Armonizzare l'atmosfera

Love First Fake Innamorarsi è la prima fake ovvero Filosofia dai muri imbrattati

Love First Fake Innamorarsi è la prima fake ovvero Filosofia dai muri imbrattati

Love First Fake

Fatto salvo la condanna del fenomeno dei muri imbrattati, che è un motivo di degrado degli ambienti urbani e un costo per la collettività …

Mi piace osservare che talvolta le scritte, le sentenze, apparentemente banali nascondono pensieri ispirati, pensieri profondi.

Queste alcune che imbrattano dei muri del centro e che ho fotografato per commentarli qui su questa pagina …

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Angelic Service Diaconia Angelica Il Servizio degli Angeli dalle Scritture all’esperienza dei Santi Santuario Francescano del Presepe Greccio 1 Luglio 2017

Angelic Service
Diaconia Angelica
Il Servizio degli Angeli dalle Scritture all’esperienza dei Santi
Santuario Francescano del Presepe Greccio 1 Luglio 2017

Per la PlayList con tutti gli interventi clicca QUI o visualizza sotto

Il pdf con la relazione introduttiva:

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Il pdf della relazione di Niccacci:

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Il Contributo sul Serafino in San Bonaventura di Sergio Dotto:  

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A seguire la locandina con la presentazione del convegno diffusa via social e stampa

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Locuzioni dall’orazione mentale l’insegnamento di Teresa D’Avila

Locuzioni dall’orazione mentale l’insegnamento di Teresa D’Avila

Locuzioni

Oggi sono stato invitato da un amico di twitter tramite un tag ad una foto  a twittare usando l’hashtag “#racconTiamo” per dire il libro che si ama o la citazione che ci appartiene e con il twitt di sopra ho risposto volentieri citando una frase di uno dei libri più belli della letteratura in assoluto e della letteratura spirituale in particolare, il Castello Interiore, scritto da Teresa D’Avila.

Santa Teresa D’Avila, una donna energica che ha influenzato con la sua testimonianza il suo tempo e con i suoi scritti e insegnamenti quelli successivi, fino al punto di essere dichiarata ‘Dottore della Chiesa’ cosa che avvenne il 27 Settembre del 1970 ad  opera del beato Papa Paolo VI che con il suo modo accorato e sentito  di esprimersi cosi definiva il messaggio dell’orazione che viene dalla grande santa spagnola.

Viene a noi, figli della Chiesa, in un’ora segnata da un grande sforzo di riforma e di rinnovamento della preghiera liturgica; viene a noi, tentati dal grande rumore e dal grande impegno del mondo esteriore di cedere all’affanno della vita moderna e di perdere i veri tesori della nostra anima nella conquista dei seducenti tesori della terra. Viene a noi, figli del nostro tempo, mentre si va perdendo non solo il costume del colloquio con Dio, ma il senso del bisogno e del dovere di adorarlo e d’invocarlo. Viene a noi il messaggio della preghiera, canto e musica dello spirito imbevuto della grazia e aperto alla conversazione della fede, della speranza e della carità, mentre l’esplorazione psicanalitica scompone il fragile e complicato strumento che noi siamo, non più per trarne le voci dell’umanità dolorante e redenta, ma ascoltarne il torbido mormorio del suo subcosciente animale e le grida delle sue incomposte passioni e della sua angoscia disperata. Viene il messaggio sublime e semplice dell’orazione della sapiente Teresa, che ci esorta ad intendere «il grande bene che fa Dio ad un’anima, allorché la dispone a praticare con desiderio l’orazione mentale; . . . perché l’orazione mentale, a mio parere, altro non è che una maniera amichevole di trattare, nella quale ci troviamo molte volte a parlare, da solo a solo, con Colui che sappiamo che ci ama» (Vida, 8 , 4-5).  [PROCLAMAZIONE DI SANTA TERESA D’AVILA DOTTORE DELLA CHIESA  OMELIA DEL SANTO PADRE PAOLO VI  Domenica, 27 settembre 1970]

Al capitolo terzo (Par. 4) del citato libro Teresa, che ne ha fatto esperienza, cosi descrive le locuzioni:

Ritornando ora alle locuzioni interiori di cui ho parlato, in qualsiasi modo esse avvengano, possono procedere da Dio, dal demonio o dalla propria immaginazione. Voglio ora dire – se con l’aiuto di Dio vi riuscirò – quali siano i segni per riconoscere la loro origine e quando possono essere pericolose.
Molte sono le persone di orazione che ne vanno favorite, e io vi vorrei persuadere, sorelle, che non vi è alcun male, sia nel prestarvi che nel non prestarvi fede.
Quando riguardano soltanto voi, e sono parole di consolazione, oppure di avviso circa i vostri difetti, qualunque ne sia l’autore – siano pure effetto di fantasia – importa poco. Solo che non abbiate a credere – neppure se vengono da Dio – che per questo siate migliori delle altre.
Forse che Egli non ne ha dette molte anche ai farisei?… L’importante è di trarne profitto. Di quelle che non sono pienamente conformi alla sacra Scrittura, non fatene più conto che se le udiste dal demonio in persona.
Dobbiamo ritenerle per una tentazione contro la fede anche se sono frutto di nostra debole immaginazione, e resistere sino a farle cessare. E cesseranno sicuramente, perché non hanno forza.

Teresa poi invita a non badare al modo con cui si sentono, se dall’esterno, dall’interno dell’anima o dalla sua parte superiore ma a cercare di capire i segni primo di tutti quell’essere parola-fatto come parola-fatto fu quella di Dio a cominciare dal racconto della Genesi, Dio disse e fu, a partire dalla luce tutte le opere create, …  e infatti dice Teresa nel paragrafo successivo: Il primo e più rassicurante è la sovrana potenza che quelle parole hanno in sé, perché sono insieme parole ed opere …  Il secondo segno è che l’anima rimane in una grande quiete, in un devoto e pacifico raccoglimento e in una disposizione che la porta a lodare Iddio, e infine il terso ed ultimo segno è che queste parole non escono di mente neppure dopo moltissimo tempo. Alcune poi non si dimenticano mai, ciò che non avviene di quelle che si odono quaggiù; dico di quelle che udiamo dagli uomini, le quali, benché dette da persone gravi e sapienti, tuttavia non s’imprimono come queste, né come queste si credono nel caso che si riportino ad avvenimenti futuri. Queste infatti lasciano con una certezza assoluta, per cui, anche se sul loro avveramento sorgono dei dubbi, e l’intelletto – trattandosi di cose che paiono impossibili – si rilasci alquanto e vacilli, l’anima perdura in tale sicurezza da non mai dubitarne, nonostante le sembri che tutto vada al contrarío di quanto abbia inteso. Passeranno pure degli anni, ma ella non cesserà di pensare che Dio le avvererà, ricorrendo anche a dei mezzi che gli uomini nemmeno sospettano, come sempre avviene. Non lascia però di soffrirne se all’avveramento si frappongono ostacoli. Anzi, siccome le furono rivolte molto tempo addietro, e non sente più gli effetti e la certezza di allora sulla loro origine, l’assalgono dei dubbi, e si domanda se non siano state dal demonio o dalla sua immaginazione. Però, quando le intende, non solo non ha alcun dubbio, ma per attestarne la verità sarebbe pronta a morire.

Claudio Pace Blogger Terni 13 Marzo 2016 Locuzioni

Vedi anche http://www.claudiopace.it/franca-cornado-ut-unum-sint/

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Ognissanti festa della vita e della felicità

Ognissanti festa della vita e della felicità

Ognissanti

La prima spiegazione della festa odierna di Ognissanti me la diede l’anziana catechista della mia parrocchia, la Regina Pacis di Palermo, che la definì come la festa di tutti i santi che non sono ‘segnati’ nel calendario e che pertanto se non si fosse trovato il proprio santo nel calendario, Ognissanti sarebbe stato il giorno giusto per festeggiare il proprio onomastico.

Stiamo parlando degli anni sessanta, in cui ancora il concetto di santità era molto legato alla scelta religiosa, i santi sposati a parte la Madonna, gli apostoli e necessariamente qualcuno tra i primi martiri cristiani erano ben pochi ma specie tra le donne erano quelle che non volevano  accettare le nozze forzate per amore di Cristo e che per questo trovavano il martirio per il quale erano esaltate.

Mi pare che ci sia solo un caso di una martire che si sposa e che riesce a conquistare alla fede il marito pagano con cui trova comunque la palma del martirio ma con il coniuge convertito.

Giusto santa Monica, la madre che con le sue lacrime conquistò la conversione del suo figlio Agostino e poi solo papi, vescovi, frati e suore che forse nell’immaginario collettivo sarebbero stati nei posti più alti del paradiso, agli altri giusto un biglietto per qualche posto lontano, da dove si può vedere Dio ma insomma non cosi come lo vedono gli altri.

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