Casaleggio, Renzi, immigrazione, Lesbo, Africa, giubileo …

Casaleggio, Renzi, immigrazione, Lesbo, Africa, giubileo …

Casaleggio

Sta passando in sordina, la fine dell’embargo all’Iran, di fronte alla notizia più mediatica della morte di Casaleggio, che ho commentato così.

Sì, bisogna riconoscere a Casaleggio, di aver messo in piedi un movimento politico in grado di catturare in pochissimo tempo un quarto circa degli elettori votanti in Italia, ma il motivo per cui non ritengo giusta la strada intrapresa, al di là delle ideologie tipo Gaia e simili, teorie dal sapore apocalittico/new age, è che la nostra costituzione italiana si basa sui partiti e non sui movimenti, sui partiti che se non fossero autoreferenziali rappresenterebbero le parti, la gente,  garantendo la democrazia intesa come reale esercizio del potere da parte del popolo.

Sì, il modello della Prima Repubblica tanto vituperato, e che probabilmente non potrà mai essere ripercorso, sta diventando quasi ideale per il nostro attuale corso politico, che vede l’Italia sottoposta non solo alle pressioni tradizionali degli Usa, ma anche della commissione europea e di tutto ciò che c’è dietro questa deludente Europa, che nasce sull’Euro e il libero scambio delle merci e circolazione delle persone, e che tra deflazione e immigrazione selvaggia rischia di diventare un potenziale esplosivo per lo scoppio di una guerra simile se non peggiore a quelle due che il secolo scorso dall’Europa insanguinarono il mondo intero.

Che differenza c’è tra un leader politico eletto da primarie reali ma sospette per le regole incerte o da primarie virtuali scarsamente partecipate come quelle inventate da Casaleggio e un leader eletto da un congresso di partito?

Che il leader eletto dal congresso di partito deve difendere le tesi congressuali della maggioranza della parte che rappresenta e che si confronta con le altri parti in modo realmente democratico.

Un esempio concreto?

Gli F35 che il PD in tutti modi non voleva comprare, e che anche il leader del PD, ora capo del governo, non voleva comprare finché non è venuto Obama in Italia a dire pubblicamente, in conferenza stampa congiunta con il nostro premier, che la sicurezza costa … un eufemismo per dire che l’Italia quegli aerei li doveva comprare punto.

Se quest’acquisto fosse stato fatto mancando di ottemperare una tesi congressuale così importante, il leader avrebbe dovuto dimettersi e con ogni probabilità il presidente Usa non avrebbe imposto un onere così pesante rischiando di trovarsi poi un presidente del consiglio più vicino a Putin che a lui.

Comunque sia Renzi è volato in Iran a tentare di riaprire un mercato che ci guarda con molta simpatia e speriamo che presto possa fare altrettanto in Russia, adesso meno nemica degli Europei dopo l’ondata di flusso migratorio che sta scardinando le basi dell’Europa stessa.

La Russia intervenendo in Siria contro Isis, anche se nessuno può dirlo ufficialmente, sta facendo un grande favore alle cancellerie europee alle prese con il problema profughi che prima erano solo di Spagna, Italia e Grecia forse sarebbe ora di finirla anche con l’embargo alla Russia dando un impulso forte al processo di pace in Ucraina che potrebbe solo guadagnarci da un ruolo di interscambio tra Ue e Russia pacificate, …

Insomma un nuovo quadro di pace internazionale, che comprenda anche la cancellazione di Isis dallo scenario mediorientale, potrebbe portare finalmente anche in Italia quella ripresa, quella uscita dal tunnel, sempre promessa e fino ad adesso rimasta una speranza elettorale, utopica giammai concreta.

Una pace che deve passare anche per la terra d’Africa, quella dove è stata profeticamente e non casualmente aperta la prima porta santa del giubileo della Misericordia.

Gli occidentali devono smettere di pensare all’Africa come un market da cui attingere petrolio e materie prime, devono curarsi maggiormente che le ricchezze che giungono a quei popoli siano distribuite il più equamente possibile tra le popolazioni locali alle quali si preferisce vendere armi piuttosto che sviluppo, innescando un circolo vizioso di povertà e violenza i cui effetti si percepiscono solo per la disperazione dei profughi che si affidano alle mafie per cercare una tenue speranza di salvezza in Europa.

Questo il vero nodo della questione immigrazione tutto il resto è demagogia, compreso gli accordi con i governi locali costieri per non permettere il grande attraversamento della disperazione se questi accordi vengono fatti con lo spirito dell’occhio non vede, cuore non duole …

A papa Francesco che già con la sua visita a Lampedusa e i suoi strali contri i mercanti d’armi aveva fatto capire l’antifona, un grazie per la sua nuova visita a Lesbo nell’isola della speranza e della disperazione, dove ogni giorno uomini, donne e bambini scampati alle onde del mare cominciano, dalla Grecia, una nuova estenuante odissea.

Claudio Pace Terni 13 Aprile 2016 su Casaleggio e altri argomenti di attualità

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