PrayForParis ancora una ferita nel cuore dell’Europa

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PrayForParis PrayforFrance e altri hashtag simili indicano la necessità di pregare di fronte alla violenza e al male che dilaga furioso

Una triste sera di Novembre quella di ieri 13 Novembre, nella quale in tempo quasi reale abbiamo visto in scena a Parigi,  un’altra volta dopo quello di Gennaio, un tristissimo spettacolo di morte.

Il giorno dopo, mentre si attendono ancora i colpi di coda, si comincia a riflettere sulle cause di quanto avvenuto, e su come è possibile che i servizi segreti, ancora una volta, e non solo quelli francesi, non sono riusciti ad evitare questa ennesima strage in Europa che fa tremare tutta l’Europa.

Eppure nella settimana qualche notizia di azioni contro il terrorismo è giunta, con gli arresti avvenuti tra la Norvegia e Merano, ma senza che in esse ci fossero riferimenti diretti alla Francia.  

E poi come si fa ad infiltrarsi in organizzazioni che si organizzano solo ideologizzando i propri addetti e che conducono una vita normalissima fino a quando escono fuori allo scoperto seguendo istruzioni ben precise e ben studiate ma realizzate con scarso personale paramilitare e con molta ‘carne da macello’ di ragazzi, di gente comune a cui è stato fatto un lavaggio del cervello?

E in tutta l’Europa l’Italia ha diverse ragioni per tremare un po’ di più anche se fino ad adesso in Italia non è ancora successo nulla.

Già in Italia, a Roma, dove tra qualche settimana sarà aperto il giubileo della Misericordia, nel giorno dell’Immacolata, invocata anche come Madonna che scioglie nodi e come regina della Pace.

E tra i nodi, quello che non è stato sciolto è quello della politica estera americana che con la Primavera Araba del 2011 ma prima ancora con l’intervento in Afghanistan e le due guerre del golfo è tra le cause di quanto è avvenuto.

Troppe ambiguità hanno favorito questo mostro che si chiama fondamentalismo islamico e Isis e che vanno risolte in sede Onu, unico posto dove può lecitamente partire una lotta senza quartiere al fondamentalismo, che riporti in medio Oriente e in Africa una situazione assai diversa da quella attuale.

Il rischio grosso invece è che tra Francia e Russia da una parte e Usa e alcune nazioni arabe dall’altra si crei una frattura insanabile e che assisteremo ad altri episodi di questa terza guerra mondiale ormai in corso.

Claudio Pace Terni 14 Dicembre 2015 su PrayforParis

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