò pride

Ricevo e volentieri pubblico questa lettera, sfogo del generale Aldebrano Micheli, fisico nucleare ed esperto di armi, sulla vicenda dei Marò che vi prego di fare girare invitando nel contempo il governo Renzi e i suoi ministri a fare ogni sforzo, anche in virtù del suo presiedere il semestre europeo,  per chiudere questa triste vicenda nel più breve tempo possibile, con la stessa solerzia con cui pretende dal parlamento l’approvazione delle leggi e delle riforme. 

Claudio Pace Terni 20 Agosto 2014 su Marò Pride

A seguire il testo della lettera sui marò …

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Giornalista americano sgozzato e dato in pasto ai media

Giornalista americano sgozzato e dato in pasto ai media

Giornalista americano sgozzato
Giornalista americano sgozzato

Il giornalista americano sgozzato e dato in pasto su you tube e sui media di tutto il mondo è l’ultima immagine di quella che papa Francesco chiama già la terza guerra mondiale e le cui conseguenze hanno cominciato a sentire le popolazioni del Medio Oriente, dal dopo secondo guerra mondiale in poi uno dei punti più caldi del mondo.

Mi ha colpito la frase di un cronista radio che ho ascoltato per caso e che adesso chiama terroristiche le truppe ribelli del nord della Siria che prima l’occidente appoggiava e che adesso finalmente, forse, ha capito che costituiscono un grave pericolo per tutto il mondo.

Nel servizio sosteneva che i terroristi avrebbero preso il sopravvento sui rivoltosi della prima ora che invece erano i liberatori. C’è stato questo passaggio o è un espediente giornalistico per giustificare il vento cambiato? …

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