Tiridramma, drimma, drummo, … parole nel sonno

Tiridramma, drimma, drummo, … parole nel sonno

Tiridramma

Tiridramma il traduttore automatico lo rileva come una parola Maltese … 🙂

Tiridramma.

Vi capita mai di sentire o immaginare parole, apparentemente insensate, durante la notte e ricordarvele il mattino successivo? Magari perché vi siete svegliati all’improvviso durante la notte, come è capitato a me la notte scorsa a causa di un forte temporale o perché qualcuno, che vi sta accanto, ve lo riferisce perché le ha udite da voi mentre dormivate.

A me capitò una volta da ragazzo, mia madre mi sentì parlare nel sonno, forse poco prima di svegliarmi per avvisarmi che era tardi e dovevo andare a scuola, non aveva capito bene cosa dicevo, non avevo detto tiridramma, ma alcune parole delle quali solo di due aveva colto il senso: ‘Io, …, Mondo’.  Rassicurai la mamma, perché capì subito di cosa si trattava, stavo ripetendo la lezione di filosofia, materia che insieme alla storia e alla matematica era tra le mie preferite del liceo. In particolare si trattava del grande filosofo, il beato Antonio Rosmini, che il mio professore di liceo trattò in una lezione che era di filosofia ma allo stesso tempo  anche di storia data l’influenza che ebbe questo pensatore nella storia del risorgimento italiano. Insomma la notte il mio cervello, studiava!

Ed in effetti avevo l’abitudine dopo cena di studiare un po’, piuttosto che guardare la televisione o fare altro ed evidentemente questo studiare prima di dormire influenzava il sonno!

La notte scorsa  invece queste tre parole “Tiridramma, Drimma, Drummo”  mi frullavano nella mente come una cantilena di un bambino, senza che mi dicessero proprio nulla. Avrei voluto alzarmi per cercare di capire cosa potessero significare, siamo nell’era cyber geologica con un motore di ricerca magari qualche informazione l’avrei potuta avere. Non in piena notte ma la ricerca la faccio, ma non trovo alcuna risposta, anche google si arrende tirando fuori questo messaggio:

“La ricerca di – tiridramma – non ha prodotto risultati in nessun documento.

Suggerimenti:

  • Assicurarsi che tutte le parole siano state digitate correttamente.
  • Provare con parole chiave diverse.
  • Provare con parole chiave più generiche.”

Continuo la ricerca con Drimma che non da nessun risultato, propone Drima (forse cercavi Drima?), è già qualcosa, un cognome credo, mentre anche la ricerca di drummo risulta inefficace. Drumma invece da un risultato interessante c’è un rapper che ha come nome Drumma Boy, a me pressoché sconosciuto, ma chissà quante volte lo avrò ascoltato, senza sapere chi è e come si chiama.

Il rapper non è che una versione moderna della figura di un poeta-menestrello che canta e gioca con le parole, ripetendole a ritmo di musica. Un parlato melodico in fondo simile alle cantilene dei bambini ma denso di contenuti o messaggi, alle volte di denuncia, alle volte di amore frenetico, come quello che si vive nella città moderna,  giammai dolce o romantico.

Continuo la ricerca con il traduttore automatico che ha una funzione atta ad individuare la lingua, trova il Maltese, ma dal Maltese all’Italiano non traduce nulla, offre solo una suggestione quella del mare e dell’isola dove ora passano i profughi disperati per fuggire dalla fame e dalla guerra, e dove passò San Paolo naufrago nella nave che lo conduceva a Roma e che era salpata nonostante avesse predetto il naufragio all’incredulo capitano della nave. Malta dove passarono sicuramente i miei lontani antenati prima di sbarcare in Sicilia, lasciando alcune tracce della loro esistenza tra  reperti dei musei dell’isola o nei Dolmen, che visitai con tutta la mia famiglia nel lontano 1992. Mi ricordo ancora di una pietra che sembrava contenere un disegno delle rotte marine percorribili all’epoca …

Poche informazioni dal mondo Cyber, non resta che scavare nel mio cervello e sminuzzare, dividere per esempio le parole che invece mi ricordano una canzone di Battiato che parla dell’Albania. Tiri come assonante con Tirana la capitale,  citata dal cantautore mio conterraneo (“E Radio Tirana trasmette musiche balcaniche, mentre danzatori bulgari … “) e la parte finale -dramma invece ricorda la Grecia per il nome della moneta, citata anche nel Vangelo, la dracma, un contenitore di storia e di civiltà morto a causa dell’euro, e il dramma inteso come azione o tragedia, una rappresentazione della vita e dei suoi aspetti tragici per certi versi liberatoria come le maschere dietro cui si celano i volti veri di chi finge.

Potremmo andare avanti ancora per molto tra assonanze e ricordi, ogni singola parola che diciamo, ma ancor più le parole che sbagliamo o quelle che pronunciamo nel sonno, le parole oniriche, ci aiutano a scoprire chi siamo veramente dentro. Sbirciamo ma non guardiamo fino in fondo perché abbiamo paura di fare come Dorian Grey quando vide il ritratto che si invecchiava al suo posto, d’altra parte viviamo in un pianeta che viaggia in uno spazio che a poco a poco abbiamo capito essere infinito, come l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, e che se almeno possiamo guardare il cielo fino a profondità, impensabili fino a qualche secolo fa, nulla possiamo vedere dell’interno del  pianeta che ci ospita, riuscendo perfino a concepire che al suo interno vi fosse l’inferno e le anime degli uomini dannati e autocondannati dalle loro azioni malvagie e dall’odio con cui hanno vissuto la loro misera vita. Significano qualcosa allora queste parole oniriche? Sarei molto felice se qualcuno nei suoi commenti provasse a dare un significato,  magari una risonanza, ma non sarà molto facile, le tre parole non sono nazional-popolari, non evocano alcun sentimento religioso, politico, sportivo, erotico o di una argomentazione che possa interessare a qualcuno.  E allora non resta che provare ad addolcirli come l’incipit di un momento poetico, ma ci vuole l’ispirazione, ci sarà? Forse sì …

Tiridramma, drimma, drummo,

tiridramma, drimma, drummo,

tiridramma, drimma, drummo,

… e zummo la mia mente come fosse un obiettivo fotografico

e frugo tra i ricordi di bambino ritrovando il  cortile di Via Veneto a Palermo.

Mi rivedo, con tutti i miei amici, a giocare di estate,

finché dura la luce  del giorno, senza mai essere stanco.

Il nonno ogni tanto mi cala dal paniere del pane spalmato di burro e zucchero,

interrompendo solo per un po’ il nostro divertimento.

Giochiamo ‘al Mondo’,  che è un cerchio, segnato con il gesso sull’asfalto,

 più grosso degli altri cerchi, dove invece sono segnati i nomi delle altre nazioni.

Quelli che sono nei cerchi più piccoli  devono fuggire

se il mondo, pronunciando il nome della loro nazione,  gli dichiarasse guerra,

e devono correre più forte del re del mondo

per sconfiggerlo e prendere il suo posto arrivando

prima di lui al suo cerchio di partenza

e liberare tutti i compagni che il re del mondo aveva fatto prigionieri,

prima che li catturi tutti e vinca la sua battaglia di conquista.

Tiridramma, drimma, drummo,

tiridramma, drimma, drummo,

tiridramma, drimma, drummo,

… e zummo la mia mente come fosse un obiettivo fotografico.

e frugo tra i ricordi di bambino … con nostalgia e con speranza

il re del mondo non vincerà,

qualcuno alla fine lo sconfiggerà e per sempre

liberandoci tutti dal gioco della sua schiavitù

nel ‘non gioco’ che è la singola vita di ciascuno di noi

e la storia vera del mondo.

Tiridramma, drimma … drummo.

Claudio Pace Terni 19 Novembre 2013 Blogger

Tiridramma

Tiridramma … Via Veneto 2 a Palermo, il palazzone che si vede in fondo fu costruito dopo i primi palazzi del condominio. Il campetto fu risparmiato per miracolo.

Leave a Reply