Armonizzare l'atmosfera

Misteriosa donna vestita di nero al Metrò della stazione Termini

Misteriosa donna vestita di nero al Metrò della stazione Termini

misteriosa donna vestita di nero
Misteriosa donna vestita di nero

La misteriosa donna vestita di nero, che si vede nell’ immagine, era  ferma al metrò della  stazione Termini, lo scorso 15 Luglio verso le 10.40.

Avvistata mentre mi recavo al convegno del Cirps della Sapienza di Roma sul LENR, dopo una mattinata iniziata male, di ordinaria sfortuna, tipica di chi usa i trasporti ferroviari locali.

Il convegno iniziava alle ore 10.30 ed ho deciso quindi di prendere il treno delle 9.02 che  arriva alle 9.56 a Roma Termini.

Un  treno IC che costa sedici euro in seconda, più del doppio della tariffa per la tratta Roma Termini-Terni che è di sei euro e ottanta e che è partito con venticinque minuti di ritardo per poi arrivare con mezz’ora di ritardo e, colmo dei colmi, si è fermato al primo binario est,  oltre cioè il termine di tutti i binari della stazione Termini.

Un percorso dal binario est alla stazione  da fare tutto a piedi e con questo caldo non è certo un utile esercizio. Sedici euro per fermarsi al binario est, con mezz’ora di ritardo  che vergogna di servizio pubblico!

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Ritardo treni viaggiatreno – La sfortuna del viaggiatore

Ritardo treni viaggiatreno – La sfortuna del viaggiatore

ritardo treni viaggiatreno
ritardo treni viaggiatreno

Ritardo treni viaggiatreno : ci sono treni che nascono sfortunati, o, meglio, sono i viaggiatori che li usano ad essere sfortunati. Ad esempio tutte le mattine guardando il tabellone luminoso della stazione Tiburtina non posso fare a meno di notare che il treno per Torino PN (un Intercity , il 794 per l’esattezza) proveniente da Salerno ha un ritardo variabile tra i 20 e i 45 minuti. Oggi, ma è l’eccezione che conferma la regola, non c’era nessun ritardo e lo sottolineo con stupore. Molti altri treni sono costanti nel loro ritardo, e si tratta spesso di InterCity.

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ALBERTO FREDDI LO RICORDO COSÌ

ALBERTO FREDDI LO RICORDO COSÌ

Alberto Freddi e Pace Claudio dopo la conferenza su Libero Liberati
Alberto Freddi con il sottoscritto Pace Claudio dopo la sua conferenza su Libero Liberati

Alberto Freddi per me è la storia di una amicizia nata durante la campagna elettorale del 2009, in cui era presente sebbene non candidato né a sindaco e nemmeno a consigliere.

Ebbi modo di conoscere e ascoltare una persona, dai modi e dai toni gentili che dimostrava però di avere esperienza, capacità di capire i problemi e volontà di fare come e meglio dei giovanotti.

Educazione, Bon Ton, l’unica volta che l’ho visto un po’ arrabbiato è stato in un confronto dialettico a palazzo Gazzoli, con un giornalista locale, che gli aveva contestato le sue idee sulla sanità ternana. 

La sanità ternana che lui voleva come una sanità amica e non burocratica, era il suo cavallo di battaglia politico, sebbene negli ultimi tempi, in lotta contro il male che lo ha portato alla prematura scomparsa, non era proprio sceso in campo nell’arena preferendo stare dalla parte della gente con un comitato per la buona sanità mediante il quale cercava di stimolare politici e mondo medico ad interessarsi  per le sue idee per Terni. Idee, che non erano quelle di un vecchio e presuntuoso anziano, ma di uno che vedeva prima degli altri le cose che non vuole vadano a finire male per il proprio territorio …

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Sensi unici mancanti e l’incrocio di viale Brin rimane pericoloso

Sensi unici mancanti e l'incrocio di viale Brin rimane pericoloso
Sensi unici mancanti e l’incrocio di viale Brin rimane pericoloso

Sensi unici mancanti e l’incrocio di viale Brin rimane pericoloso

Sensi unici nella zona di viale Brin? Ormai è un rito da compiere, all’incrocio tra viale Brin e viale Breda e viale della Pineta Centurini, quello dell’incidente dovuto allo scatto asincrono dei semafori di due lati quello da Viale Brin verso la Valnerina e quello per chi  proviene dalla pineta centurini.  

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RICERCA LENR ITALIANA MUORE? Clamoroso annuncio alla Sapienza di Roma

RICERCA LENR  ITALIANA MUORE? Clamoroso annuncio alla Sapienza di Roma

RICERCA LENR al  CIRPS: doveva essere la giornata dello sdoganamento della ricerca sulla fusione fredda alla Sapienza di Roma, una giornata, fortemente voluta da Massimo Scalia,  per mettere a confronto diverse scuole di pensiero, compresa quella degli scettici, sull’argomento ancora da molti considerato borderline del Low Energy Nuclear Reactions (LENR conosciuto dai più come quello della fusione fredda, in inglese Cold Fusion) e invece, come un fulmine a ciel sereno, è venuto fuori l’annuncio clamoroso che il prof. Francesco Celani,  uno dei massimi esponenti internazionali nel campo della ricerca LENR, ha ricevuto l’ordine di chiudere il suo laboratorio all’INFN di Frascati, costato anni e anni di sacrifici e di duro lavoro suo e del suo team che senza disporre di grandi risorse finanziarie che altri laboratori in altre parti del mondo hanno avuto ed hanno, ha ottenuto risultati importanti e forse un po’ troppo popolari. Celani, che oggi ha illustrato i risultati della Ricerca Lenr da lui condotta, (che spero nei prossimi giorni di farvi vedere in video insieme ad altre relazioni che con un amico presente in sala abbiamo ripreso  con mezzi non professionali) utilizzando nel suo esperimento un filo di  Costantana. Un esperimento in real time nel più completo spirito di condivisione (Open Science) con tanti commentatori in rete che hanno dato suggerimenti molto importanti (uno costato ben quattro mesi al team circa un sospetto ruolo dell’idrogeno nell’emissione di energia che alla luce delle verifiche è risultato ininfluente) e che infine è stato ripreso dalla Technova e riprodotto in Giappone con misure tanto più costose quanto più accurate. Anche Ubaldo Mastromatteo (ternano di adozione) che lavora per la Stmicroelectronics ha utilizzato la Costantana e ha ottenuto risultati molto importanti e che ha documentato ampiamente con grafici e dati che lasciano pochi dubbi.   E non è che il convegno al Cirps sia stato solo una esaltazione autoreferenziale del LENR! Una relazione, di Sergio Bartalucci, tanto dura quanto gradita ne ha messo in evidenza tutte le criticità scientifiche: manca un quadro preciso teorico di riferimento, manca accuratezza nelle misure e ci sono difficoltà ad usare tecniche analoghe tra un esperimento ed un altro e a coordinare i vari team di ricerca che in varie parti del mondo  fanno ricerca LENR per capire come si possa trasmutare la materia in energia nel più pieno rispetto dell’ambiente e dell’uomo. Corpose e interessanti relazioni sono state fatte da un ricercatore INFN  di Perugia, Yogenda Srivastava e un noto fisico teorico americano,  Allan Widom, che ha avuto parole di elogio per il nostro Carpinteri, e che hanno dimostrato come il LENR è un fenomeno già presente in natura (fulmini, terremoti) e ai quali al termine del convegno mi sono permesso di chiedere se si può parlare di evoluzione della materia, sentendomi rispondere che nel corso delle diverse ere geologiche può esserci stata questa evoluzione con una terra primordiale molto diversa da oggi dal punto di vista della presenza e percentuale di presenza dei diversi materiali che oggi conosciamo. In ultimo le conclusioni di Vincenzo Valenzi, dai modi rudi ma dal linguaggio efficace e concreto, che si è fatto carico di far giungere alle istituzioni un appello a non chiudere il laboratorio di Ricerca Lern di Frascati e un invito a Celani di lavorare insieme con il gruppo di Yogenda. Se purtroppo chiudesse veramente il suo laboratorio di Ricerca Lenr a Frascati (speriamo no!) l’Umbria potrebbe essere un nuovo ospite ideale del laboratorio e di queste incontro tra ricercatori nucleari. E nell’Umbria,  Terni, che oltre all’università di ingegneria, balzata all’onore delle cronache per le sue start up in grado di collaborare ai lanci di satelliti nasa, ha un centro di ricerca, il  CSM, che ha tanta esperienza e dimestichezza con il linguaggio della ricerca sui materiali e che potrebbe mettere il suo Know How a disposizione della causa della ricerca lenr. Ricerca Lenr, pura ed applicata, in grado riportare felicemente a Terni quel connubio industria-energia che fu all’origine della sua fabbrica più famosa che un tempo si chiamava e non per caso,   Terni Società per l’Industria e l’Elettricità S.p.A.  Cercasi sponsor e volontà politica di fare cose del genere,  magari nel quadro di quei finanziamenti Europa 2014 che il commissario Tajani, proprio qui a Terni,  ha invitato ad attrezzarsi per chiedere. Claudio Pace Terni 16 07 2013 Blogger PlayList

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