Privacy Ospedaliera non è solo far firmare un modello

Privacy Ospedaliera non è solo far firmare un modello

Privacy Ospedaliera

Vi capita mai di andare in Ospedale per fare, o accompagnare delle persone a fare, delle analisi un po’ particolari, che si possono fare solo in ospedale?

Come quelle che si fanno, per esempio, nel reparto di Medicina Nucleare, che richiedono dei protocolli particolari perché si sa un minimo errore nel trattamento di materiali potenzialmente nocivi può recare dei danni all’ambiente e alle persone, non di poco conto.

Senza nulla voler togliere alla professionalità dei medici e del personale non medico dell’Ospedale della mia città, Terni, le cui doti professionali e umane ho potuto elogiare anche in passato sul mio blog (vedi QUI), e del reparto di cui sto parlando, mi pare doveroso però raccontare come su certi aspetti, come la privacy, anche nell’Ospedale di Terni si può ancora tanto migliorare.

Andiamo con ordine, la prestazione ambulatoriale è organizzata così: l’orario indicato sulla prenotazione è indicativo solo dell’ora in cui cominciano ad esser chiamati i pazienti.

Bisogna essere lì per le 8,30, si arriva e poi si prende un numeretto e si attende il proprio turno per riempire dei moduli, tra cui quello della privacy, in cui sostanzialmente, per rispetto della privacy, ti si chiede di autorizzare il trattamento dei dati personali e sensibili …

Privacy Ospedaliera 1Essendo l’ultimo o il penultimo della coda, e preso atto che per firmare i moduli e parlare con la persona addetta alla ricezione, bisogna aspettare nella stessa stanza dove la gente aspetta, posso dire di aver potuto ascoltare i fatti personali e i dati di tutto e di tutti anche perché tra il pubblico e il personale addetto alla ricezione c’è un vetro assai spesso.

Non è che me ne fregasse niente, né da parte mia o degli altri ‘attendenti’ c’era maleducazione, bisognava stare in quella sala e non da altre parti se si voleva fare quelle analisi, perché solo li si viene chiamati con il numero che hai preso.

Ma la cosa più carina è che è sulla sala è esposto un cartello che recita:
‘per ragioni di privacy presentarsi uno per volta allo sportello’.

Come potete immaginare, non ho resistito, con molta cortesia e gentilezza, di chiedere alla persona addetta al ricevimento, che al di là del vetro sentivo a stento, come mai questa situazione?

Mi ha risposto che ho ragione, che non ci poteva fare niente se il microfono è rotto, che presto il reparto cambierà ubicazione, etc. ma questo ‘presto’ si sa a Terni lascia il tempo che trova.

La guardia medica tanto per fare un esempio, che finalmente ha trovato una collocazione a prova di privacy ospedaliera, in una traversa di Viale Trento, per molti anni è stata attrezzata in una postazione di fortuna vicino alla sede della Croce Rossa con una sala medica attrezzata in una specie di stanzetta, in cui chi parlava era consapevole di parlare non solo con il paziente ma con tutte le persone che erano in sala di attesa.

Posso proporre una soluzione pratica in attesa del futuro migliore?

Invece di parlare attraverso un vetro, una volta chiamato il paziente fatelo accomodare vicino all’addetto, il paziente non morde mica, e li la loro interlocuzione sarebbe veramente a prova di privacy ospedaliera …

Claudio Pace Blogger Terni 16 Giugno 2015

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