Armonizzare l'atmosfera

Acciaierie dimenticate nella storia e la congiuntura siderurgica

Acciaierie dimenticate nella storia e la congiuntura siderurgica

Acciaierie dimenticate

Ovvero ci sono pagine di storia dell’acciaieria di Terni che sono state dimenticate, per il tanto tempo trascorso ma che grazie agli studiosi e la loro passione, ci vengono riproposte suscitando un certo interesse per le lezioni che la storia ci da e per la sorprendente attualità, anche dei nomi e dei personaggi che sono in gioco.

Tra questi studiosi l’amico Sergio Dotto, vice presidente del Centro Studi Malfatti, che ha pubblicato (clicca QUI per visualizzarla) un interessante pagina della rivista dei Gesuiti, Civiltà Cattolica (Anno 57, Vol. 4, 1906), in cui si fa cenno ad uno sciopero durato ben 59 giorni, correva l’anno 1906,  e che, sono le parole della rivista dei gesuiti, mise in pericolo la vitalità delle officine. 

Non sembra di leggere le preoccupazioni odierne sulle conseguenze nefaste che potrebbero esserci dal ripetersi di uno sciopero come quello recente dell’Ottobre-Novembre 2014?

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Stile democristiano e il cuore nella borsa dei siciliani

Stile democristiano e il cuore nella borsa dei siciliani

Stile democristiano

Stile democristiano è quello che hanno rilevato i media nazionali nel nuovo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella , e che Crozza nella sua prima imitazione ha subito colto rilevando che a ventidue anni dalla fine della Democrazia Cristiana, questa formazione politica, morta come partito rimane viva in uomini come Mattarella, Alfano e lo stesso Renzi che mosse i suoi primi passi politici sotto le ali di Ciriaco De Mita. Renzi nell’elezione del dodicesimo (o tredicesimo se si considera il doppio mandato di Napolitano) ha usato un metodo da buon democristiano, trovando un minimo comune denominatore (l’antiberlusconismo) che compattasse (stile Aldo Moro), non solo il suo partito ma la sinistra e il centro, costringendo la destra moderata e quella Berlusconiana ad incassare il colpo e gli antipolitici ad abbassare un po’ la cresta …

[youtube]http://youtu.be/pSb_ERkLOx0[/youtube]

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Acciaio statale la proposta di Maurizio Landini: sogno o realtà?

Acciaio statale la proposta di Maurizio Landini: sogno o realtà?

acciaio statale
Acciaio Statale: Maurizio Landini, l’ultimo leader della Sinistra, ripropone l’acciaio di Stato ma è fattibile?

Acciaio statale

La dichiarazione di Maurizio Landini, resa tramite una intervista al quotidiano Repubblica, che chiede un ritorno all’acciaio statale di stato, un ritorno all’IRI, è una cosa  che mi fa estremamente piacere perché, Maurizio Landini, il leader sindacale, ma direi anche politico, forse più a sinistra dell’attuale panorama politico italiano dice una cosa che molte persone, compreso il sottoscritto, dicono da tempo, certo che prima o poi, l’esigenza di tornare all’IRI, alla Finsider, ad una Nuova Finsider sarebbe diventata una esigenza molto sentita.  

E lo è ancor più in tempi come questi, dove le decisioni prese dalla commissione antitrust europea e da  una multinazionale straniera nel nostro territorio,  rischiano non solo di far perdere molti posti di lavoro, specie di giovani, ma di non garantire al sito siderurgico ternano, ormai al centro delle questioni politiche nazionali,  un futuro meno incerto …

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Divino Renzi ovvero Speranze AST dall’incontro con il premier

Divino Renzi ovvero Speranze AST dall’incontro con il premier

Divino Renzi Maurelli e Micheli
Divino Renzi: Nella foto Andrea Maurelli, presidente del consiglio provinciale, ascolta la relazione del generale e ingegnere nucleare Aldebrano Micheli durante il convegno sull’etica dell’energie rinnovabili celebrato lo scorso dicembre nell’aula del consiglio provinciale di Terni.

Divino Renzi

Andrea Maurelli è un collega ed un amico ed è stato anche per un po’ di tempo un mio vicino di casa.

Prima di diventare presidente dell’ultimo consiglio provinciale di Terni, è stato presidente della quinta circoscrizione, quando ancora esistevano le circoscrizioni e la quinta era quella del  mio quartiere.

Andrea ha voluto digiunare per chiedere una cosa molto semplice, la presenza diretta del premier Renzi a Terni,con l’implicita implicazione che questa venuta di Renzi, di cui lui è un sostenitore politico, significhi un impegno diretto del premier e del governo per risolvere la vertenza AST in corso, che tra uno sciopero ed una manifestazione non sembra segnare passi avanti molto significativi.

C’è un piano industriale, che prevede l’inglobamento di alcune società del gruppo, Società delle fucine, Aspasiel e Tubificio, più di cinquecento esuberi e lo spegnimento di un forno in pratica la chiusura stessa della storica fabbrica umbra o l’ennesimo forte ridimensionamento in attesa di una vendita verso non si sa quale compratore.

Un fondo? Outokumpu?

Mistero! E soprattutto quando? …

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Terni Piombino Mal Comune Nessun Gaudio!

Terni Piombino Mal Comune Nessun Gaudio!

TERNI PIOMBINO PANORMA DELLE ACCIAIRIE
Terni Piombino rischiano di rimanere solo ricordi

Terni Piombino (La foto panoramica di Terni è tratta da un archivio privato)

E’ arrivato il piano industriale per Terni, nel quale sostanzialmente si conferma quello che è il numero degli esuberi del comparto AST che si vociferava:  per i prossimi due anni, cinquecentocinquanta

Un numero che non comprende l’indotto, costituito dalle cosiddette ditte esterne che lavorano conto AST, e che certamente risentiranno anche dell’Insourcing, la tendenza a non dar fuori quello che può essere fatto dentro e della progressiva trasformazione dell’impresa in una specie di nuova Terninoss, cool oriented, tanto per usare quei termini alla moda così utili a mascherare la realtà (e.g. ‘spending review’ per ‘taglio della spesa’) essendo partito una specie di conto alla rovescia dei forni da spegnere due, uno, zero … che fa venire i brividi considerando la proporzione tra un forno e i posti di lavoro ad esso collegati …

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