Blogger samaritano nella appena iniziata Estate Ternana

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Stamattina verso le 11 nella rotonda di Porta Spoletina a Terni, uno straniero, forse un indiano, stava steso a terra, lamentandosi nell’indifferenza di tanti passanti che  lanciavano uno sguardo e passavano oltre. Ubriaco? Barbone? Chissà? Sicuramente non era l’uomo bastonato dai ladri della famosa parabola evangelica, e non era neanche facile capire cosa avesse e di cosa si lamentasse perché di Italiano non sapeva nemmeno una parola.  Disidratato o affamato?  In Italia, nell’Italia di cui tanto ci lamentiamo abbiamo un servizio di soccorso che non fa discriminazioni ne chiede tessere sanitarie e soccorre chiunque ha bisogno. E infatti chiamatolo,  dopo circa mezz’ora è venuto e ha prestato i soccorsi a quell’uomo che forse nel suo paese di origine non sarebbe stato nemmeno preso in considerazione per il suo malessere vero o presunto che sia stato. Certo è facile fare i samaritani, quando abbiamo un servizio così, anche se forse per me sarebbe stato più facile passare oltre, come ho visto fare a tutti quello che sono passati di li in quella mezz’ora di tempo che l’ambulanza ci ha messo per raggiungere la persona in difficoltà,  … 
Blogger SamaritanoPersone il cui comportamento non intendo in alcun modo stigmatizzare anche in considerazione del fatto che la presenza di stranieri che giungono in Italia, dopo gli sconvolgimenti che la primavera araba ha portato sul Mediterraneo, sarà sempre maggiore e non si può negare che questa presenza comporta e comporterà dei problemi  in tutta Italia non solo in Sicilia e in Calabria.

Quest’argomento del rapporto con gli stranieri e con le etnie diverse che è stato oggetto anche di una contestazione pubblica del segretario dei leghisti nei confronti di Papa Francesco che ha difeso gli zingari (che a sua volta si lamentato perché chiamati zingari e non rom) è un argomento di attualità e ci costringe a fare delle scelte che possono essere giudicate alle volte buoniste o razziste  fatto sta che non fa parte proprio della nostra cultura rimanere indifferenti di fronte ad una persona che distesa su un marciapiede da segni di sofferenza. Questa presenza così massiccia cambierà il nostro modo di pensare? Saremo capaci di conservare le nostre radici cristiane che affondano nella parabola del buon Samaritano o diventeremo un popolo di xenofobi sempre più intolleranti nei confronti di chi vivendo con noi non si integra perché non vuole o perché non può integrarsi? Il nostro senso di accoglienza può anche involontariamente contribuire ad aggravare il problema dell’immigrazione perché da un miraggio in più a popolazioni che vivono sulla soglia della sopravvivenza o nella guerra civile? E che dire degli stranieri che vivendo dopo un po’ qui tra noi cominciano ad essere un tantino arroganti e accampare diritti, come mi testimoniava un operatore sociale volontario di queste mense per i poveri che notava con tristezza anche quest’atteggiamento deprecabile. Insomma i problemi sono tanti e nessuno di noi ha una soluzione in tasca, problemi che si sommano a quelli che abbiamo e che si chiamano per esempio ‘disoccupazione giovanile’ o simili che magari non hanno alcuna attinenza con il problema del rapporto con le etnie straniere ma che vengono vissuti dalla stessa gente. Tutti i problemi che esistono però non devono mai farci perdere di vista la carità, verso la persona umana, carità che deve sapere discernere le situazioni senza scadere né nel  buonismo né nel razzismo, … 

Claudio Pace Blogger  Terni 7 Giugno 2014 su Blogger samaritano

http://youtu.be/YWvom6h-T5A

Blogger Samaritano, questo vecchio filmato di Nanni Loy da l’idea del comportamento che spesso abbiamo quando ci si presenta una situazione insolita

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