Armonizzare l'atmosfera

Quarto Convegno Assisi Nel Vento Boanarges 15-17 Maggio 2020

Quarto Convegno Assisi nel vento

Il calendario liturgico romano mette la festa di San Giovanni Evangelista nel bel mezzo del Tempo Liturgico del Natale,

dopo la festa del Natale e quella del primo martire, il diacono Stefano, cosa che forse non favorisce molto il ricordo dell’apostolo adolescente,

che sotto la croce ebbe il dono di ‘prendere tra le sue cose‘ la Madre di Gesù e che secondo la tradizione muore molto anziano nell’isola di Patmos.

Nel quarto Vangelo Giovanni pur non nominandosi mai si riconosce nella figura del discepolo prediletto da Gesù,

Gesù che più volte viene identificato con la terza parte del nome di Dio nel Roveto ‘Io Sono’!

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Infinito di Leopardi L’ermeneutica della voce del vento che stormisce tra le piante

Infinito di Leopardi L’ermeneutica della voce del vento che stormisce tra le piante

Infinito di Leopardi

Infinità o immensità

Questa mattina lo ‘stormire del vento’ mi ha svegliato un po’ più presto del solito,

e mi ha riportato alla mente la poesia dell’Infinito di Leopardi che dovrebbe avere duecento anni

e invece sembra scritta proprio ieri per quanto è profondamente semplice ed attuale.

Il pensiero mi è corso alla visita che facemmo la family Pace a Casa Leopardi a Recanati diversi anni fa

quando i figli erano ancora piccoli, scoprendo la figura del babbo di Leopardi, un uomo di grande cultura,

così diversa da quella di padre tiranno, catto-reazionario che il mito risorgimentale ha creato di lui per giustificare quella

immagine distorta del Leopardi malato e sfigato che sfogava le sue frustrazioni scrivendo belle poesie.

Ma anche a quella settimana di estate trascorsa a Visso, il paese così provato dal recente terremoto,

diventato per caso l’erede di alcuni manoscritti di Leopardi, tra i quali la poesia dell’Infinito

con una piccola ma fondamentale correzione, forse provvisoria, ‘Infinità’ al posto di ‘Immensità’.

Provate a leggerla con questo termine ‘infinità’, una eco dell’infinito silenzio che porta Giacomo e ciascun lettore

ad avere la possibilità di cogliere il vivere nell’immensità o nell’infinità,

che non è affatto silente ma ha la ‘voce del vento’.

Solo facendo un silenzio totale, infinito, un vuoto totale nella propria mente, nel proprio cuore,

come faceva Santa Teresa d’Avila quando praticava la sua orazione mentale.

si riesce a vincere quella paura, quell’angoscia,

tanto simile a quella che si proverà prima di morire per raggiungere la propria trascendenza

o che sentiamo quando le persone che amiamo e che abbiamo amato non sono più in mezzo a noi.

Il Testo con la correzione vissana

Infinito

«Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quïete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Infinità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.»

E se non vi sentite di leggerla e rileggerla in silenzio può essere utile

usare questa musica di Roberto Lupi “Armonie del pianeta Saturno”

che la Rai di una volta usava per chiudere le sue trasmissioni.

Lo stormire del vento

Piaccia o meno, ma lo stormire del vento porta dritto dritto nel cuore del Vangelo

che Leopardi certamente conosceva bene essendo vissuto in una famiglia ‘cattolica’,

a quel colloquio tra il Rabbi Nicodemo e il Rabbi misterioso che viene dalla Galilea

e che compie segni che nessun altro Rabbi che non sia il Messia atteso da Israele poteva compiere:

“Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”(Gv 3,8).

E il naufragar mi è dolce in questo mare

Sarà un caso ma sempre nello stesso Vangelo di Giovanni qualche pagina dopo il colloquio sul vento

si leggono queste parole (Gv 6,15-20) cosi intrise di solitudine, angoscia, paura, ma …

[15] Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo.
[16] Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare
[17] e, saliti in una barca, si avviarono verso l’altra riva in direzione di Cafarnao. Era ormai buio, e Gesù non era ancora venuto da loro.
[18] Il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.
[19] Dopo aver remato circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura.
[20] Ma egli disse loro: “Io Sono, non temete”.

Forse è proprio il presentimento della manifestazione dell’Io_Sono nel mare agitato dal forte vento, che rende piacevole il naufragio!

Claudio Pace 21 3 2019

Secondo Convegno Assisi nel Vento Ieri Oggi e alla fine dei tempi Io Sono!

Secondo Convegno Assisi nel Vento Ieri Oggi e alla fine dei tempi Io Sono!

Secondo Convegno Assisi nel Vento (Vento dello Spirito, venti nuovi nelle scienze del creato)

“Ieri, oggi e alla fine dei tempi: IO SONO! Io Sono la Pietralo Spirito e il Fuoco

QUI  l’evento pubblicato nel gruppo Assisi Nel Vento di Facebook

Playlist

Ringraziamenti

Vorrei ringraziare sperando di non dimenticare nessuno.

Intanto la Santissima Trinità Dio, la Madre di Dio ‘Piena di Grazia’

( a cui abbiamo chiesto di dare l’avvio dei lavori offrendogli le nostre mani),

gli angeli e i santi, che spero abbiano gradito la nostra intenzione di fare conoscere meglio i segreti del Nome Divino, Io Sono,

l’esperienza del cammino di Santiago e quella desiderata del cammino del Nome, il valore della profezia e dei profeti oggi

(Dio non fa nulla senza averlo rivelato prima ai suoi servi i profeti ci ricordava Padre Flavio Ubodi citando Amos),

l’importanza di padre Pio per ricominciare un cammino di fede e di scienza messa davvero a servizio dell’uomo.

Scienza

Ma anche che abbiano gradito il desiderio di studiare i segreti del natura facendo esperimenti sulla materia,

o applicando la statistica per capire le eventuali correlazioni tra le posizioni degli astri e i sismi

o gli algoritmi matematici per diminuire i parametri e le variabili nella ricerca dell’errore,

riscoprendo gli insegnamenti di don Borghi sugli ultimi tempi

o dando una chiave di lettura nuova e pneumatologica alla famosa icona della Trinità di Rublev.

Ringraziamenti personali a …

Dunque grazie a Frate Angelo, Francesco Bindella, Flavio Ubodi, Stefano Calandra, Giovanni Cherubini,

William Collis,  Ubaldo Mastromatteo, Fabio Cardone

e a Elisabetta Castana e don Filippo di Giacomo che ci hanno spiegato il perché bisogna ricominciare da Padre Pio.

Poi ringraziamenti a tutti coloro che mettendo da parte i loro impegni hanno voluto trascorrere questi giorni con noi per tutto il convegno o solo per una parte,

e a tutti quelli che ci hanno ospitato la moderna struttura della Domus Laetitiae:

Dal padre provinciale dei cappuccini a tutto il personale della struttura

(proprio tutto, da chi ci ha accolto alla reception, a chi ci ha preparato i pasti o ha fatto le pulizie delle camere, etc.)

e quelli che non potendo venire per ragioni di salute o per altri impedimenti hanno pregato per noi

( come le suore domenicane di Cagli e alcuni amici di Pantelleria e della province di Pavia, Brescia, Milano, Ancona e Udine)

o comunque ci hanno pensato e hanno fatto girare la notizia sui social o sui siti web di loro gestione.

San Francesco

Ringraziamenti per i frati di San Francesco

che ci hanno riservato la cripta del santo per celebrare la Santa Messa del sabato mattina alle 8

in uno dei luoghi più sacri al mondo dove la preghiera prima è per la pace del mondo e per papa Francesco,

Preghiera a San Francesco che in un certo senso è il papa dei carismatici

e di tutti coloro che in diversi modo e in diverse circostanze cercano la verità

e amano la natura per quella che veramente è creato.

Creato da amare e da rispettare perché si è ospiti,

come ci ricordava una terziaria francescana, Franca Cornado,

che spiegava cosi il significato pasquale della parola Creato:

Cristo Risorge E  Ancora Ti Ospita!

Sia Laudato padre Pio che ha imitato Lui perfettamente

Ultimo ma non ultimi ringraziamenti per il bravissimo coro

St. Francis del Santuario Cappuccino del Divino Amore di Gualdo Tadino,

diretti dai coniugi e maestri Sophia e Daniele Lenti, che ha animato la Santa Messa della domenica alla Domus Latitiae

e lo speciale Padre Pio nella sala San Francesco con i canti e la recita del cantico di frate sole

e che con la loro presenza ha dato ancor più gioia all’ambiente familiare che si è creato nei giorni del convegno.

 

Locandina del Convegno

Locandina dello Speciale Su San Padre Pio

Clicca Qui per il link con i filmati e il materiale  convegno dell’anno precedente, dal titolo e sottotitolo:

“Dal sole di Fatima al vento di Assisi, Assisi nel Vento, vento dello spirito, vento nuovo nelle scienze del creato”.

Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della nascita in cielo di Padre Pio, un evento che da continuità

a quello  celebrato l’anno in occasione del centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima.

Padre Pio aveva infatti una devozione assai particolare per la Madonna di Fatima da cui ebbe una grazie speciale:

Invitati a partecipare in qualità di relatori, moderatori o per dare una semplice testimonianza:

Frate Alviero Niccacci (*), Frate Angelo Gatto, Flavio UbodiElisabetta Castana, Carlo Piccioli, Giovanni Cherubini, Francesco Bindella, Ubaldo Mastromatteo Stefano Calandra W.J.F.M. Collis

(* 4 agosto) Frate Alviero Niccacci è morto ieri sera tre Agosto a Perugia all’età di 78 anni ci uniamo nel cordoglio e nella preghiera ai frati minori di Assisi e di Gerusalemme, ai parenti, ai tanti figli spirituali e amici che lo ricordano con tanto affetto.

Relazioni e testimonianze (titoli provvisori)

Frate Angelo Gatto        Ieri, oggi e sempre Io Sono – Appunti per un cammino di fede

Francesco Bindella        Io Sono Il nome di Dio nel Roveto Ardente, dal cammino di Santiago alla fondazione giovannea.

Frate Flavio Ubodi        Il profetismo nella Chiesa oggi

Carlo Piccioli                   La Via del Nome

Claudio Pace                   Ipotesi per una lettura pneumatologica della Trinità di Rublev

Ubaldo Mastromatteo  Don Carlo Borghi fisico e metafisico prospettive escatologiche e visione del cubo della Gerusalemme Celeste nell’opera postuma: “La vita Eterna, il mistero delle cose ultime”

Giovanni Cherubini       Testimonianza di un fisico, pittore e poeta

W.F.J.M Collis                L’Idrogeno nei metalli nella materia condensata

Stefano Calandra           Teoria gravitazionale per la previsione dei sismi

Download (PDF, Sconosciuto)

Orario di massima

Arrivo ore 15 di Venerdì 21 Settembre. partenza ore 18 di Domenica 23 Settembre.

Venerdì 21 Settembre Sabato 22 Settembre Domenica 23 Settembre
Ore 15.00 Accoglienza Partecipanti Ore 7.30 Santa Messa
Ore 15:30 Gruppi di lavoro: Ore 9.30 Relazioni e Testimonianze Ore 9.30 Conclusioni
  • Spiritualità
  • Scienza
 

Ore 12.45 Pranzo

 

Ore 11.00 Santa Messa
Ore 18:30 Santa Messa Ore 16.00 Relazioni e Testimonianze Ore 12.45 Pranzo
Ore 19.30 Cena Ore 19.30 Cena  Ore 15.30 Speciale ‘Padre Pio’

Le prenotazioni ( fino a loro esaurimento in alternativa … )

per le camere della Domus Laetitiae tramite telefono o mail vedi sito

http://www.domuslaetitiaeassisi.it/index.php/it/

Claudio Pace Terni 5 Marzo 2018
Secondo Convegno Assisi nel Vento

#Io Sono #50AnniPadrePio #LaudatoSi #AssisiNelVento

https://www.linkedin.com/pulse/il-secondo-incontro-assisi-nel-vento-claudio-pace/

Io Sono il Fuoco, lo Spirito e la Pietra!
Con la pietra focaia si accende il Fuoco, col Fuoco divino improvviso, si presenta lo Spirito

Secondo Convegno Assisi Nel Vento

Due Pagine di questo blog sulla spiritualità di Padre Pio

Padre Pio scrittore sull’umiltà e la carità

Cleonice Morcaldi un contributo alla santità di Padre Pio

Cosmo Oliva l’amicizia in Santa Maria degli Angeli e nei luoghi di San Francesco

Cosmo Oliva l’amicizia in Santa Maria degli Angeli e nei luoghi di San Francesco

Cosmo Oliva

I social dove Cosmo Oliva bazzicava parecchio sono pieni di persone che lo conoscevano, direttamente o indirettamente,

attraverso le sue testimonianze e le sue poesie che spesso pubblicava su facebook.

Ma io Cosmo Oliva ho avuto davvero il piacere di conoscerlo realmente oltre che virtualmente, da qualche anno,

in uno dei convegni organizzati alla sala delle fonti medicee ad Assisi.

Sempre presente attivamente ai convegni di scienza e fede

Sì perché Cosmo Oliva, insegnante in pensione, era musicista e poeta, ma poeta sul serio rispettando le regole delle rime e degli endecasillibi

e soprattutto esprimendo nelle poesie tutti i suoi sentimenti e il suo percorso di ricerca di Dio e della Sua Parola.

Percorso che negli ultimi tempi ha condiviso con noi che solo da poco abbiamo deciso di sentirci anche in un gruppo fb ‘Assisi nel Vento’,

nome preso dopo l’omonimo convegno del 13 Maggio scorso, del quale Cosmo Oliva fu un partecipante attivo ed entusiasta.

Già, sempre disponibile ad accompagnare l’assemblea nei canti oppure

ad ‘accompagnare’ l’anziano padre Niccacci dall’infermeria di Santa Maria Degli Angeli alla Domus laetitiae e dalla Domus laetitiae all’infermeria.

Anche al convegno di Greccio sulla Diaconia Angelica Cosmo Oliva fu ben contento di accompagnare con la sua nuova auto ibrida

non solo frate Niccacci ma anche l’altro relatore Francesco Bindella, da Assisi a Greccio, da Greccio ad Assisi, in una torrida giornata estiva.

Senza il suo prezioso contributo sarebbe stato difficile vivere quella bellissima giornata dedicata al servizio degli Angeli,

assai contenti di servire quelli che servono Dio nel prossimo, come faceva Cosmo con tanta umiltà e delicatezza.

Io Sono

Cosmo Oliva

Il Convegno Giubilare del 25 Giugno 2016  ‘Io Sono Festa della Mia Parola, Carismi e Scienza per la difesa del Creato’

celebrato alla sala blu di Assisi, dopo la Messa animata dalla sua musica nella Cappella dell’Eucarestia di San Rufino,

iniziò con una sua poesia sul Roveto, che non volle leggere personalmente ma far leggere alla moglie Giuliana.

In questa pagina il filmato della recita e il testo della poesia http://www.claudiopace.it/roveto-ardente/

Cosmo Oliva, il saluto finale in Santa Maria degli Angeli

E il nome di Dio nel Roveto ‘IO SONO’ mi riporta al funerale di ieri 21 Ottobre, celebrato nella nostra cara Basilica di Santa Maria degli Angeli,

perché non credo sia solo un caso che il coro ha iniziato la liturgia con il nome divino cantando ‘Io Sono la resurrezione e la vita’.

Già li ieri l’abbiamo salutato in tanti ed io che aspettavo l’inizio della celebrazione nella Porziuncola,

ignaro della consuetudine di far passare il corteo funebre dalla cappellina, me lo sono trovato davanti come l’amico di sempre.

Dentro di me ripetevo, ‘Credo nella resurrezione della carne’, perché credo infatti che risorgeremo con la carne e che quella gioia conviviale

che abbiamo vissuto a pranzo a casa sua o in uno dei locali di Assisi o di Greccio, la rivivremo in Cielo dove il nostro gaudio

sarà di passare di novità in novità, di scoprire sempre cose nuove su quel Dio che abbiamo cercato già su questa terra anche con lo studio.

Già perché lo studio delle cose di Dio, è già Amore di Dio, è sempre Amore di Dio,

e quegli sforzi sinceri di utilizzare la nostra piccola mente e il nostro piccolo cuore in questa vita terrena

per approfondire la Sapienza di Dio, la Sua Parola, saranno moltiplicati nell’eternità come nella parabola dei talenti.

Saluti Commossi

Altro non aggiungo, se non la commozione del saluto fatto alla moglie Giuliana,

che ci ha tenuto a descrivermi la lucidità di Cosmo nel ricevere per l’ultima volta i sacramenti

e a Patrizia Buini, colpita dal dolore immenso per l’improvvisa scomparsa del fratello Roberto,

ma già presente e vicina al dolore dei familiari di Cosmo Oliva.

San Francesco ci ha insegnato a chiamarla sorella morte e a temere piuttosto la seconda morte

quella che non farà alcun male a chi nella vita ha fatto ‘le sue santissime volontà’,

ma quanto è dura incontrarla nel nostro cammino e vederla portarsi via le persone che amiamo!

Claudio Pace Terni 22 Ottobre Festa di Santa Cecilia patrona dei musicisti

Luce Immacolata Voce Immacolata Carne Immacolata l’omaggio del sole e delle Creature a Santa Maria Regina Degli Angeli

Maestro Robot Una esibizione epocale di Andrea Bocelli a Pisa che deve fare molto riflettere

Maestro Robot Una esibizione epocale di Andrea Bocelli a Pisa che deve fare molto riflettere

Maestro Robot

Nei miei ricordi di studente universitario, grande appassionato del gioco degli scacchi,

pratica che ho dovuto abbandonare perché nella vita non si può fare tutto,

c’è la lettura di un articolo di una nota rivista americana che alla fine degli anni settanta fece giocare un maestro americano di scacchi

con un computer e che sostanzialmente prendeva atto che allora:

il cammino per raggiungere i livelli di maestro internazionale per un computer era assai lungo.

Siamo arrivati però già da anni ad un campione mondiale di scacchi che riesce a perdere con un computer,

nonostante che usi le tecniche e le strategie più fantasiose che si possano immaginare.

Le immagini trasmesse dai media, senza nemmeno tanto risalto, del cantante lirico Andrea Bocelli

che canta l’aria ‘La donna è mobile’ con un orchestra fatta da uomini e donne in carne e ossa come lui

ma con un Maestro Robot come direttore d’orchestra mi hanno fortemente impressionato.

Maestro Robot

Il motivo è molto semplice, l’invasione di campo anche nella direzione d’orchestra dei robot, della cibernetica, dell’elettronica

che ha già invaso il mondo del suono e della musica ma che non ha spento la preponderanza della mente e del cuore umano sulla materia.

Al di là della qualità dell’esecuzione e della mancanza di dati assai interessanti circa il software utilizzato

e soprattutto sul grado di interattività tra il Maestro Robot, l’orchestra e il cantante

( mi è sembrata una direzione piuttosto statica e poco interattiva)

è il principio quello che è stato enunciato/violato:

una delle attività più calde, più umane, più passionali, più … interpretate da un umanoide.

È questa la nuova frontiera della robotica?

Non solo i robot verniciatori,  i robot soldato ma anche i Maestro robot?

Paura, sgomento, preoccupazione? Sottovalutazione (una bischerata pubblicitaria) del problema o sopravvalutazione.

Penso soprattutto alla sfida che avranno di fronte le generazioni che sono già venute,

governare la convivenza tra l’uomo e il frutto del suo ingegno e il creato.

Non è solo un problema etico e filosofico,

è un problema religioso ed esistenziale:

o l’Uomo prende consapevolezza di essere in cammino verso la sua totale realizzazione,

che è il diventare ‘Io Sono‘ cosa che Gesù è sempre stato e ci ha donato facendosi uomo,

o questi strumenti serviranno ad esasperare ancor di più la sua vita,

ad alimentare l’odio, i privilegi dei ricchi, l’esasperazione dei poveri.

Ben vengano i robot, ma che vengano usati bene.

Claudio Pace Terni 14 Settembre 2017 Maestro Robot