Giovanni è il Suo Nome Io Sono Festa della Mia Parola 15 Luglio 2017 Ore 10 Mondadori Point Santa Maria degli Angeli ASSISI PG

Giovanni è il Suo Nome Io Sono Festa della Mia Parola 15 Luglio 2017 Ore 10 Mondadori Point Santa Maria degli Angeli ASSISI PG

Giovanni è il suo nome

 

 

Giovanni è il suo Nome

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Mondadori Point

Ospiti della Libreria Mondadori di Santa Maria degli Angeli, a cui va un sentito ringraziamento, sono continuati gli incontri dedicati all’approfondimento di tematiche di legate alle scienze della materia e dello spirito.

Questa volta però abbiamo trattato solo la parte ‘spirito’ approfondendo un nome, tanto importante quanto significativo, quale quello di Giovanni.

Giovanni il discepolo amato vedi nella seconda pagina l’intervento di Francesco Bindella su San Giovanni Apostolo, teologo dell’IO SONO  e Giovanni Battista.

In effetti la prima grande figura profetica che compare nei vangeli è quella di Giovanni Battista, il cui sfondo antico-testamentario è stato magnificamente approfondito da fra Alviero Niccacci, biblista di fama internazionale, professore emerito dello studium biblicum franciscanum di Gerusalemme.

Giovanni è il suo Nome

E a Giovanni Battista che è attribuita la locuzione biblica ‘Giovanni è il Suo nome’.

Tale locuzione secondo il racconto lucano del Vangelo delle origini (Lc 1,63) è composta dalle prime parole del sacerdote Zaccaria.

Questi rimase muto a causa della sua incredulità alla ‘Parola’ ricevuta dell’angelo durante la preghiera nella parte più sacra del tempio di Salamone a Gerusalemme. (Lc 1,5-ss).

Sembrerebbe strano che alla  domanda fatta al medesimo angelo Gabriele, Zaccaria fu punito, mentre a Maria che chiedeva spiegazioni furono date tutte.

Il fatto è che il miracolo annunciato dall’Angelo a Zaccaria, una sterile che concepisce, aveva dei precedenti significativi nelle Scritture, mentre della possibilità di concepire di una Vergine senza unirsi con un uomo, ve ne è forse solo un cenno ( Is 7,14).

Le parole ‘Giovanni è il suo Nome’ vengono usate anche all’inizio del Vangelo attribuito all’altro Giovanni, il discepolo amato.

Nel prologo infatti parla del Battista, suo primo maestro, come di un uomo mandato da Dio il cui nome era, significativamente, Giovanni.

A Seguire la sintesi di Padre Niccacci sullo sfondo antico-testamentario di Giovanni Battista.

Il testo di Padre Alviero Niccacci

La presentazione di Giovanni Battista nei Sinottici è fatta mediante i seguenti elementi:

(a) Venne Giovanni il Battista

(b) secondo le scritture: citazione biblica.

In Marco l’ordine degli elementi è inverso a quello di Matteo e Luca:

Mt 3,1-3        a) In quei giorni sopraggiunge Giovanni …

  1. b) Egli è colui del quale fu detto per mezzo del profeta Isaia …
Voce di uno che grida …

Lc 3,1-6        a) Nell’anno 15 dell’impero di Tiberio Cesare … venne la parola di                                                         Dio a Giovanni …

  1. b) come sta scritto nel libro delle parole del profeta Isaia:
Voce di uno che grida …

Mc 1,2-4       b) Come sta scritto nel profeta Isaia

Ecco io mando il mio angelo …

                           Voce di uno che grida …

  1. a) venne Giovanni …

Marco utilizza due passi antico-testamentari per presentare il Battista: Ecco io mando il mio angelo… e Voce di uno che grida… Matteo e Luca, invece, usano solo il secondo; il primo passo lo pongono in bocca a Gesù in altra occasione quando, parlando della missione del Battista, egli chiede alla folla: “Cosa siete andati a vedere nel deserto?” (Mt 11,10; Lc 7,27). Giovanni è simile a Mt-Lc, con la differenza che mette la citazione in bocca al Battista stesso: “Gli chiedono: Che dici di te stesso? Risponde: Io sono voce di uno che grida…” (Gv 1,22-23). La connessione dei due passi antico-testamentari è perciò propria di Marco.

Giovanni battezzatore e profeta

La presentazione del Battista in Mc 1,1-8 contiene dunque due aspetti principali:

– Secondo la Scrittura, egli è il messaggero che preparerà la strada al Signore;

egli farà questo gridando nel deserto: “Preparate la via del Signore”.

E’ perciò una preparazione che deve fare lui e insieme devono fare gli ascoltatori.

– La sua venuta nel deserto realizza la Scrittura in un modo peculiare.

Giovanni annuncia due cose:

  • un battesimo di conversione per la remissione dei peccati (Mc 1,4),
  • la venuta del Più-forte che battezzerà in Spirito santo.

Il primo annuncio lo caratterizza come il “battezzatore” – con il verbo al participio presente: “colui che battezza”.

Il secondo è preceduto dalla descrizione della veste e del cibo di Giovanni che lo mostra come un profeta che si comporta come Elia.

Battesimo e annuncio di una figura messianica sono il modo concreto in cui Giovanni prepara la via al Signore.

Invita coloro che vanno a sentirlo a preparare la via del Signore facendosi battezzare nel Giordano mentre confessano i propri peccati, e a fare questo non come un rito definitivo ma in vista di uno Più-forte che battezzerà in Spirito santo.

Evidentemente il battesimo e il Venturo erano idee comprese nell’ambiente del tempo, poiché la gente accorreva in massa; erano anche in accordo con la tradizione biblica e giudaica contemporanea.

Nello stesso tempo, però, doveva essere singolare il modo in cui quelle idee venivano proclamate e messe in atto.

Battezzattore

Infatti, se Giovanni ricevette il titolo di Battezzatore o Battista, è segno che quella sua attività fu vista come caratteristica.

Giovanni attirò grandi folle di gente oppressa e scontenta, ma la sua tattica era pacifista.

Anche lui richiamò l’attenzione delle folle con gesti simbolici (il ricorso al deserto e al Giordano) e con i motivi connessi dell’esodo-conquista. Il battesimo dovette essere visto dalla gente come un evento simbolico che riproduceva il passaggio del mare verso la terra promessa, la riconquista e la purificazione della terra.

Come gli altri profeti, leader di movimenti popolari, Giovanni attirò la persecuzione delle autorità.

Fu decapitato in prigione, non a Tiberiade – come può far pensare una lettura superficiale di Mc 6,14-29 – ma a Macheronte, in Transgiordania, come scrive Giuseppe Flavio (Ant. 18.119).

Gli scavi dello Studium Biblicum Franciscanum hanno riportato alla luce la reggia-fortezza, con il triclinio in cui avvenne il banchetto, il ballo e il giuramento del re. Il triclinio aveva due stanze non comunicanti, per cui si spiega l’andirivieni della figlia di Erodiade secondo il racconto di Marco.

Giovanni e Gesù in Matteo

Mt 11,2-15 presenta la risposta di Gesù alla domanda di Giovanni Battista che in carcere ha sentito parlare delle opere di Lui e manda a dirgli: “3Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

4E Gesù rispose loro: Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano…”.

Poi il testo presenta le domande di Gesù alla gente riguardo a Giovanni:

7Cosa siete andare a vedere nel deserto: una canna sbattuta dal vento?…

8un uomo avvolto in morbide vesti?…

9un profeta? E io vi dico, anche più che un profeta.

10Egli è colui del quale è scritto: «Ecco io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te» (Mal 3,1).

11In verità io vi dico: Tra i nati di donna non è sorto nessuno più grande di Giovanni, eppure il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui…

13Infatti tutti i Profeti e la Legge hanno profetato fino a Giovanni.

14E se volete comprendere: Egli è quell’Elia che deve venire.

15Chi ha orecchi ascolti!”.

Giovanni cioè chiede a Gesù di se stesso e Gesù chiede di Giovanni alle folle.

Così Gesù intende stabilire uno strettissimo rapporto di Giovanni con la sua persona e la sua missione:

egli è colui che apre per tutti la strada verso il Signore.

Giuliana Oliva, terziaria francescana, legge la relazione che Padre Alviero non ha potuto leggere per una indisposizione … 

Nella seconda pagina l’intervento di Francesco Bindella su San Giovanni Apostolo, teologo dell’IO SONO:

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