Dario Antiseri parla del metodo clinico in un congresso a Terni

Dario Antiseri parla del metodo clinico in un congresso a Terni

Dario Antiseri

Ho saputo per caso, parlando con un amico medico che stava organizzando un congresso ( Congresso annuale della società Italiana di medicina interna Sezione Tosco Umbra) che tra gli interventi previsti ci sarebbe stato anche quello del filosofo umbro Dario Antiseri che era stato invitato a parlare della metodologia nella clinica e devo dire che la cosa mi ha molto incuriosito e vista la compatibilità dell’orario dell’intervento con i miei impegni di lavoro, sono andato e non solo ho ascoltato ma ho ripreso, in modo assai amatoriale, gli interventi dell’illustre ospite che condivido in questa pagina riportando la playlist fatta sul mio canale you tube.

Preoccupato di arrivare in lieve ritardo sono invece arrivato in leggero anticipo e ho potuto ascoltare anche altre due relazioni, interessanti credo, non solo per la platea presente in sala composta da medici internisti e loro allievi. In esse sono stati trattati in modo sintetico tematiche relative al trattamento dell’Ipertensione, con tanto di studi statistici della correlazione tra certi livelli di pressione critici con le percentuali di infarti e di ictus (su cui non si trova mai un accordo unanime), e la tematica nuova e interessante delle migrazioni e della salute cardiovascolare intesa come una sfida per una società che cambia.

Dal punto di vista medico sono importanti le abitudini delle nuove etnie con cui conviviamo e conviveremo sempre più in Europa, ed è importante scandagliare le abitudini alimentari, culturali e religiose, quasi rubando il mestiere agli antropologi. per le loro implicazioni che hanno con la salute, in primis con la pressione arteriosa.

Ci si preoccupa perfino della tendenza delle ragazze adolescenti ad ingrassare perché senza un certo peso, in certe culture è difficile trovare marito o come può gestire un diabete la sua insulina durante il Ramadan, dal digiuno del quale probabilmente un diabetico è esentato ma che certamente non sfrutta la sua esenzione per non sentirsi ancora più penalizzato, vivendo già, specie se ragazzo,  il trauma di dovere continuamente convivere con la sua siringa di insulina.

In realtà su certi argomenti medici, in quanto scientifici, l’uso della statistica, la scelta del campione, la convalida di un risultato, l’osservazione metodologica non è per nulla diversa dall’uso che se ne fa  in un azienda come la mia che produce manufatti, con una differenza di fondo però, i medici trattano della salute e della vita delle persone che vale infinitamente di più della qualità di un prodotto.

La conferenza di Antiseri, almeno una parte, se interessati potete vederla sulla playlist di sopra.

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Alcuni dei ragazzi che Dario Antiseri saluta al termine della conferenza hanno studiato filosofia proprio su un testo da lui scritto …

Gli argomenti che ha trattato potevano riempire un  intero congresso! Ma non è stata questa l’occasione.

Dario Antiseri ha proposto in brevissimo tempo,  l’applicazione concreta del metodo della falsificazione di Popper sia alla medicina in sé come scienza che al singolo trattamento medico di un paziente, inteso credo come fosse una teoria scientifica e in questo senso falsificabile come una qualsiasi altra teoria.

Sono risuonati nomi come Popper, Gadamer, Freud, Aristotele (come padre della logica) e di Platone.

Su quest’ultimo Dario Antiseri addossa la responsabilità di essersi posto il problema di chi dovesse davvero governare gli altri, prediligendo i filosofi perché capaci di conoscere bene e male, creando però un problema molto più serio di quello che il filosofo stesso poteva immaginare.

Il poco tempo impiegato per trattare tanti argomenti non mi ha permesso di capire se stava scherzando un po’, perché al di là di Platone il problema del potere è insito nell’uomo e nei suoi rapporti con gli altri uomini, né di capire cosa c’entrasse con la questione del metodo, anche se in effetti pensandoci un po’ medicina e potere sono due argomenti molto correlati ( e non solo nel tempo degli antichi egizi) e che l’evoluzione del pensiero scientifico ( e quindi anche medico) si scontra sempre con la gestione del potere, sia di quello politico che di quello che gestisce la scienza e che ad esso è correlato. Se no perché tanta resistenza ad accettare teorie nuove e paura quando si scopre che una bella e solida teoria ha una crepa, che si tenta di nascondere ma che poi invece è feconda e porta a sviluppi sempre nuovi?

Insomma davvero ne è valsa la pena ascoltare dal vivo Dario Antiseri, un arricchimento che è proseguito con una domanda che gli ho posto dopo il convegno, dopo e non durante perché a causa del protrarsi dei lavori non è stato possibile concludere con un dibattito.

Gli ho posto una domanda biblica, visto che uno dei temi sfiorati è stato quello dell’indagine (anche in relazione alla questione del rapporto tra la medicina e le cosiddette medicine alternative) con riferimento al Vangelo delle Origini di Luca in cui due figure come quelle di Zaccaria e Maria, pongono questioni mettendo in discussione le parole dell’Angelo e ricevendo due diversi trattamenti ( Lc 1,18 e  Lc 1,34).

Mi aspettavo una risposta ovvia, come quella del fatto che in fondo Zaccaria conoscitore della Torah aveva dei precedenti per risparmiarsi quello scetticismo ( le nascita di Isacco e di Samuele per esempio) mentre Maria no, e invece Dario Antiseri mi è entrato dentro su un tema per me molto caro, quello del rapporto tra scienza e fede, dandomi una risposta che sintetizzo mettendo insieme i ricordi delle sue parole, non avendo avuto la possibilità di prendere appunti.

Dario Antiseri  si è soffermato sull’apparentemente semplice differenza tra interrogazione e rogazione.

L’interrogazione appartiene alla scienza che con gli esperimenti, la statistica interroga la natura delle cose e ottiene delle risposte formulando teorie che poi applica al vivere quotidiano.

La rogazione appartiene invece alla sfera della fede di cui non possiamo fare a meno perché altrimenti sarebbe …. la disperazione.

Una risposta quella sulla fede più che alla Pascaliano che preferisce scommettere su Dio piuttosto che sul nulla, di sapore … esistenziale, Dio c’è perché se non ci fosse sarebbe la disperazione … meditiamoci, credo che sia un credente che un non credente possa avere da questo pensiero un ottimo spunto per farlo.

Terni 21 Novembre 2015 Claudio Pace Blogger su Dario Antiseri

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