Bethel per l’AST solidarietà o propaganda?

Bethel per l’AST solidarietà o propaganda?

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Bethel il manifesto appeso all’ipermarcato Conad-pianeta, con il lavoratore che guarda preoccupato e una signora che piange, sinceramente a me che lavoro in Ast non ha fatto una bella impressione.

Bethel

Stamattina al centro commerciale pianeta di Terni,  un nutrito gruppo di volontari di un associazione, che si definisce di “promozione sociale”, la Bethel, distribuiva volantini e raccoglieva generi alimentari, generi che come recitava il cartello esposto a da me fotografato, intendono destinare a quelle famiglie dell’Ast che messe in difficoltà dalla mobilità e/o dalla lunga vertenza in fase di stallo sono ormai allo stremo e necessiterebbero di generi di prima necessità.

Commentavo con una persona che ho incontrato proprio li, un conoscente che lavorava in Ast, le mie perplessità su questa raccolta alimentare e su questa associazione di cui non avevo mai sentito parlare prima,  il mio interlocutore  in modo lapidario mi ha freddato con una frase piuttosto negativa:

Sciacallaggio, usano il nome dell’AST per farsi pubblicità‘.

Un giudizio pesante, che ognuno può condividere o meno, ma che ha aumentato in me la curiosità di sapere qualcosa in più su questa associazione che raccoglie derrate alimentare per le famiglie dell’Ast, una curiosità che forse avrà avuto anche il giornalista Rai ed ex sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, che proprio in quel momento riprendeva i volontari che distribuivano i loro volantini e faceva riprese anche dentro il magazzino dove le derrate venivano raccolte.

Ho provato a chiedere ad una signora che distribuiva i volantini proprio davanti all’ingresso interno del supermercato , chi fossero , ma non ho avuto nessuna risposta, se non una lapidaria:  ‘sono una volontaria di Perugia, se vuole la faccio parlare con il responsabile‘ …

Sinceramente non volevo, ma la signora ha insistito e mi ha portato al responsabile, il quale mi ha detto, parlando come se recitasse un copione scritto, che sono un associazione di promozione sociale nata a Foggia e presente in molte altre parti di Italia e che se volevo più informazioni dovevo guardare il loro sito.

Una risposta davvero strana quella datami da un responsabile di una associazione di volontari che appunto perché volontari dovrebbero avere un ideale, delle motivazioni, che in genere cercano di comunicare alle persone con cui vengono a contatto, a meno che invece di essere dei volontari sono delle persone che prestano il loro servizio a pagamento, ma allora non possono definirsi volontari, ma persone a servizio di una associazione che è una cosa diversa.

Cbethelomunque sia, ho seguito il consiglio del responsabile e ho guardato il sito della loro associazione, senza trovare molto sulla loro storia, le origini, il perché avessero fondato questa associazione, …  

Per capire chi fossero veramente ho dovuto fare una ricerca più approfondita con google e trovare questa pagina che inserisce l’attività della Bethel in quella delle chiese evangeliche o assemblee di Dio, simili se non proprio le stesse che recentemente sono  venute agli onori della cronaca nazionale per la visita che Papa Francesco ha fatto loro ad Aversa.

Insomma questa Bethel è per gli evangelisti ( o evangelici?) un po’ come la Caritas per la chiesa Cattolica, ma allora cosa c’è di male a dirlo? Non sarebbe meglio metterlo in evidenza nel loro sito o nei loro volantini?

Non c’è proprio nulla di male, anche se capisco che ancora qualcuno può avere qualche pregiudizio nei confronti dei protestanti, ma i pregiudizi ci sono per tutti, per ogni genere di associazione religiosa o laica che sia.

Quello che  mi è  rimasto è il fastidio di vedere il nome dell’Ast, il dramma dell’Ast utilizzato come pretesto di raccolta di generi alimentari da parte di un associazione di promozione sociale, non è una cosa molto bella questa nuova categoria di famiglie povere dell’Ast, subito soccorsa da questa associazione di promozione sociale, che potrebbe tuttavia concedere le loro derrate alle famiglie della Basell, della Sgl Carbon, della Merloni, e chi più ne ha più ne metta …

Forse questa Vertenza Ast  ha avuto molta visibilità, anche troppa!

Non sarà che lo stallo, che sta mettendo in ginocchio famiglie Ast e non Ast di Terni, è causato anche da questo eccesso di visibilità?

Da questo trovarsi in mezzo tra le dicharazioni di Renzi che condanna le occupazioni delle fabbriche e di Maurizio Landini che sventolando la bandiera della fabbrica occupata e rimpiangendo i tempi dell’Iri conduce la sua battaglia sindacale e politica ad un prezzo e costo che stiamo pagando e pagheremo solo noi di Terni?

Ci vuole poco per perdere un cliente importante, riconquistarlo non è così facile e scontato, i clienti dell’automotive per esempio non possono permettersi il lusso di rimanere senza fornitura per un mese e bloccare le loro catene di montaggio, quelli che dicono di sentire la puzza della fabbrica e rinfacciano al governo e agli altri di non sentirla questo lo dovrebbero sapere bene.

Insomma speriamo che questa raccolta pro famiglie Ast, che ha avuto l’alto patrocinio del comune di Terni, sia la prima e l’ultima, sinceramente spero di avere da Dio la grazia di non dover chiedere per la mia famiglia, ne che altre famiglie dell’Ast lo debbano, derrate alimentari per continuare a vivere …

Mentre auspico che l’associazione Bethel ed altre associazioni di promozione sociale abbiano il buon gusto di scrivere nei loro ‘per le famiglie colpite dalla Crisi’ evitando di mettere anche loro il nome Ast per bussare al buon cuore delle persone.  🙁

Claudio Pace Blogger Terni 22 Novembre 2014 su Bethel

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